Sampdoria-Milan Serie A 2016/2017: presentazione

16 settembre 2016 | Di | Rispondi Di più

Montolivo-giardiniereUna settimana fa soltanto eravamo qui a disquisire di moduli, numeri, caratteristiche dei giocatori e movimenti da fare o non fare. Il 433 di questo inizio di campionato è esattamente lo stesso delle ultime stagioni, il modulo che ha affondato ogni minima timida ambizione di questa squadra. I motivi principali per cui tale sistema di gioco ha costantemente fallito sono in realtà poco dipendenti dalla disposizione tattica: giocatori mediocri, condizione fisica spesso precaria, forza mentale dei giocatori pari allo zero. Altri motivi sono invece peculiari del 433, un modulo non semplice da giocare e nel quale è evidente come il ruolo chiave sia quello del metodista davanti alla difesa, che deve garantire copertura e filtro, dettare i tempi di gioco e, quando possibile, inserirsi in avanti alla ricerca della segnatura. Nel Milan questo delicatissimo ruolo è affidato da diverso tempo a Riccardo Montolivo. Dal 2012 al Milan, il 31enne bergamasco ha disputato un’ottima mezza stagione finale nel 2012/2013 per poi esprimersi sempre su livelli di una pochezza disarmante. Il record di palloni recuperati della scorsa stagione, annata in cui il Milan ha comunque chiuso al settimo posto, rimangono un dato effimero ottenuto grazie a una comunque discreta capacità di posizionamento in fase difensiva, ma soprattutto all’indole particolarmente difensivista di Mihajlovic che ha permesso al capitano rossonero di poter difendere al meglio la propria porzioncina di campo.

Qui troviamo la prima grande differenza tra il Milan di Mihajlovic e quello di Montella. Una stagione fa il serbo aveva impostato il gioco del Milan sulle ripartenze e un atteggiamento speculativo, con un centrocampo di fatto a cinque in fase di non possesso, con le due ali a livello dei centrocampisti e di conseguenza le mezze ali che stringevano molto al fianco di Montolivo. In questa stagione il gioco è invece più largo, meno improntato alla fase difensiva ma più sull’imposizione della propria filosofia di gioco. In un simile contesto Montolivo è chiamato a coprire una porzione di campo maggiore tanto in “latitudine” quanto in “longitudine”, aumentando in questo modo le sue difficoltà atletiche e anche quelle tattiche. L’equivoco Montolivo va quindi una volta per tutte sciolto: se la sua presenza in campo è per oscuri motivi imposta, allora deve essere affiancato da due centrocampisti in grado di aiutarlo nei compiti di copertura, sobbarcandosi parte del filtro che dovrebbe fare lui stesso, altrimenti, e questa sarebbe la soluzione preferibile, si dovrebbe avere il coraggio (per così dire) di rinunciare all’ex fiorentino.

Dopo solo tre giornate può mai essere possibile cominciare già a postare ricette? Probabilmente sì, ma considerata la situazione rossonera non è mai troppo presto per buttare in caciara le presentazioni tattiche: stiamo pur sempre parlando di una squadra in cui Montolivo e Abate sono da anni titolari inamovibili. Almeno finché così sarà, più ricette per tutti! Partiamo dalla farinata di ceci.

Ingredienti

500 Gr Di Farina Di Ceci

2 Dl Di Olio D’oliva Extra Vergine Della Riviera Ligure

2 Litri Di Acqua

Sale Q.b.

Pepe Nero Q.b.

Preparazione

Diluite la farina di ceci con l’acqua aggiungendola poco alla volta, cercando di non fare grumi. Se ci fossero problemi passate il tutto attraverso un colino per eliminare appunto i grumi.

Salate, lasciate riposare almeno mezz’ora, ma molti esperti di farinata prolungano il tempo a due o tre ore, e certi a tutta una notte.

Mentre la pastella riposa, togliete la schiuma che eventualmente si formerà sopra.

Al momento di consumare la farinata, prendete una teglia larga e bassa, ovviamente ci vorrebbe quella apposita fatta di rame stagnato, versateci la pastella (dovrebbe raggiungere l’altezza di 1 o 1,5 cm), aggiungete l’olio, mescolate per amalgamare e mettete in forno.

Consigli:

A seconda delle dimensioni delle vostre teglie otterrete diverse farinate, ma ricordate che se il livello della pastella è troppo alto otterrete una specie di polenta pesante e non la vera farinata.

Per cuocere la farinata il forno dovrebbe aver raggiunto una temperatura di circa 300 gradi, e questo è il segreto per ottenere una farinata perfetta, con la tipica crosticina croccante. In genere nei forni di casa è difficile arrivarci, ma comunque impostate la temperatura massima possibile; se invece avete un forno a legna il risultato sarà perfetto.

Cuocete la farinata per circa 10 minuti.

Servite la farinata calda appena uscita dal forno spolverata con un po’ di pepe macinato o pestato al momento.

Varianti:

Esistono poi tante varianti di farinata, caratterizzate dall’aggiunta di altri ingredienti prima di infornarla; per esempio aghi di rosmarino (soprattutto nel Ponente Ligure), cipolla tritata, carciofi affettati sottilmente e salsiccia sbriciolata. Ricordiamo anche la farinata con i bianchetti (cioè il novellame o neonata di pesce azzurro), un autentico capolavoro di gusto, un perfetto incontro tra i sapori di terra e di mare, che però non potremo più mangiare, visto che la pesca dei bianchetti è stata proibita da un regolamento europeo (assolutamente motivato dal desiderio di garantire la pesca anche nel futuro).

Buon appetito!

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.