Omino Raiola, Dollarumma e una Società finalmente seria

19 giugno 2017 | Di | Rispondi Di più

Partiamo dalle dichiarazioni rilasciate ieri pomeriggio a Montecarlo dal panzone, stendendo un velo pietoso sulle modalità scelte: prima annuncio conferenza stampa, poi intervista senza contradditorio con un branco di pseudo-giornalisti zerbinati, con la chicca finale della pretesa di far uscire il tutto dopo la mezzanotte a reti unificate (una sorta di Presidente della Repubblica delle Banane, del resto fino a poco tempo fa Omino era abituato così…)

“Da un ambiente troppo ostile non può uscire un buon risultato.
Siamo stati costretti a prendere decisioni che non eravamo pronti a
prendere e così la risposta è stata negativa. Con la fretta e gli
atteggiamenti mostrati, anche in modo molto pubblico, il Milan ha fatto sì che non fosse un ambiente giusto…

Non è un problema di soldi. L’unico problema che non c’era era quello, non siamo arrivati nemmeno a intavolare un discorso serio sotto quel punto di vista. Non c’è stata data serenità e tempo da parte del Milan. La clausola rescissoria? Non è stato affrontato seriamente il discorso.

Che fretta c’era? Si poteva rinnovare a dicembre. Mai pensato di portarlo via a parametro zero, chiedevo solo  tempo per capire cosa era meglio fare. Si firmava a ottobre, dicembre: che fretta c’era?

Bastavano anche cose piccole con Gigio, attenzioni, amore … tipo
quando i tifosi hanno messo lo striscione sotto la sede. Perché nessuno  è andato a levarlo? Non l’hanno difeso dalle critiche.

Starò molto attento, sento puzza di mobbing. Minacciarlo di non farlo giocare per un anno per me è mobbing.”

Commentare questa roba nauseabonda è esercizio superiore alle mie forze, lo avete già fatto splendidamente voi sul blog e non c’è altro da aggiungere, faccio soltanto mia la proposta dell’amico Peshku: bastava aggiungere ad ogni singola frase di Omino delle risate finte stile sit-com, avrebbero reso il senso alla grande.

Vediamo piuttosto la risposta odierna dell’amministratore delegato Marco Fassone rilasciata ai microfoni di MILAN TV:

Sul mancato rinnovo: “Un po’ me l’aspettavo, non è stato un fulmine a ciel sereno. In questi due mesi, Raiola diceva una cosa e cioè che avevano bisogno di tempo prima di decidere, mentre Gigio, ogni volta che parlavo con lui, mi diceva che voleva restare al Milan”.

Sul danno economico: “La scelta di Gigio è legittima. Quello che però a me dispiace che di fianco alla legittimità c’è sempre la etica. Qui Gigio è diventato uno dei portieri più importanti al mondo e se lo ha fatto è perché il Milan ha puntato su di lui. Quindi una scelta del genere deve essere fatta senza mettere il Milan in un angolo. Si rinnova, si mette una clausola e quando arriva un club che mette sul piatto quella cifra il giocatore può andare via”.

Sull’ambiente: “Tutti hanno visto l’amore dei tifosi per Gigio. Ho visto poche partite in tribuna quest’anno, ma l’affetto dei tifosi per Donnarumma era evidente, era l’eroi della tifoseria. Dire che lui non rimane per l’ambiente ostile è sbagliato. Ora la gente ha cambiato idea perché Gigio nella sua decisione non ha tenuto conto di certe cose”.

Sui tifosi: “Vedo il grande dispiacere che c’è nei tifosi. Gigio aveva messo in conto questa cosa, le critiche fanno parte del gioco. Le minacce di morte vanno oltre il calcio e io e la società condanniamo questa cosa. La società proteggerà il giocatore”.

Sui tempi: “Fin dall’inizio ho detto a Raiola che non vogliamo iniziare la stagione con giocatori in scadenza di contratto. La stagione inizia il 3 giugno, Raiola ha avuto due mesi quindi c’è stato tutto il tempo. Evidentemente, non c’era la volontà”.

Sul futuro di Gigio: “Noi non abbiamo bisogno dell’elemosina di qualcuno che ci porta 20 milioni per Donnarumma che vale molto di più. Gigio rimane qui e andrà via l’anno prossimo a zero, se qualcuno lo vuole viene da noi e ci deve fare un’offerta che corrisponde al valore del giocatore”.

Sul nuovo portiere: “Mirabelli è al lavoro per trovare un ottimo portiere, presto mi illustrerà dove ha portato la sua analisi. Poi toccherà a Montella decidere chi schierare”.

Su Mirabelli: “Se l’obiettivo di Raiola era dire che ci sono due Milan, respingo il tentativo al mittente perché tra noi c’è piena sintonia. Io e Mirabelli siamo il Milan, non ci sono due Milan”.

Che altro aggiungere?
Niente, se non il fatto di essere orgogliosi di avere finalmente una società seria alle spalle, con persone competenti e preparate nei ruoli di comando.
Adesso cari Mirabelli e Fassone non perdiamo altro tempo dietro a questa storia, avanti con la campagna di rafforzamento e dentro un altro portiere: se Perin è a posto fisicamente è un’ottima soluzione, abitando a Genova ne ho seguito il percorso di crescita nel corso degli anni e vi assicuro che è un portiere validissimo.
E in ogni caso, visto l’accaduto, comunque vada #Mattiaesmiportero

Max

 

 

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Categoria: News, Vado al Max

Sull'autore ()

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.