Quando il passato non passa mai
I desideri espressi dal presidente Berlusconi a metà dicembre scorso hanno scosso l’ambiente, ed è un bene; il proprietario non sprona solo la squadra in sé, i suoi giocatori, ma con precisione mette a fuoco l’obbiettivo sul comparto organizzativo del gioco, su chi lo gestisce. Se la vocazione all’offensivismo è tema così generico, la disarmante faciloneria con la quale il proprietario del Milan indica l’equazione “più punte=più bel gioco=più gol”, dovrebbe far drizzare le orecchie a tutti gli amanti del Milan e non dell’avventura.
Il Clarence Seedorf esce dal torpore che lo aveva avvolto da qualche tempo e ritrova taccuini aperti un attimo dopo che il presidente Berlusconi palesemente dichiarasse che “Sì, tornerò a dedicare più tempo al Milan”. Un caso? Non crediamo, anche perché poi è Inzaghi che, forte, non dell’ammirazione, ma del desiderio di rivederlo in campo del presidente, fa la voce grossa e… velatamente fa intuire che “Il Milan è il Milan, ma potrei anche pensare di andar via per giocare”. Minaccia?
A rileggere l’intervista di Pato, poi, troveremo una sfumatura di notevole interesse nel passo che ci fa da spia di una sua reazione contrariata alla consegna della fascia a T. Silva: giura amore e fedeltà il numero 33- “Voglio la fascia da Capitano di questa squadra”, dichiara-, e la picca dell’attaccante è qualcosa di più che una spolverata di arsenico sull’ultimo pandoro; se poi, ad orologeria, esce una frase che è stata ripresa poco dai media… “Il mio rinnovo? Parliamone…”. “Come non farsi amare dallo spogliatoio”: prima regola, fai capire ai tuoi compagni di sentirti uguale a loro… a ben pensarci, anche un filo di più, magari.
Sfumature, particolari, dicevamo… è forse altro che differenzia un’opera da una crosta? Esistono in questo gruppo due anime, due tipi di sangue: uno è quello nuovo, ricco di ossigeno l’altro è quello che ristagna, non si ossigena e intossica l’organismo… e Boateng se ne esce fuori con una dichiarazione senza precedenti “Secondo il presidente dovrei giocare in mediana? Per fortuna non fa l’allenatore!”, s’è mai ascoltata una dichiarazione del genere al Milan? Neppure ai tempi di Farina…
Chi ha più fame sta gradualmente prendendo fiducia per farcela da sé, coi compagni che sente più suoi: sono gli Abate, gli Aquilani ed i Nocerino… i Merkel che torneranno a dare l’identità al Milan insieme ai Campioni che verranno. Qualcuno deve decidersi da che parte stare ancora, con o senza rinnovo del contratto, con o senza fascia… ma semplicemente lavorando… coi gol: perché quello è il lavoro di una punta e la media gol, anche se non si legge più da nessuna parte, sta crollando… bastasse quella a fare di una punta un Campione annoiato.
Nella stagione si stanno profilando all’orizzonte ostacoli di vario genere: la cosiddetta questione rinnovi degli over 30 si fa, come l’anno scorso, pressante, e scommettete che a breve qualcuno la tirerà fuori? Lo stimolo più genuino nello scendere in campo con passione, più il tempo passa, meno è vivo, pulsante: ci si dovrà affidare alla professionalità, a quel minimo di attaccamento che pure un sasso avrebbe dopo anni e anni nei confronti della “cosiddetta” Maglia.
Non è un mistero: in genere, se devo scegliere tra dirigenza e staff-tecnico, scelgo lo staff-tecnico, alla cieca per affinità di sensibilità sportiva, concezione calcistica e “morale da spogliatoio”, non “da ufficio”; per il bene della “squadra Milan” ad Allegri auguro una sola cosa, che la società abbia l’onestà di metterlo nelle condizioni di sbagliare da solo e senza creare ad arte interferenze dall’interno. Via Turati non deve spiegazioni a nessuno se deve esonerare un allenatore, neppure se scudettato o, cosa ben più importante, propositivo nel voler dare un volto nuovo al gruppo. Non della bontà di avere un’idea calcistica più o meno innovativa mi importa, ma del ricrescerne una chiara, definita ed efficace in campo, non nei salotti TV.
C’è qualcosa di vecchio in questo Milan che serpeggia da tempo, che prende coraggio, esce da sotto le foglie e si ribella alla sua fine, rischiando di portarsi dietro quel che ha intorno di nuovo. I più drastici chiedono un rinnovo dei quadri dirigenziali, a partire dalla testa; altri, invocano una specie di prodigio, che degli uomini vecchi guardino al futuro mettendo idee e vigoria nella società di calcio che si prestano a rappresentare istituzionalmente e dirigere con oneri e onori.
In questa squadra esiste ancora un riflusso tecnico, quello “post Atene 2007”, che ancora oggi patiamo; quanto più peserà nelle scelte societarie, quanto più per “la squadra Milan” diverrà difficoltoso costruirsi un futuro di primo livello. Esiste una ricetta che nessuno insegna, ma tutti conosciamo per non fare andare via il passato: basta continuare a parlarne, aggrappandosi a lui e crederlo ancora necessario.
Anfry
- 2 gennaio 2012 32 commenti Postato in: Generali Tags: Massimiliano Allegri, Silvio Berlusconi
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32 commenti
“C’è qualcosa di vecchio in questo Milan che serpeggia da tempo, che prende coraggio, esce da sotto le foglie e si ribella alla sua fine, rischiando di portarsi dietro quel che ha intorno di nuovo”. Questa frase dice tutto.
Ripeto quanto affermato al momento del Pato-gate ( va bè…): uno degli effetti da prendere in considerazione- e certo non previsti dal bimboM – è appunto il compattarsi dello spogliatoio, dei big, intorno ad allegri. In questo il brasiliano si è rivelato – non volendo, ovvio – un’arma formidabile. Quelli che davvero contano (ibra in testa, ovvero il miglior calciatore del campionato italiano, per distacco!) sono senza se e senza ma con il conte. Seedorf e qualcun altro a fine contratto non fa testo. Neppure se godono dell’ala protettiva del capo, che, detto per inciso, può(è) essere megalomane, può(è) essere fuori – in tutti i sensi – ma non è mica fesso! Con i “top-stipendi” schierati compatti e con i risultati in lavagna, sai quanto gli frega di seedorf o dei pianti del papero? Se qualcuno ha notato il suo modus operandi in politca – lasciando da parte fazioni eccetera – sa benissimo che antepone i risultati agli “affetti” .
In effetti questo compattamento dei vari ibra, nocerino, abate, silva, eccetera attorno al tecnico è il miglior antidoto possibile alle idee tattiche balorde del non presidente. E se a maggio arriva un altro scudo, per la società sarà ben difficile far fuori questo blocco venutosi a creare. Forse andrà a finire che qualcuno degli altri (pato, seedorf e così via) sarà costretto a tenere un profilo più basso verso allegri, perché una contrapposizione frontale costringerebbe di fatto la società a scegliere tra il gruppo e i riottosi, e come dici tu potrebbero essere questi ultimi a saltare.
Forse le frasi di circostanza di pato (“con allegri c’è un rapporto professionale”) indicano proprio una certa prudenza di pato a sfidare lo zoccolo duro allegriano, prudenza che potrebbe essere stata suggerita proprio dai piani alti.
Impossibile eh? Lo dovessero prendere o Napule o quelli* sai gli strilli!!
Silvio Silvio Silvio!!!!!!!!!
Rinnovamento della Dirigenza? Mi sembra impossibile al Milan, almeno per alcuni anni!
Ho fatto un sogno bellissimo… Leo Messi con la maglia rossonera!!!!
a 38 anni…con il clistere in mano…
Eh lo so ma il punto è che se non vanno via Berlusconi, Galliani e Braida qui abbiamo voglia di sbatterci con la testa nel muro, abbiamo voglia di ipotizzare formazioni, schemi e scenari di mercato ma è e sarà tutto inutile perché ormai sono diventati monotematici: e la riconoscenza, e quello ha vinto questo, e quello ha vinto quest’altro, e quello è bello, e quello ha classe, e quello ha tecnica, e siamo i più titolari al mondo, e non siamo inferiori a nessuno men che meno al Barça…
Per rinnovare occorre gente che pensi al rinnovamento e al rimettere tutto in discussione tutti i giorni: serve gente che quando vede un giocatore pascolare in campo (ogni riferimento a Pato e Seedorf è ovviamente voluto) prima lo prende a calci in culo, poi lo appende a testa in giù per i testicoli e alla fine lo sbologna da qualche altra parte ma per fare questo la gente che lo deve fare lo deve prima pensare.
Bello. Molto bello.
Prima però una domanda: chi è che ha detto “Il mio rinnovo? Parliamone…”? Pato o Silva? E’ solo a titolo accademico che mi interessa tanto ormai sono abituato al fatto che le bandiere non esistono più.
Per quanto riguarda Pato io lo venderei senza pensarci due volte.
Per quanto riguarda la spaccatura dello spogliatoio, ho avvertito anche io che i nuovi stanno con Allegri, chi più e chi meno, chi un modo e chi in un altro ma stanno con Allegri e, più in generale, con la voglia di aria fresca: non dimentichiamoci le sibilline dichiarazioni di Ibrahimovic e Cassano a proposito del ritiro alla soglia dei 30 anni che erano autoreferenziali certo, ma un messaggino ai senatori sotto secondo me c’era.
Per quanto riguarda la dirigenza, Berlusconi e le sue stronzate io resto ancora convinto di quello che ho scritto fino a poco fa ed anzi colgo l’occasione per ribadirlo: il vero rinnovamento del Milan può passare solo attraverso la tabula rasa perché ormai i vecchi babbioni che abbiamo nel CDA hanno quella linea di pensiero e solo quella.
Per prima cosa ti ringrazio per l’apprezzamento. Circa la tua domanda, il rifermiento è a Pato che, nell’ultimo periodo, ha rilasciato un paio di interviste dove era stato “ammaestrato” preventivamente, 2°me, su cosa dire e non circa alcuni aspetti… da chi non ho idea.
Buona serata Guido.
OK: grazie per il chiarimento. Buona serata anche a te.
Ci vuole un graduale intelligente ringiovanimento. Io,dei vecchi, terrei solo Gattuso, se accetta certe condizioni. Nesta a parte, tutti gli altri via. Anche Abbiati. Prenderei Donnarumma di cui parlano bene.
Pato? Doloroso darlo via, ma deve cambiare modo di fare!
Concordo con te al 100% Yom… tranne che su Donnarumma: l’ho visto 3/4 volte col Gubbio… peggio che andare di notte, ma evidetemente sono io che gli porto rogna
In tutta sincerità, tutta questa predisposizione a difendere la porta del Milan non l’ho mai vista in lui, ma è un ragazzo, il tempo è dalla sua e gli auguro di riuscire, ci mancherebbe altro.
A presto
Gli porti indubbiamente rogna, perchè personalmente gli ho visto fare degli interventi che neanche Dida contro l’Ajax, robe mostruose, palloni tirati via dalla porta non si sa come…
Se il Gubbio non è ultimo in classifica ed è riuscito a portare a casa 18 punti il merito è al 70% suo e dei suoi miracoli; se poi ci sommi il fatto che si trova a dover fronteggiare quasi un rigore a partita…
ok ragazzi…ma bisogna essere proprio digiuni di materia calcistica-non mi riferisco a voi-x pensare che Donnarumma debba essere il prossimo titolare del milan. anch’io l’ho visto più volte e mi limito a definirlo acerbo….nel senso:se è un fuoriclasse lo diverrà col tempo,adesso deve farsi le ossa. e non prendetemi x uno che non vuole i giovani in campo,anzi. ma x il ruolo di portiere starei più attento,prima di tutto x evitare di bruciare il ragazzo che x ora è promettente. in altri messaggi ho scritto della necessità di cambiare tutti i 3 portieri della rosa,ma so già che la cosa non è prossima a verificarsi. andrà via solo Roma che ormai nn sta più in piedi….
A proposito di sbuffi e nasi stropicciati nello spogliatoio, sappiamo tutti in via praticamente ufficiale, che Tevez verrebbe per tappare il buco lasciato da Cassano, non c’entra nulla Pato, non c’entra nulla Inzaghi, ne tanto meno c’entrano Robinho o El Shaarawy, eppure Seedorf si è sentito il dovere di farci sapere che lui mai e poi mai, prenderebbe Tevez al posto di Pato, di contro Ibrahimovic dice che avere Tevez sarebbe bello (come dissero Boateng, Aquilani, Nocerino e Ambrosini), ma l’attaccante con cui si trova meglio è Cassano.
Secondo me anche queste dichiarazioni fanno capire che aria tira nello spogliatoio, quelli che “hanno voce in capitolo” per Allegri hanno chi più chi meno, accettato l’arrivo di Tevez ma non al posto di Cassano, gli altri (per ora in via ufficiale solo Seedorf e Pato) lasciano intendere di ritenere Tevez un “di più” e un ostacolo alla consacrazione del tristo paperino.
Chi la spunterà?
Io dico, al Milan come nelle alle squadre del resto del mondo, c’è uno spogliatoio con le sue regole e le sue “leggi”. Sapere che certi giocatori pesanti, molto pesanti, remano tutti in direzione Tevez ed in direzione contraria di Pato, dovrebbe lasciarci intendere che futuro si profila per GIUGNO.
Chiudo su Balotelli, finora l’unico che si è esposto è stato sempre Ibrahimovic che disse: “non ci serve, in attacco siamo già in tanti” ma fu prima della fatale trasferta a Roma per Cassano.
Ottimo pezzo d’inizio anno Anfry…e per ricominciare a rodersi il fegato, del resto sinchè non riparte il campionato qualcosa dobbiamo pur fare!
La riconoscenza è un bellissimo sentimento, a volte però troppo abusato, e non ho ancora capito perchè.
Come se le aziende continuassero a tenere in servizio i dipendenti sino a 90 anni (oddio tra un po’ ci arriveremo!) perchè hanno lavorato bene e sono stati educati; poi c’è il rovescio della medaglia perchè invece spesso mantengono con sontuosi stipendi manager e amministratori incapaci…
I nostri hanno dato tanto quanto hanno ricevuto, anzi parecchi sono a credito…vuoi la riconoscenza? Benissimo, ti metto nella hall of fame della società, ti faccio una statua nel giardino di Milanello (la maglia non la ritiro perchè lo meritano in pochissimi), intitolo i seggiolini dello stadio col tuo nome…e basta così!
Ancora buon anno!
Caro Anfry, complimenti, hai toccato le dolenti note, come mai lo si sarebbe potuto fare e, concordo con gli altri che hanno postato ciò che riguarda la fascia da capitano che a mio avviso, il Papero non merita assolutamente, sia per mancanza di carattere che di carisma nei confronti dei compagni e, aggiungo, molto probabilmente sbagliando, di avere l’impressione che nelle sue esternazioni, fatte nei giorni scorsi nei confronti di Allegri, ci sia di mezzo proprio il reparto flebopatico che, istigandolo nei confronti del Mister, lo abbia mandato in avanscoperta per sondare gli umori della dirigenza, in modo da poter mettere le basi di un trabocchetto per farlo fuori alla prima occasione. Un saluto e buon anno rossonero a tutti.
Sontuoso articolo anfry…
ps : “Esiste una ricetta che nessuno insegna, ma tutti conosciamo per non fare andare via il passato: basta continuare a parlarne, aggrappandosi a lui e crederlo ancora necessario.” è da pulitzer, complimenti!!
Buon anno a tutti!!
Troppo gentile davvero Tony, ma prendo il complimento alla grande e porto a casa.
Scrivere pezzi “seri” non è il mio genere e l’apprezzamento x me vale doppio 
Buona serata.
Splendido articolo, che condivido pienamente. Credo che i “nuovi” stiano facendo a sportellate, come si dice oggi, per guadagnarsi spazio e titoli, così come pure penso che i vecchi (si fa per dire, lo so, ma sportivamente e calcisticamente parlando gli Ambro, i Seedorf ed i Zambrotta per esempio, sono stravecchi per questo tipo di Serie A) stìano facendo una resistenza tanto sottile, quanto infida e resistente. C’è qualche “giovane” che, a mio parere, è stato largamente sopravvalutato (Pato, ad esempio: una “fighetta” che non riesco davvero a reggere) ed altri che, vista la “filosofia dirigenziale” di questi anni, nel Milan, sempre a mio parere, titolari non lo diventeranno mai (saranno panchinati per un pò e quindi ceduti, prima in prestito o comproprietà e poi definitivamente – penso al Faraone, a Strasser ed a Merkel).
Qual’è la piaga? Piscis a capite fetet, diceva mio Papà (il pesce inizia a puzzare dalla testa), ma io credo che, oltre al “non-presidente”, un occhio di riguardo – in termini di incompetenza calcistica e di faciloneria gestionale (cause entrambe di problemi davvero enormi, a mio parere solo occultati dalla Champions 2007) – va dato al Sig. Galliani, il quale, sin dai tempi della Notte di Marsiglia, mi ha dato e dà l’impressione di essere la persona sbagliata nel posto sbagliato (altro che “un Signor Manager”), nefasto ma intoccabile, grazie alla “profonda amicizia” che lo lega all’ex-premier.
Dulcis in fundo, quel concetto di “riconoscenza” (un concetto che, quando ne intuisco i profili e le implicazioni – mi fa rabbrividire) il quale ha permesso e permette ad un pacchetto di almeno 6/7 giocatori di continuare a spillare soldi alla società senza dare nulla (o pochissimo) in cambio.
Riconoscenza? Mi è difficile parlare e pensare alla “riconoscenza” quando ci si rivolge e prestazioni sportive rese da professionisti strapagati e, spesso e volentieri, pigri e svaccati, che si impegnano solo quando sentono le note della Champions (una volta forse, ora manco quelle…).
Morale: il Milan, ora come ora, sta attraversando una fase che, al di là delle apparenze, a mio avviso è realmente critica e che, mentre dovrebbe (auspicabilmente) sfociare nel definitivo “ricambio generazionale”, dai quadri direttivi alla squadra, potrebbe anche risolversi in un niente, nel mantenimento di uno status quo il quale, alla fine (il non-presidente non è eterno ed il resto della famiglia mi pare che del Milan se ne infischi…), potrebbe essere causa di una nuova (ma stavolta assai più grave) crisi tipo quella che, dopo Farina, pèortò il Milan alla soglia del fallimento.
L’articolo di Anfry, assieme a tanti altri, è un sommesso (ma acuto ed intenso, per chi vuole e sa leggere) grido d’allarme.
Lo Scudo dell’anno scorso, se non si sta attenti, rischia di essere l’equivalente nostrano di quello che fu la Champions 2007: un evento bellissimo, ma ingannevole e dagli effetti deleteri.
La soluzione? Beh, quella io non ce l’ho e, purtroppo, credo che nessuno – al momento – ce l’abbia fra le mani o in testa. Ed il motivo, a secondo me, è non solo filosofico, ma anche e squisitamente economico.
Un abbraccio a Tutti – paolo
Ti ringrazio molto Paolo per l’apprezzamento, per avere colto in pieno lo spirito del mio post.
Tra le cose che scrivi trovo molto interessante la valutazione che fai sui giovani: sono per buona parte d’accordo con te, ma credo che ognuno di loro presenti situazioni differenti. Ho sempre trovato “strano”, ad esempio, l’entusiasmo che i generale suscita Strasser, tanto generico, quanto cieco, a prescindere, secondo me; rispetto alle giovanili, ad esempio, è diventato uno dei tanti, non limando affatto i difetti che in qualche modo già aveva; Merkel, poggiando su basi tecniche di altro genere, vorrei vederlo nel contesto del Milan dove potrebbe essere agevolato… allo stesso tempo, non dimentico assolutamente due gare che il bondo ceffò in maniera pazzesca proprio a livello di personalità, aspetto che un cc deve avere in ogni caso -Ct-Milan 0-2 l’anno scorso-.
Su Pato credo che il discorso sia davvero complicato e riguardi molto una personalità che ancora deve formarsi -almeno lo spero per lui…-, e sia in realtà questo suo essere acerbo come uomo che lo rende malfermo nella gestione di tanti piccoli/grandi aspetti che dovrebbe iniziare a mostrare sia in campo che fuori.
Un caro saluto
altri, invocano una specie di prodigio, che degli uomini vecchi guardino al futuro.
Atavico problema italiota purtroppo: siamo una società gerontocratica. D’altra parte se ci impongono di stare al posto di lavoro fino a 70 anni…
@Lehane (che prima o poi so che leggerà!), l’ultimo paragrafo di Anfry sintetizza ciò che volevo esprimere nei commenti in libertà.
For those…predici pure il futuro??? Come facevi a sapere che avrei letto il post???
Non me la racconti giusta……:D
Ho pure previsto che Anfry avrebbe parlato della finale del 2007. L’anno nuovo mi ha dato i superpoteri!!
Sulla fascia di capitano il problema è sempro lo stesso, ABBIAMO TROPPI VECCHIETTI.
La regola è sempre stata “chi è da più tempo nel milan, in assenza del capitano, indossa la fascia”, ovviamente il problema salta fuori nel momento in cui gli assenati in campo sono: gattuso, seedorf, nesta, abbiati, inzaghi. Questi sono i più anzani che dovrebbero indossare la fascia in assenza di ambro, dopo di loro (stando alla regola) dovrebbe indossarla pato ma il ragazzino non ha certo il carisma di thiago silva, che molto probabilmente sarà il capitano nei prossimi anni e anche se solo per una partita (parlo el presente) mertita molto di più di indossare la fascia. Evidentemente se i sostituti del capitano sono tutti out per problemi fisici (gattuso, nesta, abbiati e volendo anche flamini) o per scelta tecnica (seedorf e inzaghi) il problema salta fuori, molti potrebbero dire che non un gran problema ma in uno spogliatoio un pò incasinato dove ogni giorno che passa sembra sempre meno forte la figura di allegri anche la banale scelta del capitano per una partita può creare dei problemi.
Sembra un dettaglio ma in una grande squadra ste cose non dovrebbero accadere. Quindi o si dice apertamente che il prossimo capitano sarà thiago silva (senza specificare se verrà o meno rinnovato il contratto ad ambrosini) o si continua con “la regola” e la fascia la si da al pato di turno.
La decisione di allegri di eleggere thiago come capitan futuro è piü che legittima. Io son di quelli che non venderebbero pato, ma non si può vedere un capitano svogliato.
Parole Sante Anfry….
la dirigenza tiri fuori i soldi e silenzio..
le scelte tecniche le deve fare chi sa farle…
caro Presidente…se il Boa deve fare il mediano….
allora faccia amministrare i suoi milioni dal suo Cuoco personale…
è la stessa cosa no?
[... Cuoco personale] quello se l’era portato già Seedorf a Milanello anni fa, cara Barby!
Ahahahahaha!!
Siiidorf ha il cuoco personale??
E che gli fa??
Le banane fritte?
“Platano” frito.
Uhmm…. Buonissimo!
a dire il vero lo ha fatto pure giocare… in coppa italia se non ricordo male