Palermo-Milan Serie A 2016/2017: presentazione

5 novembre 2016 | Di | Rispondi Di più

Carlos-Bacca-2Difficile trovare una prestazione peggiore di quella sfornata dal Milan contro il Pescara. Contro Napoli, Udinese e persino Genoa, nonostante il risultato rotondo, la squadra aveva comunque prodotto qualcosa, fornito prestazioni sì insufficienti, ma con un qualche segnale positivo, o perlomeno incoraggiante. La prestazione di domenica scorsa è stata invece, nonostante i tre punti alla fine portati a casa, la peggiore dall’avvento di Montella. È vero, pur venendo da una serie negativa il Pescara è comunque un avversario tosto, ben allenato e con giocatori particolarmente resistenti, tecnici e rapidi: il perfetto 11 per giocare in trasferta contro una grande squadra, a maggior ragione una particolarmente giovane e reduce da una brutta sconfitta come il Milan. L’attitudine degli abruzzesi non può comunque essere una scusante per la prestazione fornita dai rossoneri. Il buon palleggio messo in campo nella parte finale del primo tempo di Genova si è visto solo a sprazzi, le conclusioni pericolose si sono contate sulle dita di una mano monca e, se non fosse stato per una punizione geniale di Bonaventura e un’altra, l’ennesima prodezza di Donnarumma, il Milan non sarebbe riuscito a far suo il bottino pieno. Quali possono essere i motivi per cui la squadra ha prodotto un calcio tanto scadente?

Il primo è la mancanza di un calciatore di grande qualità a metà campo. Locatelli sta facendo di tutto (e anche qualcosina di più) per poter mascherare la necessità del Milan di trovare un vero metronomo a centrocampo, ma ciclicamente questa particolare lacuna si ripropone. Sia chiaro, non voglio in nessun modo gettare la croce addosso al gioiellino rossonero, semplicemente è mia intenzione evidenziare quanto nonostante tutta la buona volontà che ci mette sia ancora inadatto a fare “il Pirlo” di questa squadra. Non a caso i due giocatori più accostati al Milan in questo periodo sono Fabregas e Verratti, entrambi dei metodisti. Locatelli, se posso azzardare un paragone, mi ricorda molto Marchisio: capace sì di gestire il pallone, ma non necessariamente come il punto di riferimento della squadra. Il giovane classe ’98 sta già facendo molto meglio di colui che in precedenza occupava quel ruolo, ma in alcuni casi questo non basta: Loca verticalizza e gioca spesso di prima e seconda, ma non ha ancora l’esperienza e la malizia per gestire i momenti di una partita, e di conseguenza il ritmo da imprimere alla contesa. Il fatto che sia già molto maturo e “scafato” per essere un 18enne non deve renderci troppo impazienti nei suoi confronti. È giusto che a gennaio si operi sul mercato per acquistare un giocatore già di livello che possa quindi far rifiatare il Loca, rendendo in tal modo la sua crescita più continua e meno frenetica.

La seconda ragione è la presenza di due attaccanti che spesso e volentieri non guardano avanti, ma giocano a testa bassa, senza aiutarsi tra loro. Niang e soprattutto Suso sono giocatori che non hanno come qualità migliore la capacità di giocare coralmente: entrambi tendono ad avventurarsi in azioni personali piuttosto che fraseggiare, e le conclusioni velleitarie che tentano verso la porta avversaria, spesso innocue, non fanno altro che allentare la pressione che il Milan potrebbe invece portare. Vi è infine un argomento particolarmente spinoso che presto o tardi va affrontato: Carlos Bacca.

Partiamo da lontano: nella storia del Milan sono stati contestati giocatori mille volte migliori del Peluca. Calciatori dalla classe cristallina, vincenti come pochi altri, Palloni d’Oro e Nazionali. Non si capisce il motivo per il quale non appena si sollevi qualche dubbio sull’effettiva grandezza del 70 rossonero debbano arrivare le truppe cammellate a difenderlo. Il fatto che il Milan a differenza del passato sia oggi stracolmo di mezzi giocatori e figuranti non ci autorizza a sopravvalutare i pochi che fanno più o meno il proprio mestiere. Un po’ di cronaca spiccia: Carlos Bacca è un calciatore che è arrivato sui grandi palcoscenici a 27-28 anni. Ha vinto un paio di Europa League con il Siviglia, che senza di lui ne ha poi vinta una terza. Al Milan ha segnato diversi gol, ma non è riuscito a trascinare la squadra più avanti della settima posizione in graduatoria. Una volta messo sul mercato l’unica squadra che lo ha davvero cercato con insistenza è stato il West Ham. Stop. Siamo d’accordo, nel Milan dei Bertolacci e degli Zapata Bacca è un giocatore di dieci categorie superiore, ma nel Milan di Donnarumma, Locatelli e Romagnoli il Bacca che non segna da quattro partite e che dalla prima giornata ha messo a referto due sole reti su azione deve quantomeno darsi una svegliata. Fermo restando che a mio avviso un modulo come il 433 risulti per lui deleterio, il suo apporto al gioco della squadra è totalmente nullo. Quando Caressa afferma che Bacca “fa solo gol” esprime male un concetto giusto: non sa rendersi utile in nessun altro modo. Direte voi “ma grazie tante, è un attaccante, interessa che segni”, ma se non lo fa? Ripeto: siamo a due reti su azione da Milan-Torino in poi. Nel frattempo sono passati due mesi e mezzo. Da un cecchino come lui sarebbe lecito aspettarsi di più, o sbaglio? In conclusione: speriamo tutti che Bacca riprenda a segnare sin da Palermo e che non si fermi più, ma se il momento no dovesse proseguire non credo sarebbe blasfemo pensare a come sostituirlo, non solo momentaneamente, ma anche permanentemente.

cassata-sicilianaE ora andiamo con la ricetta, certo non semplicissima, ma gustosa come poche altre: la cassata!

La cassata siciliana è uno dei dolci più famosi della Sicilia. Ricotta di pecora, marzapane e canditi trovano il loro trionfo in questo dolce ricco e inimitabile.

Ingredienti:

Per il pan di Spagna:

6 uova
200 gr di zucchero
200 gr di farina

Per il ripieno:

500 gr di ricotta di pecora
300 gr di zucchero
100 gr di gocce di cioccolato
1 bacca di vaniglia

Per la bagna:

150 ml di acqua
50 gr di zucchero
50 ml di Marsala

Per la glassa di zucchero:

300 gr di zucchero a velo
80 ml di acqua

Per la pasta reale:

150 gr di marzapane
15 gr di pistacchi oppure colorante verde alimentare

Per la decorazione:

frutta candida mista (mandarini, nespole, aranci)

Procedimento:

Sbattete le uova intere con lo zucchero fino ad ottenere una crema bianca e spumosa. Quindi aggiungete poca alla volta la farina setacciata e incorporatela con delicatezza con una palettina di silicone, facendo attenzione ad amalgamare dal basso verso l’alto per non far smontare il composto.
Imburrate e infarinate una tortiera da 24 cm di diametro e versateci delicatamente il composto. Cuocete in forno preriscaldato (non ventilato) a 190° per 25/30 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare il pan di Spagna prima di tagliarlo.
Aggiungete zucchero e il contenuto della bacca di vaniglia alla ricotta, lavorando molto bene fino ad ottenere una crema morbida e omogenea. Unite le gocce di cioccolato, mescolate e lasciate riposare la crema in frigorifero per qualche ora.
Foderate bordi e fondo di una teglia da 24 cm di diametro con il pan di Spagna.
Sciogliete in acqua lo zucchero per la bagna, aggiungendo il bicchierino di Marsala e inumiditeci il pan di Spagna. Riempite la tortiera con la crema di ricotta e coprite il tutto con un disco di pan di Spagna , inumidendo leggermente con la bagna anche questo. Lasciate riposare in frigo la cassata per circa un’ora.
Impastate il marzapane con il pistacchio, stendetelo in un disco dello spessore di 1/2 centimetro.
Riprendete la cassata dal frigorifero e rovesciatela sul piatto da portata. Ricopritela con il disco di marzapane.
Preparate la glassa sciogliendo lo zucchero a velo nell’acqua, portatelo a bollore a fuoco basso finchè non diventa trasparente.
Versate la glassa ancora calda sulla cassata e sui bordi aiutandovi con una spatola facendo tutto rapidamente perchè il fondente solidifica quasi istantaneamente.
Decorate la superficie della cassata con la frutta candita a vostro piacimento.

Buon appetito!

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.