Prossima tappa: Macedonia (o Albania?)

11 agosto 2017 | Di | Rispondi Di più

I bookmakers danno a circa 20 il successo dello Shkëndija sul Milan nello spareggio per l’accesso ai gironi di Europa League. Strano che i molti attenti giornalistoni italiani non abbiano paventato la possibilità che il sig. Yonghong Li possa scommettere contro la sua squadra per cercare di incrementare il suo misero capitale. Fossi in loro approfondirei, visto che di fideiussioni e affini non se ne intendono, ma di cazzate si. L’agevole cammino per accedere alla competizione europea non taciterà la malignità che accompagna il risorgimento rossonero, ma sta comunque coinvolgendo oltremisura i tifosi milanisti che probabilmente affolleranno San Siro persino contro questa modestissima formazione macedone, alla faccia dei menagramo, per una partita dall’esito abbastanza scontato.

Lo Shkëndija a dire il vero è decisamente più albanese che macedone; fondato relativamente da poco, nel 1979, rappresenta la città di Tetovo, a maggioranza etnica albanese appunto e fu costituito proprio con l’intento di rappresentare questa minoranza in Yugoslavia. I colori rossoneri dei nostri avversari richiamano quelli della bandiera dell’Albania, anche se negli anni Novanta la squadra ha effettivamente vestito in qualche occasione, e a quanto pare anche orgogliosamente, le divise del Milan degli anni precedenti, usanza diffusa a quei tempi in quei paesi come sottolineato dal nostro amico Peshku. Lo Shkëndija, dopo essere stato sciolto negli anni ’80 dal governo yugoslavo e rifondato nel 1992, si è reso protagonista di un’impresa: è tornato nella massima divisione macedone nel 2010 vincendo subito il campionato col record di vittorie consecutive; da allora sono giunte anche una Supercoppa e una coppa nazionale. In Europa è alla seconda partecipazione ai playoff, l’anno scorso venne eliminato dal Gent (1-6 aggregato). Per qualche tempo fu sull’orlo del fallimento ma venne salvato da una campagna promossa dai tifosi e da alcuni calciatori albanesi come Cana e Shaqiri, per far capire il livello di coinvolgimento popolare. Il movimento creato dai supporters ha attratto Ecolog, sponsor sia del team che dello stadio (in cui non giocheremo), e consentito la continuità e la permanenza di giocatori di buona qualità per gli standard macedoni. Proprio i tifosi rappresentano il valore aggiunto per questo club. Il gruppo ultras Ballistët, che prende il nome da un movimento di resistenza albanese della Seconda Guerra Mondiale, è molto ‘caldo’; il connotato nazionalista è fortissimo. Le tifoserie macedoni tendono a non andare a Tetovo, o comunque a lasciare il campo prima della fine del match per evitare scontri brutali; fra gli episodi di massima ignoranza si annoverano ripetute rimozioni dei simboli nazionali della Macedonia, striscioni di insulti all’UEFA per presunti favoritismi alla Serbia, aggressioni regolari verso supporter e staff dei ‘cugini’ del Tetek, striscioni inneggianti odio razziale ed etnico con tanto di oranghi a simboleggiare i rivali macedoni, aggressioni ai pullman delle squadre serbe di passaggio e altre amenità. Nel 2008 furono di fatto retrocessi senza finire l’ultima partita perchè sospesa per aggressione alla squadra avversaria; nel 2013 la finale di Coppa fu sospesa dopo le intemperanze durante l’inno nazionale e scontri selvaggi per 20 minuti. Comunque tutto abbastanza regolare per il contesto balcanico, e in ogni caso dovremmo stargli simpatici.

A parte la ‘minaccia’ ambientale, limitata presumibilmente dal contesto che sarà si spera un po’ più festoso e controllato rispetto ai derby etnico-sociali del campionato macedone, altri problemi non dovrebbero essercene. Il condizionale è d’obbligo, ci vuol sempre attenzione, ma andando ad analizzare il cammino sin qui percorso e le caratteristiche tecniche dello Shkëndija c’è poco da temere. I rossoneri di Tetovo, dopo aver superato agevolmente il Dacia Chisinau hanno faticato contro l’HJK Helsinki; i finlandesi (anche se perlopiù sono africani) conducevano la gara di ritorno dopo l’1-1 dell’andata fino alla ripresa, quando hanno deciso di uscire dal campo anzitempo giocando con mollume, sprecando di ogni e facendosi surclassare. Anche contro il Trakai, squadra di lunghignoni lituani sottratti al basket (o ai campi), lo Shkëndija ha sudato parecchio uscendo perdente per 2-1 dal match di andata giocato per oltre mezz’ora in 9 vs 11, resistendo e ribaltando tutto nel ritorno; gli avversari però hanno sprecato di ogni, tirando letteralmente il freno in situazione di doppio vantaggio numerico dove avrebbero potuto dilagare. La squadra di Tetovo ha comunque temperamento e orgoglio, ed ha meritato la qualificazione e l’occasione della ‘partita della vita’ perchè più determinata. Il carattere dei rossoneri è la loro componente migliore.

Il tecnico Qatip Osmani schiera un 4231 con la fase difensiva e quella offensiva decisamente spaccate in due, con terzini bloccati e due mediani raramente coinvolti nelle azioni d’attacco; è una squadra comunque abbastanza diretta, le azioni manovrate sono poche, ed è prudente. Ad elevare la qualità modesta sono essenzialmente due soli giocatori: Ferhan Hasani e Beshart Ibraimi. Il primo è un giocatore ‘vero’, col numero 10 e la fascia da capitano è il leader totale del team; gioca ovunque, ogni azione passa dai suoi piedi. Con 3 gol e 4 assist in queste fasi eliminatorie ha spadroneggiato sia per tecnica che per visione di gioco contro avversari mediocri; vedremo come se la caverà contro di noi. Attenzione anche dalla distanza, perchè il destro di questo giocatore è temibile come sa pure Buffon, trafitto nel novembre scorso in un Macedonia-Italia proprio da un rasoterra in corsa preciso del capitano rossonero; nel video sopra potete notare dopo la traversa su servizio di Ibraimi anche l’abilità su punizione. L’altro uomo chiave è la punta, anche qui certamente parliamo di un giocatore di livello più alto rispetto alla media del suo team e di quelli affrontati nelle eliminatorie; Ibraimi ha già segnato 5 gol, sia da attaccante puro che da fuori area. E’ abile nel tenere palla, dribblare, partire dall’ala sinistra per accentrarsi, talvolta si abbassa per ricevere direttamente dai difensori e attirando il marcatore; la combinazione veloce Hasani-Ibraimi-Hasani o viceversa e poi tiro è l’azione-tipo. Entrambi i giocatori, ora di 27 e 30 anni, da giovani attirarono le attenzioni della Bundesliga; Hasani ha giocato al Wolfsburg (4 presenze) e Ibraimi nello Schalke (2 presenze): non per caso. Così come non casualmente sono tornati in Macedonia dopo qualche giro nell’Europa di seconda fascia; ma per un paio di sere sarà meglio tenerli d’occhio.
Per il match di andata sarà fuori causa Stenio Junior, altro giocatore di temperamento e discreta tecnica; per lui due turni di squalifica per un’entrata in ritardo di suola sul ginocchio di un lituano. Il binario sinistro col croato Celikovic, giocatore grezzo ma veloce, determinato e meno impreciso dei suoi compagni, pareva quello meglio attrezzato.

I modesti mezzi tecnici si riflettono in campo in una fase offensiva sintetica e fondata sulle individualità, efficace quasi solo in contropiede, affidata a scambi rapidi ma prevedibili e solo raramente costruita su movimenti e schemi. La fase difensiva è invece barricadera e spesso confusionaria; gli errori di posizione sono marchiani a volte, la gestione dell’aggressione alle linee di passaggio avversarie è poco coordinata e i centrali Cuculi e Bejtulal faticano a leggere tagli e inserimenti alle loro spalle. Il possesso palla difensivo è spesso catastrofico. Nel video sopra, a riassunto di tutto questo, prima dei gol segnati sul ribaltamento lo Shkendija si rende protagonista di una terrificante fase di palleggio davanti alla propria area (prima azione) e pessimo posizionamento (seconda azione), e viene graziato dalla scarsa vena degli attaccanti avversari. Se il Craiova non ci poteva impensierire ma aveva dalla sua un livello tecnico discreto e un’organizzazione apprezzabile, con lo Shkëndija parliamo di una squadra che da noi, per fare un paragone grossolano, farebbe forse la Lega Pro. Rispetto certo, ma anche consapevolezza: la gara va stra-chiusa a San Siro e la gita in Macedonia (confine albanese, mi raccomando) va lasciata alle riserve.

E dopo questo filmato che racchiude tre gol da cineteca subiti dai nostri prossimi avversari proprio in questa Europa League, concludo con due chicche da Tetova, dove non giocheremo poichè si è preferito lo stadio di Skopje: il calcinculo nel retro dell’impianto (romantico sfondo condomini), e una mitica porta posta a caso sul lato del campo (ma perchè???) con tanto di ‘portiere’ a presidio; quel tizio è stato là davanti per 90 minuti. E non ha preso gol.

Larry

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Categoria: Europa League

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.