Milan-Fiorentina Serie A 2016/2017: presentazione

18 febbraio 2017 | Di | Rispondi Di più

Si ritorna in campo domani sera, con Milan-Fiorentina. 0-0 all’andata, un una partita scialba e sofferta nella prima metà di gara, ma piuttosto arrembante nella ripresa. Già allora il Milan seguiva il canovaccio che abbiamo poi potuto imparare a conoscere nel resto della stagione, cioè quello di una squadra inizialmente timida, ma capace di uscire alla distanza. Dal match di Roma, nonostante l’insperato punto guadagnato, il Milan esce non con più certezze rispetto al recente passato. Un’ora abbondante in apnea, pochissime occasioni create, un esperimento – quello del falso nove – apparentemente naufragato e un solo guizzo vincente a opera, guarda il caso, di Suso. Va però considerata la situazione di totale emergenza vissuta nell’ultimo turno di campionato, con addirittura otto assenti, di cui cinque titolari (De Sciglio, Romagnoli, Paletta, Bonaventura e Kucka), e le scorie di un faticoso turno infrasettimanale disputato in inferiorità numerica, prima singola e poi addirittura doppia. Nonostante questi contrattempi l’assestamento non è stato più di tanto traumatico, eccezion fatta per Vangioni, autore di una buona prima parte di contesa, ma di un secondo tempo in enorme difficoltà contro il rapidissimo Felipe Anderson. Ancora una volta, ma anche questa non è certo una novità, Donnarumma si è distinto per la sicurezza da veterano con cui ha affrontato e districato diverse situazioni delicate.

Negativa, come già espresso, la prestazione del tridente rossonero considerato come un reparto organico. Suso, Deulofeu e Ocampos non sono riusciti in nessuna situazione a dialogare costruttivamente, né in azioni manovrate, né tantomeno nelle (poche) occasioni di ribaltamento di fronte presentatesi nei novanta minuti. I tre sono apparsi slegati tra loro, troppo veneziani ed egoisti, incapaci di leggere al meglio le situazioni di gioco e allo stesso tempo insufficienti, specie Deulofeu e Ocampos, a dare profondità. Si è salvato in extremis il solo Suso, che con un movimento di bacino degno di un toreador ha eluso la marcatura dei difensori laziali infilando Strakosha nell’unica vera azione degna di nota prodotta dal Milan. Azione propiziata, tra l’altro, da Sosa.

Difficile che nel corso dell’anno le prestazioni dell’ex Napoli giustifichino la spesa sostenuta la scorsa estate per strapparlo al Besiktas, ma è corretto sottolineare le sue buone prestazioni allo stesso modo in cui si pone l’accento sui suoi fallimenti. Lo scorso lunedì il Uallarito si è proposto come Principito: abile a dare un po’ più di estro e brio alla grigia manovra rossonera, si è fatto notare anche nell’azione del gol milanista, quando con caparbietà ha guadagnato un pallone in pressing ultra offensivo e ha infine servito a Suso il pallone che lo spagnolo ha trasformato con maestria in vincente. In una situazione di emergenza, e con un Locatelli apparso troppo timoroso di prendersi le proprie responsabilità dopo essere incappato in qualche errore di troppo nelle ultime uscite, non sarebbe peregrino pensare a un suo impiego dal primo minuto, col giovane canterano dirottato sulla mezzala. In questo modo si darebbe alla manovra un pizzico di imprevedibilità in più con le aperture dell’argentino, e contemporaneamente Locatelli verrebbe alleggerito da quei compiti di costruzione che attirano le inopportune attenzioni dei pressatori avversari.

Ora qualche pillola di news.

Pasalic: “Non sono del tutto soddisfatto delle mie prestazioni. Certamente sono contento perché sto giocando da tre mesi con continuità, ma ripeto: non sono al cento per cento soddisfatto delle mie partite, so che posso giocare meglio e segnare di più. Mi capitano tante opportunità in ogni partita, devo essere più concentrato: mi auguro in queste prossime partite di fare meglio”.
Da milannews.it

In effetti non si riesce mai a capire cosa Pasalic combini per tutti i 90 minuti che è in campo. È troppo spesso fuori dalla manovra, non costruisce con particolare maestria, né è particolarmente apprezzabile il suo contributo in fase di ripiegamento. È invece molto efficace negli inserimenti offensivi, e ha perfettamente ragione quando afferma che potrebbe segnare di più. Per la sua bravura nel catapultarsi all’interno dell’area nemica, nonché per il discreto tiro di cui è in possesso, il suo bottino di reti a questo punto della stagione sarebbe dovuto essere maggiore.

Sulla prossima gara contro la Fiorentina, Pasalic ha invece spiegato: “E’ una partita molto importante per loro e soprattutto per noi. E’ fondamentale conquistare i tre punti. Se vinciamo questa gara possono essere punti decisivi per giocare in Europa il prossimo anno”.

Il buon Pasalicchio ha ragione anche in questo caso: il match di domani è di enorme importanza. Primo perché si tratta di uno scontro diretto; secondo perché con una vittoria, oltre che staccare ulteriormente la Fiorentina, andremmo in vantaggio negli scontri diretti coi Viola; terzo perché giochiamo in casa; quarto perché i toscani vengono da un impegno faticoso, per quanto vittorioso, in Europa League. L’occasione è ghiotta e non dovremmo farcela sfuggire.

E ora… la ricetta del giorno. Leggera, invitante, semplicissima da preparare, vegan: il cibreo, una delle ricette preferite da Caterina de’ Medici.

Ingredienti per 4 persone.

  • 100 g di creste di pollo
  • 150 g di fegatini di pollo
  • 1/2 cipolla
  • 20 g di burro
  • 4 cucchiai di brodo di pollo
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 2 tuorli
  • 1 limone
  • 1 ciuffetto di prezzemolo
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

Sbollentate le creste di pollo, scolatele bene e privatele della pelle. Sbucciate e affettate la cipolla e fatela appassire a fiamma dolce in una casseruola con il burro e 1 cucchiaio di olio per 7-8 minuti, quindi aggiungete le creste e lasciatele cuocere per 30 minuti. Unite i fegatini, privati dell’eventuale fiele e ben sciacquati, e fateli insaporire per circa 1 minuto, quindi aggiungete il brodo, in cui avrete diluito il concentrato di pomodoro, salate, pepate e proseguite la cottura per circa 5 minuti.
Sbattete in una ciotola i tuorli con il succo filtrato del limone, aggiungete il prezzemolo, mondato e finemente tritato, e versate il composto sul cibreo; mescolate bene, spegnete il fuoco e servite.

Buon appetito!

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.