Juventus-Milan Serie A 2016/2017: presentazione

9 marzo 2017 | Di | Rispondi Di più

Nelle puntate precedenti…

Buona lettura…

Il broker thailandese Bee Taechaubol è stato a Arcore dove, con il sostegno di una cordata asiatica, proverà a porre fine ai 29 anni dell’era di Berlusconi al Milan. Con Mr. Bee ci sono stati anche i rappresentati della banca di Abu Dhabi ADS che sostiene l’operazione. Al vertice era presente anche Barbara Berlusconi. La situazione debitoria del club, dissestato finanziariamente nonostante il ridimensionamento tecnico delle ultime stagioni, suggeriscono un passo indietro e l’ingresso di nuovi capitali, in grado di garantire liquidità ad una società a secco di vittorie da quattro anni.
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To Bee or not to Bee? Sembra prevalere la seconda ipotesi perché di Mr Bee Taechaubol si sono perse le tracce. Era atteso ieri sera a Milano. Difficilmente sarà ospite del suo nuovo socio, Silvio Berlusconi, questa sera a Villa Gernetto in occasione della festa per i 79 anni del numero 1 rossonero. In realtà i dubbi che si erano diffusi domenica pomeriggio si sono rapidamente concretizzati nella giornata di ieri, anche se il mancato arrivo di Mr Bee a Milano per l’atteso closing (480 milioni da bonificare per l’acquisizione del 48 per cento delle azioni del club rossonero) viene addebitato a problemi di carattere tecnico. La scadenza ufficiale per concretizzare l’operazione era stata fissata per il 30 settembre. Il nuovo contatto fra le parti protrebbe avvenire o la prossima settimana o entro la metà di ottobre. Ma, al momento, non esistono certezze. Non sono da escludere altri colpi di scena.
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Mah….

Bee Taechaubol incontrerà nuovamente Silvio Berlusconi intorno al 10 gennaio. Il thailandese dovrebbe arrivare in Italia all’inizio del mese, per aggiornare il presidente rossonero sui progressi fatti nella ricerca dei fondi per l’acquisto del 48% del Milan. Dunque slitta ancora il closing, visto che l’incontro sarà ancora una volta di aggiornamento. Inizialmente sembrava che si potesse chiudere la trattativa entro la fine del 2015, ma Mr. Bee ha avuto più difficoltà del previsto nel reperire i 470 milioni da versare a Berlusconi. Ora le due parti sperano di riuscire a definire i dettagli entro febbraio.
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Se Mr. Bee Taechaubol (non) voleva fare un regalo a Silvio Berlusconi, nel trentesimo anniversario dell’acquisto del Milan (20 febbraio), c’è riuscito benissimo. E’ saltata l’estenuante trattativa con il broker thailandese per l’acquisto via Fininvest del 48% delle azioni rossonere, in cambio di 480 milioni di euro. Tant’è vero che la stessa Fininvest, dopo essersi accollata il deficit di 94 milioni di euro dell’ultimo esercizio, ha fissato a 50 milioni il tetto massimo del suo intervento nel processo di risanamento dei conti. Il che significa che, conoscendolo, alla bisogna sarà lo stesso Silvio Berlusconi a rimettere mano al portafoglio personale.
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L’edizione online di Repubblica riporta che stanno circolando delle voci sulla ricomparsa di una cordata cinese alternativa a quella di cui si sta parlando con insistenza nelle ultime settimane, che sarebbe avallata da Paolo Berlusconi: il fratello del presidente milanista avrebbe infatti incontrato in queste ore nel suo ufficio un gruppo di imprenditori di Pechino, con l’intermediazione di una donna misteriosa. La cosiddetta dama cinese, personaggio della saga milanista già a suo tempo apparso e scomparso l’anno scorso in contrapposizione alla cordata poi evaporata del broker thailandese Bee Taechaubol, non sembra spostare comunque i termini dell’operazione in corso, che il gruppo Fininvest è prossimo a introdurre alla fase decisiva.
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La misteriosa “Dama cinese” che domenica si è presentata ad Arcore sarebbe un’emissaria del governo di Pechino. Secondo il Corriere dello Sport la Lady in rosso sarebbe stata mandata direttamente da Xi Jinping,segretario del partito comunista cinese, appassionato di calcio e intenzionato a far crescre il movimento calcistico nel Paese, al punto da spedire una persona di fiducia a Milano per seguire da vicino le evoluzioni societarie nel Milan e capire se ci sia margine per far pendere Berlusconi più verso la cordata di Richard Lee che non verso Mr Bee Taechaubol.
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Silvio Berlusconi ha deciso di vendere il Milan a un consorzio di “capitalisti cinesi”.  A rivelare le identità dei veri acquirenti del club rossonero è stato il sito web di Bloomberg, una delle principali aziende di comunicazione economica a livello mondiale. Secondo quanto scritto il futuro numero uno del Milan è Shenjun “Sonny” Wu, imprenditore cinese a capo della GRS Capital, società di private equity, con aziende operanti nel settore delle energie rinnovabili, in particolare dell’illuminazione. Per Bloomberg, dietro i due advisor che stanno conducendo la trattativa con Berlusconi,Sal Galatioto e Nicholas Gancikoff, c’è il consorzio cinese che sarebbe pronto a rilevare il 100% del club rossonero per una cifra che si aggira attorno ai 750 milioni di euro, debiti compresi (che ammontano a circa 200 milioni, ndr). Oltre a Sonny Wu, pronto a investire nel Milan anche Steven Zheng, altro magnate cinese impegnato nel business dell’energia solare.
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Le parti hanno raggiunto l’accordo e nelle prossime ore è già prevista la firma. Confermata la vendita del 100% delle quote rossonere. Un’operazione da circa 700 milioni di euro, debiti incluso. Sia il Corriere della Sera che La Repubblica hanno dato questa notizia. Pasquale Campopiano del Corriere dello Sport su Twitter scrive: “Milan, confermo: emissari di Gancikoff e Galatioto sono diretti a Villa Certosa da Berlusconi. L’accordo c’è, per la firma…calma…“. Dunque anche il noto giornalista conferma le news emerse. Degli emissari incontreranno Silvio Berlusconi in Sardegna nelle prossime ore. Un faccia a faccia che può quindi essere decisivo. Con il presidente rossonero ci sono anche collaboratori Fininvest e pertanto pare davvero che siamo alla stretta conclusiva di una trattativa estenuante e che ha subito molti rinvii.
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Un vero e proprio colpo di scena quello riguardante la cessione del Milan. Nelle scorse ore si era parlato con insistenza dell’accelerata della trattativa con la cordata cinese guidata da Nicholas Gancikoff e Sal Galatioto. In realtà, però, il club viene venduto a un’altra. E’ Gazzetta.it a mettere in evidenza questo fatto. Il consorzio di investitori che acquista il Milan è guidato dal manager Yonghong Li. Dunque c’è stato un vero ribaltone nelle negoziazioni in questi giorni. Un colpo di scena inaspettato.
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E da qui in avanti la lunga serie di rinvii del closign.

Opinione personale. Non del blog, mia. Chi pende dalle labbra di pseudo esperti sperando che conoscano La Verità non è un innamorato folle del Milan, è solo, per usare un francesismo, un minchione. Chiunque dall’aprile 2015 rimanga 24 ore su 24 attaccato ai social solo per parlare di Yonghong Li, Zheng, Ping, Tong, Bee, Lee e Wu è, se non un emerito imbecille, sulla buona strada per diventarlo. Farsi prendere per il culo non ha niente di romantico, esattamente come non è romantico perdere, checché dicessero (e siano tornati a dire) gli interisti.

Sono arrivato al punto in cui la rabbia per questa situazione mi porta ad auspicare che una volta per tutte le autorità indaghino su ciò che sta avvenendo in questi mesi all’interno e intorno all’AC Milan, perché se non da chi lo possiede, chi lo gestisce o da chi lo vuole acquisire, meritiamo se non altro una risposta, e per quanto mi riguarda ormai una vale l’altra. Se vi appassiona la corsa al quinto o al quarto posto, vi invidio. Se vi appassiona la partita alle porte contro la Juventus, vi invidio. Se vi appassiona il finale di campionato, vi invidio. Questa è una squadra che mi è piaciuta molto più delle precedenti, ma senza un minimo di certezze sul proprio futuro, anche se si dovesse raggiungere l’Europa, la stagione partirebbe comunque ad handicap.

Senza basi, fondamenta, il futuro non è edificabile. La Juventus del post Serie B ha speso quasi da subito cifre importanti sul mercato, ma ha ricominciato ad essere competitiva solo con il riassetto dirigenziale, presidente compreso. La stessa Inter dopo anni di oblio si sta recentemente rimettendo in carreggiata dopo essere passata nuovamente di mano. Stesso dicasi bene o male per la Roma, che con la nuova proprietà ha comunque una solidità che le permette di rimanere in posizioni di vertice in Italia, per quanto d’inseguimento. Non è marginale avere una società forte alle spalle, e per forte non si intende “ricca”. Quando toccherà anche al Milan avere dei vertici di tutto rispetto, allora forse a quel punto torneremo competitivi. I giocatori verranno dopo.

Non è però ancora venuto il nostro momento. Chissà se mai avverrà. Però… se siamo alla terza caparra da cento milioni versata da SES in seguito al rinvio del closing basterebbe rinviarlo altre cinque volte per giungere a 800 milioni di Euro. Basta avere pazienza…

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.