Milan-Pescara Serie A 2016/2017: presentazione

29 ottobre 2016 | Di | Rispondi Di più

Montella-MilanPerché il Milan ha perso a Genova? Senza perdersi in troppi fronzoli, cerchiamo di analizzare alquanto barbaramente cosa è avvenuto nel catino del Ferraris, senza risparmiare critiche a chicchessia, com’è nel nostro stile.

Primo. Abbiamo perso perché nei primi venti-trenta minuti il Genoa ci ha mangiato in testa. Perché nei nostri momenti migliori (fine primo tempo e parte centrale della ripresa) ha saputo chiudersi e soffrire, perché è stato sempre lucido e perché i singoli rossoblù hanno profuso più impegno dei singoli rossoneri. Non si può che partire da qui, ammettendo la superiorità dell’avversario. Ogni qualvolta si giochi Genoa-Milan, tra l’altro, il clima che attende i nostri giocatori è sempre il solito: rovente, a star stretti. Almeno dal 1995. Dirigenti e tifosi caricano a molla i giocatori, che sanno esattamente come questo match rappresenti molto più di una semplice partita, specialmente dopo un Derby perso.

Secondo. Abbiamo perso perché Montella ha fatto delle scelte sbagliate. A prescindere dalla debolezza dalla panchina, indiscutibile, è curioso che abbia deciso di apportare un turnover, seppur timido, proprio in occasione di una delle trasferte più complicate della stagione, a maggior ragione con una partita sulla carta molto più agevole alle porte. Ha peccato di leggerezza e abbiamo pagato tale superficialità. Posso comprendere la sua esigenza di far sentire coinvolti tutti i giocatori, ma c’è un tempo per farlo e un tempo per essere più coscienziosi.

Terzo. Abbiamo perso perché la nostra panchina è inaffidabile. Honda, Poli e Luiz Adriano sono a oggi ricambi insufficienti. Come loro anche tanti altri dei giocatori che durante le partite siedono solitamente al fianco di Montella. I risultati scadenti degli ultimi anni hanno giustamente sottolineato come gli 11 titolari del Milan siano stati i più scarsi degli ultimi trent’anni, ma il vero dramma è sempre stato nei ricambi. Abbiamo avuto tra le nostre fila i peggiori scarti del calcio internazionale, da Birsa a Matri, da Zapata a Honda, da Agazzi a Nocerino e Bojan. Gente da Chievo, da Sassuolo, da Serie B italiana o inglese o angolana, quando in passato una nostra riserva (e nemmeno tra le migliori) come Brocchi poteva essere il perno insostituibile di Lazio e Fiorentina.

Quarto. Abbiamo perso perché la nostra squadra è giovane e inesperta, per quanto gli errori più lampanti siano stati commessi dai trentenni Honda e Paletta. Entriamo nell’ordine di idee che subiremo altre sconfitte simili, è inevitabile. Non solo per il valore medio della rosa che rimane da zona Europa League o in caso di miracoli da Champions, ma anche perché al momento abbiamo tra i titolari un ’99, un ’98, un ’95, un ’94, un ’93 e un ’92. Sei undicesimi, oltre metà dei titolari, sono under 24, con due teenager. Questi ragazzi, chi più, chi meno, meritano la nostra pazienza, il nostro supporto e sì, anche le nostre critiche, a patto che siano come sempre costruttive.

Questi, in ordine di importanza, i motivi che hanno condotto la truppa verso il 3-0 di Genova. Onestamente non ho visto supponenza, né ho notato arroganza nelle prestazioni dei giocatori. Dubito che la vittoria sulla Juve li abbia convinti di valere più di quanto in realtà valgano. Anzi, se dobbiamo trovare delle note positive, ho visto della lucidità negli ultimi minuti del primo tempo. Per larghi tratti il Genoa è stato messo spalle al muro dal palleggio a due tocchi, la palla ha circolato bene e si è giocato senza la fretta schizofrenica che abbiamo potuto “apprezzare” in altre occasioni. Anche dopo l’espulsione dello scellerato Paletta la squadra ha reagito bene, finendo in ginocchio dopo l’autogol di Kucka. Il risultato è stato forse troppo severo, ma che serva da lezione a tutti. Meglio tre schiaffoni ben assestati che uno scialbo. Il risveglio è stato traumatico? Meglio così.

Da http://ilnostroabruzzo.altervista.org

Da http://ilnostroabruzzo.altervista.org

Dal momento che le ricette mancano da ormai troppo tempo, rompo il digiuno (è il caso di dirlo) e vi offro una prelibatezza il cui nome è quantomai perfetto per descrivere l’instancabile lavoro dei giornalisti che pascolano nei pressi di Milanello. Vi presento le fregnacce abruzzesi, presto anche sulle tavole di Giannino!

Vi presentiamo la ricetta delle Fregnacce, un piatto tipico abruzzese derivante dalla tradizione contadina.

Le Fregnacce sono un primo piatto preparato secondo la tradizionale ricetta contadina con carne e pasta fresca condita con la passata di pomodoro preferibilmente fatta in casa, che contribuisce a fare delle fregnacce un piatto prelibato e simbolo della buona cucina tradizionale.

Il loro gustoso sapore, molto casereccio, da a chi le degusta le sensazioni della buona cucina casalinga di una volta, di sapori ormai persi nel tempo. Un piatto da tali sapori non può non essere accompagna da un gusto piccante di peperoncino e un vino rosso del territorio, meglio se prodotto artigianalmente, che racchiudono la bontà e il gusto di questi sapori locali.

INGREDIENTI per 4 persone

– 6 uova;
– 3 salsicce;
– 250 grammi di carne di manzo trita;
– mezzo bicchiere d’olio d’oliva extra vergine;
– cipolle;
– peperoncino;
– 1 kg di pomodori;
– Farina “0″;
– sale;
– pecorino grattugiato.

Preparare il ragù con salsiccia, carne, pomodori, cipolla e il peperoncino. Far rosolare la cipolla e il peperoncino nell’olio d’oliva extra vergine a fuoco lento per farla imbiondire e aggiunge la carne trita di manzo e la salsiccia. Quando la carne si è rosolata aggiungere il pomodoro passato e lasciar cuocere per circa 40 minuti. Dividere il ragù in 2 parti: la prima verrà usata come condimento, la seconda come ripieno. Aggiungere al ripieno 2 uova e il pecorino grattuggiato a sufficienza per creare un ripieno di una certa consistenza.

Preparate le patelle impastando le uova rimanenti e la farina lavorandola a lungo come per fare dei maccheroni alla chitarra. Tirate una sfoglia e tagliatela in quadrati di circa 20 cm di lato. Fatele cuocere in abbondate acqua salata per 3 minuti. Disporle nuovamente sul tavolo di lavoro e mettete al centro di ognuna il ripieno precedentemente creato, infine ripiegarla in 4 creando un quadrato.

Disporre le Fregnacce in una teglia, alternando, dopo aver messo sul fondo un po’ di ragù e pecorino, le file di Fregnacce e il condimento. Farlo cuoce in forno caldo a 200° per pochi minuti servire caldo.

Dopo averle assaporate scoprirete un gusto forte e allo stesso tempo amonioso da assaporare fino in fondo per la gioia dei vostri palati.

Buon appetito!

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.