Atalanta – Milan 1-1, le pagelle

14 maggio 2017 | Di | Rispondi Di più

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Supercoppa e sesto posto, e quest’anno il tuo l’hai fatto…..

Cosa vogliamo salvare di questa partita?
Nella sostanza il gollonzo in zona Cesarini che ci porterà quasi sicuramente in Europa, salvo clamorosi harakiri nelle ultime due partite, ed una certa attitudine al sacrificio e a non mollare mai fino alla fine, che nelle ultime uscite sembrava un po’ smarrita e stasera è invece ricomparsa…per il resto poco altro.
Montella mette in campo una squadra prudente, difesa a tre e linea di centrocampo a cinque molto corta e schiacciata all’indietro, sembra chiaro il tentativo di ricompattare la tenuta difensiva dopo i 9 gol subiti nelle precedenti 4 partite, insomma primo non prenderle e poi provare a ripartire, atteggiamento tutto sommato comprensibile visto il momento.
Meno condivisibile però la scelta di schierare Gomez ed un dis-adattato Kucka sulla cerniera di destra, in opposizione all’uomo più forte della squadra avversaria, quel Papu Gomez che per passo-tecnica-velocità presentava tutti gli ingredienti giusti per mettere in crisi i due pachidermi sopracitati…e puntualmente da quella fascia ci sono piovuti addosso grossi guai, gol compreso.
Buona parte della ripresa scorre sulla stessa falsariga, con la Dea che per lunghi tratti sembra padrona del gioco e del risultato…ma il buon Gasp decide alla mezz’ora di togliere Petagna, e quasi per inerzia il baricentro si sposta verso la metà campo nerazzurra, non facciamo niente di trascendentale, intendiamoci, ma almeno lì teniamo lì senza farli più uscire dal guscio…e alla fine complice un mezzo fuorigioco ed una sfortunata deviazione di un Masiello fino a quel momento sontuoso, troviamo il gol che finisce per indirizzare la partita, e probabilmente tutto il nostro campionato.
Per finire 2 considerazioni, del tutto slegate tra loro: la prima, Kessie è buono, ma buono buono, da prendere al volo, non vorrei bestemmiare ma a me ricorda Frankie Rijkaard, e non solo per la capigliatura…la seconda, come questa squadra sia riuscita a mettere assieme 39 punti nel girone di andata rimane un mistero grandissimo ed irrisolto, al confronto il terzo segreto di Fatima è un semplice anagramma.

Donnarumma: 6,5 (il migliore)  Come sarebbe a dire il migliore con la cappella commessa sul gol, starete pensando…beh, un minuto prima aveva fatto una parata strepitosa di istinto sul Papu restando in piedi fino all’ultimo…e nella ripresa ha tolto dall’angolo un bolide di Kessie passato in mezzo ad una selva di gambe, su quel genere di tiro 9 portieri su 10 prendono gol

Romagnoli: 6  Buon rientro del nostro miglior difensore, piccola dormita in partecipazione con Zapata sul gol di Conti, ma per il resto preciso e puntuale nelle chiusure ed elegante nell’impostazione

Zapata: 6  Primo tempo così così, un paio di lisci da brividi e l’indecisione sulla goffa respinta di Gigio che porta al gol, molto meglio nella ripresa quando toglie diverse castagne dal fuoco con alcuni buoni recuperi in velocità

Gomez: 4  Complimenti al Condor e al suo segnalatore Cosentino per averci portato al modico prezzo di 8 milioni questa pippa invereconda… letteralmente impresentabile, non voglio fare a tutti i costi l’espertone che se la tira ma se andate a rileggervi le mie pagelle dopo Napoli-Milan del 28 agosto su di lui avevo già capito tutto

De Sciglio: 4,5  Ancora qualche dubbio sul fatto che debba togliere le tende, velocemente e al miglior offerente? Mollo, timido, impalpabile, un’ameba vagante per il campo, con la stessa efficacia dello zoppo che piazzi sulla fascia quando hai già esaurito i 3 cambi

Kucka: 4,5  Partiamo dal presupposto che da oltre 2 mesi è l’ombra del giocatore visto nel girone d’andata, uno come lui risulta utile solo quando è nel pieno delle sue forze… se a questo aggiungiamo che è stato adattato ad un ruolo che non è nelle sue corde la frittata era pressoché sicura, e a girarla per bene nella padella ha poi provveduto la pippa che avrebbe dovuto coprirlo

Montolivo: 5,5  Rientro senza infamia e con poca lode del “capitano”, al di là del calo del tutto comprensibile nell’ultima mezz’ora non è che nell’ora precedente abbia fatto faville, limitandosi a traccheggiare con molto mestiere e poca sostanza nella nostra metà campo arretrata

Pasalic: 5  La classica partita in cui fa talmente poco che quando lo sostituiscono neanche te ne accorgi, anzi ti interroghi se abbia giocato oppure no

Suso: 6,5  Salterà la prossima partita per squalifica e temo invece che della sua assenza ce ne accorgeremo eccome… anche in partite come questa in cui fa poco di trascendentale rimane uno dei pochi in squadra in grado di dare del tu alla palla e creare la superiorità numerica, interessante e a mio avviso da riproporre il suo impiego nella posizione di interno destro

Deulofeu: 5,5 Prestazione piuttosto sottotono in linea con le ultime, appena impreziosita dal lampo del pareggio… col passare delle partite aumentano i dubbi e diminuiscono le certezze su questo giocatore, anche se mi rimane negli occhi il flash del Conad Stadium, quella corsa di 50 metri a tutta velocità palla incollata al piede con successivo filtrante al bacio se non hai dei numeri non la fai

Lapadula: 5,5 Solita partita “generosa”, impegnato a calci e pugni con la retroguardia avversaria, qualche tentativo di fraseggio abortito sul nascere e la solita confusione… speriamo di ricordarcene tra qualche anno come l’emblema di un Milan minore risorto infine dalle proprie ceneri

Montella: 6  Dopo esser stato ripetutamente accusato di riproporre immancabilmente il solito perenne 4-3-3, il buon Vincenzo prova a sparigliare le carte e propone un prudente 3-5-2 di apertura, che a partita in corso si trasforma in un più offensivo 3-4-1-2… al di là della discutibile scelta della cerniera di destra, sembra insomma provare a sperimentare qualcosa di nuovo mischiando gli ingredienti, fermo restando che dalle uova avariate non verrà mai fuori una gran crema chantilly

Max

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Categoria: Pagelle, Vado al Max

Sull'autore ()

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.