Lazio-Milan 1-1: le pagelle

14 febbraio 2017 | Di | Rispondi Di più

Come ribaltare il giudizio su una partita con una sola azione…

Giunti ormai ai due terzi del campionato, sembra di poter dire che la caratteristica peculiare messa in mostra dalla nostra squadra sia il carattere: il Milan è come uno di quei pugili che non muore mai, incassa e barcolla ma non molla, si allaccia all’avversario per contenerlo e quando meno te lo aspetti piazza il colpo del ko.
Questa mi pare l’unica chiave di lettura plausibile per spiegare i 4 punti acciuffati nei minuti finali delle ultime 2 trasferte, che altro significato non hanno se non quello di restituire ancora una parvenza di senso a quel che resta della stagione.
Dato a Cesare quel che è di Cesare, sui contenuti tecnici di quel che si è visto ieri sera stendiamo il proverbiale velo: la nostra formazione mette già inquietudine alla semplice lettura, come dice Larry se la leggi al contrario tutta d’un fiato compare Satana…e l’azione che porta al dubbio rigore fischiato nel finale del primo tempo è un po’ l’emblema degli affanni di una linea di difesa improvvisata: Vangioni sbaglia l’appoggio e viene saltato da Anderson come un birillo, Zapata fa la piroetta su se stesso in piena area, Gomez entra con troppa irruenza su Immobile (furbo a lasciarsi cadere).
Nella ripresa la Lazio potrebbe chiudere ripetutamente la partita, Anderson affonda sulla nostra fascia sinistra come un coltello nel burro senza però concretizzare, Gigio ci mette ripetute pezze…finché alla fine, quando meno te lo aspetti, Suso cava il classico coniglio dal cilindro e inchioda il match sul pareggio.
Appare a questo punto indispensabile recuperare qualche infortunato e cercare di restare attaccati con le unghie e con i denti al treno dell’Europa, considerando che in fin dei conti 10 delle prossime 14 partite le giocheremo contro squadre dietro di noi in classifica…e in tutti i casi, alle idi di marzo manca ormai un soffio…

Donnarumma: 8 (il migliore) Semplicemente mostruoso, tiene in piedi la baracca con interventi prodigiosi a ripetizione, se arriviamo ai minuti finali con la possibilità di giocarcela il merito è soprattutto suo

Abate: 6  Partita di puro contenimento nella prima frazione, nella ripresa spinge con più costanza procurandosi anche un rigore che non viene fischiato

Vangioni: 5  Inizio promettente, mette in mostra buona tecnica e qualche pregevole anticipo; gravato da un’ammonizione troppo severa e da una condizione fisica ancora approssimativa, finisce per calare alla distanza, con Anderson che lo salta vistosamente e ripetutamente nella ripresa

Gomez: 5  Soffre in maniera manifesta la velocità di Immobile, cerca di reagire con il vigore e con il fisico, finendo per concedere un ingenuo quanto dubbio rigore per la sua eccessiva irruenza

Zapata: 4,5 La cosa più pregevole è una splendida svirgolata che diventa assist per Keita, unita alla piroetta su se stesso mentre Immobile lo sfila nell’occasione del rigore…e questo lo abbiamo rinnovato fino al 2019

Locatelli: 5,5 Partita complessivamente anonima, si limita all’appoggio laterale mostrando una timidezza eccessiva al cospetto dei più tecnici centrocampisti laziali

Sosa: 6,5 Buon impatto sul match, distribuisce con ordine diversi buoni palloni, fino a mettere il suo zampino nell’azione del pareggio, prima recuperando con decisione il possesso palla in spaccata, poi servendo Suso con una verticalizzazione quasi no-look al limite dell’area, probabilmente la sua miglior partita da quando è arrivato in rossonero

Pasalic: 5 Prestazione incolore, dà scarsa copertura a Vangioni sulla fascia sinistra esponendolo alle scorribande di Anderson e non si propone praticamente mai in fase di spinta

Poli: 5,5 Lotta e corre in mezzo al campo con la consueta generosità arruffona, nel complesso arriva quasi a guadagnarsi la pagnotta ma è l’emblema di quanto sia caduto in basso il nostro centrocampo

Suso: 6,5 Visibilmente sulle gambe, non riesce a combinare praticamente nulla per quasi tutta la partita, a tratti è persino irritante, ci sarebbero insomma tutti i prodromi per affibbiargli il primo 4 della stagione…ma lui decide di inventarsi quel gioco incredibile di gambe in piena area segnando un gol fantastico, che rivolta come un guanto la prospettiva della sua prestazione e di tutto l’incontro

Deulofeu: 5,5 Passo indietro rispetto alla prestazione di Bologna, si batte con coraggio ma finisce quasi sempre nelle spire della coppia centrale biancoceleste

Lapadula: 5,5 Entra cercando di dare vivacità e peso al reparto offensivo, nella sostanza lotta con generosità ma combina ben poco

Ocampos: 4,5 Partita dignitosa nel primo tempo, anche se vanifica per egoismo un’azione in coppia con Deulofeu che poteva essere sfruttata meglio, semplicemente disastrosa nella ripresa, in cui perde praticamente tutti i palloni che tocca

Montella: 6   Vincenzino le prova tutte, dal tridente leggero col falso nueve ad un accenno di 4-2-3-1 con l’entrata di Mati nel finale, ma la cifra tecnica della squadra rimane purtroppo sconsolante, come la giri la giri sempre quella è…innegabile però che abbia saputo instillare nei suoi uomini il seme del sacrificio e l’orgoglio di non mollare mai, nemmeno nelle situazioni più difficili, e questo è un merito non da poco

Max

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Categoria: Pagelle, Serie A

Sull'autore ()

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.