Torino-Milan Serie A 2016/2017: presentazione

16 gennaio 2017 | Di | Rispondi Di più

MILAN, ITALY – AUGUST 21: Gabriel Paletta of AC Milan in action during the Serie A match between AC Milan and FC Torino at Stadio Giuseppe Meazza on August 21, 2016 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Milan vs. Torino, round 2. Il primo se lo è aggiudicato il Milan, non senza difficoltà, il secondo sarà invece una prova di maturità per i rossoneri di Montella, chiamati a una prestazione di grande personalità su un campo estremamente ostico. Non basteranno due fiammate in un buon secondo tempo per sfangarla, specie se a seguire un primo tempo osceno come quello disputato giovedì scorso. La partita di Coppa Italia ha infatti regalato certo segnali positivi, ma anche alcuni negativi, i quali rischiano di perdersi nel clima da “tutto va bene” che segue solitamente un trionfo.

I casi sono in particolare tre: il primo riguarda Sosa, il secondo Gomez, il terzo Lapadula. Il sottoscritto, due minuti dopo il fischio finale del match infrasettimanale, ha avuto la faccia tosta di affermare su Twitter che a suo avviso i tre giocatori sopracitati avessero giocato non in maniera positiva. Apriti cielo. Sosa? Ordinato. Più di una donna (o di un uomo, per par condicio) delle pulizie, Gomez una roccia, Lapadula un guerriero. Nel dimenticatoio gli zero guizzi dell’argentino e lo zero filtro della prima frazione di gioco; scordati i tanti (troppi) anticipi tentati e bucati dal paraguaiano, che manca nei fondamentali di difesa anche quando si tratta di rinviare (mai al centro, ma ai lati: lui fa il contrario); in cavalleria i movimenti tutti sbagliati del buon Lapa, senza parlare poi dell’assurdo gol divorato. La mancanza di equilibrio porta in caso di vittoria a giudicare positive anche le prove di chi ha giocato male, e viceversa in caso di sconfitta di valutare negativamente anche chi invece ha disputato un’ottima partita. Le prestazioni vanno sempre giudicate sul lungo periodo, evitando stroncature o promozioni temporanee.

Ad esempio, dopo una lunga serie di prove positive (non un tempo di gioco), va ammesso che Abate sta rendendo come probabilmente mai nella sua carriera. Certo, azzecca cross solo nelle partite giocate nelle notti di luna piena, ma il suo contributo al gioco offensivo del Milan è nettamente superiore rispetto al recente passato, e anche difensivamente è più accorto, meno svagato. Allo stesso modo è ormai innegabile l’importanza di Paletta per la squadra: anche lui come Gomez troppo irruento, ma solo a volte. Nel corso della sua carriera italiana ha imparato a dosare gli interventi in anticipo con parsimonia, ma senza perdere efficacia, facendo sempre sentire fisicamente la sua presenza all’avversario e, infine, imponendola. Ritengo che un buon 30% delle fortune del Milan di Montella dipendano da lui e dalla sua capacità di abbinarsi con efficacia a Romagnoli. Questi due giocatori nel corso dei primi mesi hanno dimostrato con continuità e costanza la loro importanza all’interno dello scacchiere rossonero. A prescindere dalle proprie valutazioni e dal loro passato, sarebbe ingiusto oggi non dar loro i meriti che gli spettano.

Le dichiarazioni del prepartita di Montella.

Questa squadra ha dimostrato di avere grande orgoglio e voglia di fare. Il Torino è un’ottima squadra, se giovedì abbiamo ribaltato la partita vuole dire che stiamo crescendo bene.

Soprattutto, questa squadra continua a dimostrare come nei secondi tempi sia in grado di imporsi sugli avversari. È ormai un leitmotiv che vediamo da inizio stagione, quando invece gli scorsi anni nelle riprese eravamo soliti perdere il bandolo della matassa del match. Fisicamente la squadra c’è, eccome. La domanda è fino a quando riuscirà a reggere questi ritmi. Un anno fa scoppiammo a inizio marzo, ma va anche detto che il gioco di Montella è meno dispendioso di quello di Mihajlovic.

Sta giocando sempre, lo vedo molto coinvolto. Voci di mercato? Ci pensa la società. Mattia lo vedo coinvolto, ha giocato a volte anche con qualche acciacco.

De Sciglio è insieme a Niang e appena appena alle spalle di Montolivo il giocatore più odiato dai tifosi del Milan. Montella sembra invece puntarci, e nemmeno poco. Vero, Antonelli è rientrato solo pochi giorni fa, ma il classe 92 rossonero continua a essere preferito al suo compagno. Perché? Perché è diligente, è ordinario, fa quel che gli viene chiesto, certo senza guizzi, ma – ultimamente – anche senza colpi di testa. È affidabile, come una Yaris. Non fa impazzire, ma fa il suo mestiere. Come nel caso di Abate, sarebbe salutare ammettere che anche De Sciglio sta al momento giocando al di sopra dei livelli cui ci aveva abituato. Sperando che non ci faccia rimangiare tale giudizio.

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.