Milan-Napoli Serie A 2016/2017: presentazione

21 gennaio 2017 | Di | Rispondi Di più

Emergenza Milan: per la sfida contro il Napoli mancheranno Locatelli e Romagnoli. Poco si dice invece della moria di centrali difensivi del Napoli. Koulibaly impegnato con il Senegal in Coppa d’Africa; Chiriches out; Tonelli a rischio; Albiol febbricitante. Solo il reietto Maksimovic, pagato 25 milioni in estate e finito ai margini della rosa, pare sicuro del posto da titolare. Come dire, certo il Milan avrà due defezioni importanti, ma anche il Napoli non può star sereno da questo punto di vista. Concentrandoci sui nostri problemi, i sostituti dei due giovani fermati dal giudice sportivo saranno con tutte le probabilità Gomez e Sosa. Il primo gode di molta considerazione in seno al tifo milanista, vuoi per la sua ruvidezza quando si scaglia contro gli avversari, vuoi per la giovane età che funge da alibi per alcuni passaggi a vuoto. Il paraguaiano ha indubbiamente buone qualità, ma l’eccessiva irruenza che spesso e volentieri palesa può risultare un limite contro avversari di una certa esperienza. Per questa ragione, paradossalmente ma nemmeno troppo, meglio che faccia coppia con Paletta piuttosto che con il quasi coetaneo Romagnoli. Più complicato sarà invece sostituire Locatelli, che non ha né in Sosa, né tantomeno in Bertolacci veri e propri omologhi. Quello dell’argentino è comunque il profilo più indicato per fare le veci del prodotto del vivaio milanista in quanto in possesso di maggiori geometrie (ed esperienza) dell’ex genoano.

Il Milan esce dalla sfida contro il Toro con più certezze che dubbi. Il primo tempo in apnea poteva essere messo in preventivo visto l’avversario dello scorso lunedì. Anche nei momenti di maggior pressione avversaria, però, la squadra di Montella (non esente da colpe in alcune letture del match) ha sempre cercato di reagire imponendo la propria cifra tecnica. Questo è il vero punto di svolta imposto dal nuovo corso tecnico rispetto ai precedenti: sì, i giocatori sono quelli che sono, ma questo non impedisce la ricerca del fraseggio e del palleggio, senza ridursi esclusivamente al solito stantio copione delle barricate e contropiede. Con Mihailovic e Inzaghi questa attitudine è sempre stata svilita sull’altare del pragmatismo, alimentato dalla vulgata secondo cui «beh, con questi giocatori non puoi fare molto altro». A poco servivano gli esempi dell’Empoli di Giampaolo e dello stesso Sarri, che dipingevano gioco coi vari Croce, Valdifiori e Vecino. Un altro calcio era invece possibile, e Montella lo sta dimostrando anche senza poter contare sui Modric o gli Iniesta.

Si è parlato però di alcune letture errate dell’allenatore campano. La prima è stata quella di Kucka, tenuto in panchina troppo a cuor leggero; la seconda quella che ha visto la sostituzione di Bonaventura con Niang, entrato tra l’altro con la stessa voglia che ho io di andare a spaccare pietre in un penitenziario dell’Uzbekistan. Errori simili sono da mettere in preventivo, nessuno è infallibile, ma nella nostra situazione, considerato lo scarso valore della panchina, rischiano di costare caro. Un altro dei meriti di Montella è stato quello di individuare immediatamente le “mele marce”, limitando il loro impiego il più possibile. Non è un caso che la peggior sconfitta stagionale (contro il Genoa) sia arrivata quando l’allenatore ha voluto fare lo splendido puntando dal primo minuto su Honda e Poli. Allo stesso modo lunedì le sue decisioni errate sono costate forse un paio di punti preziosi. Prendere nota per il futuro.

In conclusione Bacca. Contro il Toro è stato protagonista di una buonissima partita, propositiva e al centro della manovra offensiva. È mancato il gol su azione, ma sulla volontà di fare bene nulla da questionare. La domanda non è tanto chi sia più forte tra lui e Lapadula, dubbio che non esiste, ma su chi sia più utile. Il fatto che addirittura l’ex Teramo e Pescara sia riuscito a mantenere a galla l’attacco del Milan rende evidente come il colombiano abbia vissuto tre mesi deleteri. Se il periodo no sia definitivamente alle spalle è però ancora tutto da dimostrare, magari partendo già da questa sera.

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.