Milan-Sampdoria Serie A 2016/2017: presentazione

4 febbraio 2017 | Di | Rispondi Di più

Quella di domenica scorsa è stata la peggior giornata vissuta fino a questo momento dal Milan montelliano. Sconfitta in rimonta subita contro un avversario più che abbordabile, due titolari infortunati, qualche errore di troppo dei singoli e segnali tecnici alquanto preoccupanti, più di quanto non fossero stati quelli dei precedenti risultati negativi. Una vera e propria Caporetto, dalla quale è necessario prendere le distanze immediatamente per riacquistare quella fiducia minata dall’ultimo mese di partite.

Il possesso palla rossonero è nell’ultimo periodo diventato sempre più sterile. Le statistiche hanno in realtà sempre dipinto un quadro di overperformance: il Milan segnava molto in proporzione a quanto costruito, ma nell’ultimo periodo la situazione è andata aggravandosi, specie se abbinata a un rendimento difensivo mediocre. Se dobbiamo al momento concentrarci sul reparto offensivo è chiaro che uno dei principali problemi sia la mancanza di qualità a centrocampo, ma contemporaneamente anche una forma negativa delle due punte rossonere. Bacca non riesce da tempo a segnare con la continuità della scorsa annata e lo stesso Lapadula, dopo una buona prima parte di stagione, non riesce a essere incisivo nei minuti che gli vengono concessi. Se il primo è spesso troppo bradipesco e del tutto avulso dal gioco, il secondo si impegna più per far confusione nelle difese avversarie che per segnare. Entrambi rappresentano in questo frangente le due facce di una medaglia di scarso valore.Il centrocampo, come detto, spesso non aiuta. Pasalic pare meditare sempre sui grandi quesiti filosofici, rendendosi di fatto inutile; Bertolacci soffre ormai di una patologica inconsistenza mentale; Kucka non è certo l’elemento da cui ci si possono attendere guizzi creativi geniali; Locatelli ultimamente si limita troppo conservativamente al compitino, segno che gli errori commessi nel recente periodo lo rendono poco sereno. La manovra a due tocchi resta un miraggio, e il calcio ruminato di passata memoria è tornato prepotentemente alla ribalta. Con l’infortunio di Bonaventura, infine, verrà a mancare il jolly da giocarsi come mezzala, rendendo ulteriormente prevedibile la manovra. Difficile pensare a una soluzione da bacchetta magica in un contesto simile, motivo per cui la strada dinanzi a noi non può che apparire in ascesa come le pendici del Pordoi.

La scarsa forma del centrocampo si ripercuote inoltre sulla fase difensiva. Paletta e Romagnoli non danno segni di cedimento, ma poco possono fare in casi come quello della prima rete subita a Udine. Il giovanissimo Locatelli è ormai da tempo preda del pressing ossessivo degli avversari in fase di uscita dalla difesa, che dimostra di soffrire sempre di più. Anche qui, complice un mercato inesistente almeno a centrocampo, per sistemare i problemi servirebbe la bacchetta di sambuco di Harry Potter. Il ritorno al 4-4-2, come sempre invocato nei periodi di maggior difficoltà, pare più una soluzione già da ultima spiaggia che un’ipotesi realmente percorribile: il Milan è sguarnito di veri e propri esterni, se escludiamo gli adattati e adattabili Honda, Suso e Ocampos. La presenza contemporanea di Lapadula e Bacca, poi, sottolineerebbe l’inadeguatezza numerica del reparto offensivo, dove il solo Deulofeu, anche lui adattato, sarebbe un rimpiazzo credibile. Più logico sarebbe ripiegare sul 4-2-3-1, ma nonostante sia un modulo che il sottoscritto apprezza, comporterebbe un periodo di adattamento che al momento non possiamo permetterci. Si vada dunque avanti a testa bassa con il 4-3-3, cercando di correggere nel limite del possibile gli errori commessi ultimamente: più velocità di circolazione, una minore distanza dal fulcro di gioco (Locatelli) così da fornirgli maggiori soluzioni di passaggio e una migliore spaziatura in avanti, dove i tre componenti del tridente giocano spesso troppo larghi per poter rendersi realmente pericolosi.

Un paio di considerazioni su Ocampos, che ha suscitato nei tifosi rossoneri interesse più per la prosperosa ragazza con cui si accompagna che per le sue qualità. Giocatore estremamente discontinuo, ma in possesso di buoni colpi. Esterno offensivo, può giocare tanto a destra quanto a sinistra. Buon dribbling, rapidità di gambe e velocità, ha il suo punto di forza appunto nel creare superiorità numerica sugli esterni. Vista l’assenza di attaccanti di una certa stazza, al Milan sarà in teoria più pericoloso nei tagli verso il centro che nel gioco sulle fasce. Come Deulofeu, le sue caratteristiche appaiono più coerenti per il gioco di Montella rispetto a quelle di Niang. Il fatto che negli ultimi mesi abbia già preso confidenza con il calcio italiano lo rende più pronto dell’altro neo acquisto, ma nei confronti del catalano è meno duttile e forse spendibile a partita in corso. Per questa ragione è probabile che sarà lui il sostituto designato di Bonaventura, la cui stagione è quasi certamente prematuramente terminata.

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.