Le pillole del sabato

8 luglio 2017 | Di | Rispondi Di più

E rinnovo fu (almeno, così pare). A cifre leggermente più alte rispetto a quelle proposte tre settimane fa e con una bocca in più da sfamare, quella di Antonio Donnarumma, ma è finalmente terminata la telenovela. Rispetto a cifre e dettagli riportati qualche giorno fa da Gianluca di Marzio, l’affare pare arriverà a concludersi con alcuni termini cambiati, e in favore del Milan. Pare non ci saranno, ad esempio, le mega commissioni a Raiola, che dovrà accontentarsi del minimo sindacale. Non dovrebbero nemmeno esserci le due clausole differenti, da 50 o da 100 milioni, con la discriminante della qualificazione in Champions: solo una, da 70-80 milioni. Ci sarebbe dunque da chiedersi come mai un giornalista attendibile come di Marzio abbia ricevuto solo domenica informazioni rivelatesi poi fallaci. Semplice, la sua fonte di allora veniva direttamente dall’entourage del procuratore di Donnarumma. Un ultimo disperato tentativo, evidentemente, di mettere una pezza alla situazione, cercando di uscirne comunque da vincitore. Non ha attecchito. Il sangue freddo del Milan (pronostichiamo soprattutto di Fassone) ha dato i suoi frutti. Lo squalo dei procuratori ha trovato pane per i suoi denti, e complice il lavorio operato soprattutto sulla famiglia del portiere ha dovuto abbassare le orecchie e scendere ai compromessi dettati dal Milan, non da lui. Un successo su tutta la linea, dovesse concludersi effettivamente così la situazione, che mai sarebbe stato simile se ci fossimo ritrovati ancora con la dirigenza di sempre. Nota di colore (anzi, di bianco e nero): avete notato che una volta sbloccata la situazione sul rinnovo di Donnarumma Neto è partito per Valencia e Sczcesny si appresta ad andare a Torino? I casi della vita.

Sette arrivi, due in cinque giorni, Conti l’ultimo in ordine di tempo. Tanto di cappello, visto che siamo a inizio luglio. La situazione è rosea, ma ora, dopo un egregio puntellamento e miglioramento della rosa, è necessario alzare l’asticella. Non che i giocatori acquistati finora siano mediocri, anzi, ma per nobilitarli ulteriormente ci vuole un grandissimo innesto, magari anche due. Nella zona nevralgica del campo abbiamo la necessità di maggiore fosforo. Serve, è necessario come il pane, un mediano che sia di livello indiscutibile, in grado di cambiare la partita da un momento all’altro. Il nome più altisonante, il sogno dei tifosi, è uno: non pronunciamolo per scaramanzia, ma sarebbe meglio anche della proverbiale ciliegina sulla torta. Il secondo eventuale innesto dovrebbe essere effettuato in avanti, più per una suggestione che ci portiamo dietro da mesi che per una esigenza impellente (visto anche l’oneroso acquisto di André Silva, che a 22 anni è comunque un prospetto che ha ancora necessità di crescere). Oltre queste due pedine si dovrà poi sfoltire la rosa con implacabile ferocia, puntellandola nelle ultime 2/3 settimane di mercato con eventuali panchinari, specie in difesa, dove per varie ragioni servirebbe probabilmente un ulteriore centrale di riserva.

Fabio

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Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.