Bologna-Milan: news prepartita

8 febbraio 2017 | Di | Rispondi Di più

Dopo le quattro sconfitte consecutive patite negli altrettanti ultimi match, il Milan è di scena stasera al Dall’Ara di Bologna per il recupero dell’incontro rimandato causa Supercoppa italiana. Entrambe le squadre che calcheranno il campo di gioco felsineo alle 20.45 hanno molto da farsi perdonare ai propri supporter. Se il ruolino di marcia rossonero parla chiaro, gli emiliani dovranno vendicare invece l’umiliante 1-7 subito dal Napoli lo scorso sabato. Nonostante la classifica dei ragazzi di Donadoni non sia particolarmente allarmante, dovremo aspettarci comunque un avversario estremamente motivato a far bene. Lo sa bene anche il mister milanista, che nella conferenza stampa di ieri ha affermato quanto segue:

Mi auguro che il Milan abbia più spirito di rivalsa, il Bologna a parte l’ultima partita ha dimostrato di essere equilibrata e avere una fase difensiva tra le prime dieci. Non posso pensare di rapportarmi solo all’ultima partita. E’ una squadra che ha delle idee. So come dovremo essere noi.
Da milannews.it.

Montella non potrà pensare di rapportarsi all’ultima partita, ma lo 0-1 casalingo contro la Sampdoria non è frutto (solo) della sfortuna o del caso, è invece l’ultimo accidente occorso in un periodo già negativo. Normale cercare di disinnescare i nervosismi e le apprensioni, ma non va persa di vista l’obiettività. I dati dicono che il Milan non vince una partita dallo scontro in Coppa Italia con il Torino, che non vince in Campionato dal primo turno post natalizio contro il Cagliari, che ha mostrato contemporaneamente uno spaventoso calo di rendimento e di qualità di gioco, che le due punte (Bacca e Lapadula) non segnerebbero nemmeno con le mani, che la stagione del giocatore (o uno dei due) più in forma è già terminata e che, dulcis in fundo, il mercato non ha risposto alle molte questioni tecniche ancora aperte. La situazione non sarà drammatica perché la Lazio quarta non è lontanissima, ma i risultati del prossimo mese daranno un giudizio pressoché definitivo sulle velleità stagionali rossonere. Guardare in faccia la realtà, please.

(Zapata) è quello che ha più militanza nel Milan, anche se per me non è l’unico dato. Mi è piaciuto moltissimo il suo atteggiamento ed è stato da esempio per il gruppo, quando non giocava quasi mai. Ha dimostrato di avere un certo spessore in termini di correttezza e credo se la meritasse (la fascia). E se la meriterà ancora quando capiterà perchè è un calciatore importante per la nostra squadra.
Da milannews.it.

Ecco, questo non è un esempio di “guardare in faccia la realtà”. Anzi, è l’esempio enciclopedico di “mentire a se stessi”. Lo stesso Montella ha (giustissimamente) messo ai margini della rosa Zapata, insieme a Poli e Honda. Un motivo ci sarà stato. Zapata, con la preziosa collaborazione del comunque ottimo Paletta, ha causato la sconfitta del Milan di domenica. Questo è un fatto. La militanza non può essere un criterio di assegnazione della fascia, altrimenti, se avesse giocato Storari, l’avrebbe probabilmente indossata lui stesso, cosa tanto ridicola quanto ignobile. Infine, Zapata non ha nemmeno lontanamente il carisma necessario ad essere Capitano (difficile trovare qualcuno che ne sia provvisto nel Milan attuale, ma tant’è), e non è nemmeno un big della rosa. Sarà pure pretestuoso inalberarsi per questioni simili, ma consegnare a Zapata il simbolo del milanismo in campo è stata una scelta impossibile da giustificare e ancor meno tollerabile. Con buona pace del colombiano e di Montella stesso.

La formazione. Bacca e Lapadula non segnano, perché dunque non tentare un tridente leggero? Senza snaturare l’identità tattica di questo Milan fondata sul 433, potrebbe essere interessante abbinare alla velocità di Suso e Ocampos il dinamismo di Deulofeu al centro dell’attacco. La condizione del catalano non è certo invidiabile, ma il suo svariare potrebbe dare meno punti di riferimento alla difesa avversaria rispetto allo statico Bacca o al fin troppo eversivo ed evasivo Lapadula. La difesa felsinea è estremamente fisica ma poco mobile, perciò metterla in difficoltà sui movimenti, sui tagli e gli inserimenti potrebbe rivelarsi una scelta azzeccata.

Ulteriori passi avanti da parte della futura società, che oltre all’aspetto tecnico pensa anche a quello del marketing. Secondo quanto appreso da MilanNews.it l’ad Barbara Berlusconi quest’oggi ha incontrato Marco Fassone per fare il punto sulle tematiche del settore commerciale in vista del closing del 3 marzo. Stretta finale da parte del gruppo cinese, saranno tre settimane molto delicate per il futuro del club rossonero.
Da milannews.it.

Concludiamo con uno dei classici aggiornamenti dal fronte orientale. Pare che Barbara Berlusconi si confronterà con Fassone sull’argomento marketing. Brainstorming quantomai essenziale. Terminato il mercato invernale con tre colpi a effetto è più che mai necessario fare il punto della situazione su quanti cappellini del Milan vengono venduti nel sudest asiatico, senza dimenticare gli asciugamani da doccia griffati ACM, richiestissimi a Shanghai e Canton. Non so se arriveranno ‘sti benedetti (o maledetti) cinesi, l’unica cosa che sappiamo è che oggi 8 febbraio l’organigramma societario è lo stesso di due anni fa e che di mercato migliorativo non c’è l’ombra. Forse prima di discutere di marketing sarebbe stato necessario investire un minimo su una squadra che al 31 dicembre 2016 era potenzialmente terza in graduatoria. Forse. Se sto per acquistare una casa da 1 milione di Euro per cui ho già versato una caparra da 200.00, e se tale casa necessitasse di un urgentissimo intervento al tetto per evitare che cedendo danneggiasse l’abitazione stessa, io che di finanza, economia e strategie non capisco nulla – per carità – opererei tempestivamente per proteggere il mio futuro investimento. Ma queste rimangono chiacchiere da bar, considerazioni utili giusto per allungare un pezzo che sarebbe altrimenti stato eccessivamente corto. Amen.

Fabio

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Categoria: News, Serie A

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.