Lazio-Milan Serie A 2016/2017: presentazione

13 febbraio 2017 | Di | Rispondi Di più

La partita di Bologna non ha lasciato veri e propri segnali per il futuro della squadra, d’altronde si parla di un match giocato in parità numerica per solo una mezz’ora scarsa e per altrettanto tempo addirittura in doppia inferiorità numerica. Certo, i giocatori sono stati estremamente diligenti nel mantenere sempre le giuste distanze tra loro, sono stati attentissimi in fase difensiva e bravi in contropiede, con specialmente Deulofeu sugli scudi, ma l’eccezionalità delle condizioni in cui il Milan è riuscito a pervenire alla vittoria impongono che si dia il giusto peso ai tre punti portati a casa.

Qualche segnalazione da fare, però, c’è. Troppe le espulsioni patite in questo campionato dal Milan, e troppe quelle guadagnate da Paletta, addirittura tre. Il dato è particolarmente singolare dal momento che Montella non ha certo improntato il gioco della squadra sul pressing, la foga, l’aggressività, atteggiamenti che giustificherebbero un così alto numero di sanzioni disciplinari subite. Piuttosto, quando sotto pressione, i giocatori del Milan peccano di irruenza, cadendo negli stessi errori compiuti più volte gli scorsi anni: rischiosi interventi in anticipo, tackle senza senso, eccessivo nervosismo. La squadra in questo periodo non è serena (difficile esserlo con l’attuale ruolino di marcia) e certi eccessi possono avere una loro logica, ma maturità è anche quando si riescono a frenare i propri istinti, evitando di aggiungere altri problemi a quelli già esistenti. Nel caso specifico, l’espulsione di Paletta contro il Bologna comporterà l’affiancamento all’incerto Zapata dell’acerbo Gomez. Non l’ideale, in linea di massima.

Ora qualche dichiarazione rilasciata da Montella nella conferenza stampa di ieri.

Sull’Europa: “La gara di domani è importante ma non decisiva, mancano ancora tante partite alla fine del campionato”.
Da milannews.it.

Invece, purtroppo per noi, sarà per un buon 70% decisiva. Complici le vittorie di Inter e Fiorentina, perdere contro la rivale diretta Lazio significherebbe scivolare a -5 dal quinto posto. Manca ancora tanto al termine del campionato, per carità, ma il trend è già di per sé poco confortante, confermarlo con un’altra sconfitta non sarebbe l’ideale.

Sul gioco: “Noi finora stiamo portando avanti i nostri principi di gioco. Davanti non abbiamo gente alta, quindi non possiamo fare troppi lanci. Noi dobbiamo continuare a fare quello che sappiamo fare. Anche se cambiano gli interpreti, la filosofia rimane la stessa. Domani dovremo tenere palla il più possibile”.
Da milannews.it.

Lo spartito del Milan per questa stagione è segnato, impossibile pensare a uno diverso. Possesso palla, fraseggio, inserimenti. Altro, come dice giustamente Montella, non ci è dato. Va poi puntata la luce sul match winner di Bologna, Pasalic. Parliamo di un buon giocatore, non certo un fenomeno, ma che per il Milan attuale è di un’importanza capitale. Il motivo? Gli inserimenti. Spesso è lui, e non Bacca o Lapadula, l’uomo all’altezza del dischetto al momento dei cross dalle fasce laterali. È sempre lui, poi, la mezzala che accompagna l’azione offensiva, che taglia in area portando via gli uomini all’ala che gioca sul suo stesso lato ed è lui il giocatore di centrocampo che tenta più conclusioni da fuori. Siamo d’accordo, la qualità che mette in campo non sempre è all’altezza del suo connazionale che 18 anni fa prendeva per mano il Milan e lo portava fino allo Scudetto, ma se Montella sta insistendo tanto su di lui in questo periodo un motivo ci sarà (e c’è).

Dopo troppo tempo di astinenza, complice il Carnevale, periodo dell’anno durante il quale vale proverbialmente tutto, tornano le ricette, e in grande stile. La più bella e fedele ricetta della pasta alla carbonara che possiate trovare.

La pasta alla carbonara è il piatto più semplice del mondo. È anche quello che probabilmente ha il migliore rapporto tra facilità di preparazione e bontà. Eppure è quello in cui si riscontra il maggior numero varianti a cazzo. Non si sa bene perché. Voglio dire, nessuno si sognerebbe di consigliare di sostituire la ricotta salata col parmigiano nella pasta alla norma, o di mettere la menta nel pesto alla genovese. Eppure sulla carbonara è tutto un fiorire di cipolla, aglio, panna, olio, burro.
Voglio chiarire subito una cosa: non ne faccio una questione di rispetto per la nobile tradizione romana, o stupidaggini simili. Le origini della carbonara sono oscure, il nome che richiama associazioni segrete del risorgimento, le storie di guerra di soldati americani che chiedevano pasta, scrambled eggs e bacon, improbabili nobili napoletani, e cose così.
La verità è che non lo sa nessuno. E’ un piatto della tradizione popolare, non ha padri nobili, copyright o marchi registrati. Se qualcuno vi dice: “la ricetta originale della carbonara prevede…” lasciatelo stare.
Insomma, potete stare tranquilli, la ricetta originale non esiste.
Questo non vuol dire che la potete fare come vi pare. O meglio, potete. Potete anche farla con la cipolla e con la panna e io sarò disposto perfino a chiamarla carbonara. Però se la volete fare buona, be’ allora è un altro discorso. In due parole: date retta ai romani. Ai ristoratori romani, dico. La fanno tutti così, dalla peggio bettola del Quadraro al miglior ristorante della città. Ci sarà una ragione, no? Loro la fanno per mestiere. Fidatevi di loro, non di me.

Tutto sta in un concetto: semplicità. La carbonara è un piatto semplice e povero. Non cercate di arricchirlo, non insospettitevi se vi sembra troppo semplice. È buona per quello.

Ingredienti

Dal momento che gli ingredienti principali sono pochi e semplici, la loro qualità è determinante.

Allora, prima cosa: no spaghetti. Rigatoni.
Uova
Guanciale tagliato a dadini o a striscioline, come preferite. La pancetta è ammessa se abitate a Los Angeles. Se siete in Italia ci mettete il guanciale.
Pecorino romano (no parmigiano, no grana padano)
Pepe nero
Sale
Fine. Stop. Nient’altro. No olio, no burro, no cipolla, no aglio, no parmigiano, no latte, NO PANNA.
Ricapitolando: rigatoni, un uovo ogni cento grammi di pasta, guanciale, pecorino, pepe nero, sale. Fine.

Preparazione

Mettete a bollire l’acqua. Nel frattempo amalgamate le uova con il pecorino e con un po’ di pepe nero in una casseruola capiente abbastanza da contenere la pasta che avete intenzione di cuocere. Potete anche usare solamente i tuorli (in questo caso mettete un tuorlo a testa più un uovo intero “per la padella”). Quando avrete ottenuto un impasto leggermente cremoso fermatevi pure.
In una padella mettete a rosolare il guanciale a fuoco medio. Senza aggiungere olio e assolutamente senza soffritto di cipolla. Guanciale e basta. Il grasso del guanciale che si scioglierà basta e avanza per non farlo attaccare alla padella. Quando il grasso sarà diventato traslucido (di solito bastano cinque minuti) è il momento di spegnere la fiamma e lasciarlo intiepidire.
Importante: il guanciale deve rimanere morbido. Per carità di dio non lo fate diventare croccante.
(Se state cucinando a Honolulu e quindi state usando la pancetta aggiungete un filo d’olio, ma solo un filo).
Lessate i rigatoni. Andateci piano col sale ché il pecorino e il guanciale ne contengono già in quantità.
Scolate la pasta al dente e versatela immediatamente nella casseruola, prendete due cucchiai e mantecate. Ecco, questo è l’unico momento delicato di tutto il procedimento. L’uovo non deve cuocersi, deve solamente rapprendersi un poco restando cremoso, e aderire bene alla pasta. Come lo fa? Col calore della pasta e nient’altro. Per questo motivo l’operazione di scolatura e versamento deve essere fatta piuttosto velocemente.
Evitate invece di far saltare la pasta sul fuoco perché con ogni probabilità l’uovo si cuocerebbe e vi mangereste un’immonda frittata di pasta.
Solo e solamente in un secondo momento aggiungete il guanciale, altrimenti il suo grasso renderà impermeabili i rigatoni impedendo all’uovo di aderirvi.
Non ci sono altri segreti. Solo questa accortezza. Fate così e la pasta verrà ben condita con una delicata cremina, senza orrendi grumi di uovo rappreso e cotto.
Impiattate, aggiungete un’altra spolverata di pecorino, mezzo giro di pepe, mangiate.

Ricapitolando: amalgamare uova, pecorino e pepe; rosolare il guanciale; mantecare la pasta con le uova; aggiungere il guanciale rosolato.

Fine 

P.s. Esiste una variante, detta carbonara vegetariana, che prevede la sostituzione del guanciale con zucchine. Lì davvero vi taglio le mani.

Buon appetito!

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.