News prepartita, fake news e post-verità

12 gennaio 2017 | Di | Rispondi Di più

Non sono stati tanti gli spunti di riflessione offerti da Montella nella conferenza stampa prepartita di ieri. Solite banalità sentite decine (per non dire centinaia) di volte. In questi giorni per esempio sta circolando la fake news secondo cui il Milan avrebbe trovato la coppia gol su cui puntare: Bacca-Lapadula. L’assist dell’ex pescarese e il gol del colombiano contro il Cagliari hanno talmente stupito gli addetti ai lavori da far loro pensare che sì, è probabile che una squadra che gioca da inizio stagione (e con buoni risultati) con il 433 snaturi la propria identità per non rinunciare alla coppia gol definitiva, quella cui nessuno può fare a meno. È chiaro che la suggestione giornalistica sia stata dettata più dall’esigenza di trovare un argomento di cui disquisire per portare a casa la pagnotta che dalla reale credibilità di tale proposta. A riguardo questa è stata la risposta dell’allenatore.

Domenica il Milan ha concesso poco, abbiamo avuto il baricentro altro e siamo stati più corti e compatti. Con le due punte abbiamo risolto la partita. E’ una forzatura perchè non abbiamo una terza e quarta punta, ma è una possibilità. La squadra crea tanto perchè ha un giocatore in più a centrocampo, con due punte magari arrivano meno palloni in avanti.
Da milannews.it

E ancora…

Io di solito gioco sempre con lo stesso modulo. Dipende sempre da cosa vuoi fare e dai giocatori che hai a disposizione. La squadra sta facendo bene con questo modulo.
Da milannews.it

Traduzione: le due punte possono ancora ancora essere un’alternativa nel momento in cui si deve sbloccare una partita, ma la formazione iniziale rimane impostata sul 433. Non si può dargli torto: le certezze che il Milan ha costruito le ha edificate lavorando con costanza su un’impostazione ben precisa, e snaturarla ora sarebbe semplicemente folle. Montella perseveri sulla strada tracciata da inizio stagione senza curarsi del chiacchiericcio di chi ogni giorno deve riempire qualche pagina di giornale.

La Gazzetta dello Sport ci fa sapere che il programma di recupero di Montolivo va avanti con successo: il numero 18 rossonero potrebbe infatti tornare in campo già a marzo. Fermo restando che gli auguro di tornare il prima possibile a calcare i campi di calcio italiani – ma non quello di San Siro -, il rendimento del Milan dall’infortunio del suo capitano in avanti ha dell’incredibile. Chi più e chi meno un po’ tutti noi abbiamo sempre sostenuto la nocività di Montolivo per il gioco del Milan, ma personalmente mai avrei nemmeno lontanamente immaginato che tali tesi potessero essere corroborate in maniera tanto evidente, come invece sta accadendo. Un po’ di noiosissimi numeri.

Fino al momento della sua sostituzione in Milan-Sassuolo (con i rossoneri in svantaggio contro i neroverdi) la squadra capitanata da Montolivo aveva messo in cascina 10 punti in 6 partite, con 9 gol fatti e 10 subiti (compresi quelli di Milan-Sassuolo). Media punti: 1,66. Una volta subentrato Locatelli, oltre a portare a casa la Supercoppa Italiana, il Milan ha conquistato 26 punti in 12 partite, con la media di 2,16. Gol subiti 10, fatti 19. Sicuramente questo upgrade nel rendimento non sarà figlio esclusivamente dell’avvicendamento Montolivo-Locatelli in mezzo al campo, ma anche della crescita di elementi come Suso e Abate, dell’affiatamento trovato tra Romagnoli e Paletta e dell’energia dirompente che Lapadula ha trasmesso ai suoi compagni ogni qualvolta è stato chiamato in causa, ma è comunque innegabile che la freschezza, la rapidità di pensiero e a tratti l’incoscienza di Locatelli abbiano portato al Milan quel qualcosa in più che Montolivo non poteva e non riusciva a dare. Nelle analisi critiche dei giornali, spesso gli stessi che si sperticavano in elogi per il miglior recuperatore di palloni d’Europa, non si leggono considerazioni di questo tipo. Come se sia opera dello Spirito Santo se ora il centrocampo del Milan gira nettamente meglio rispetto al passato. Si producono eccome editoriali per complimentarsi (giustamente) con il giovane 73 rossonero, ma gli autori si guardano bene dal fare confronti con il suo compagno bloccato in infermeria. Evitano accuratamente questi paragoni perché forse dovrebbero ammettere che un 18enne esordiente, per quanto bravo e ricco di personalità, alla prima stagione in prima squadra e in un ruolo delicatissimo da interpretare sta rendendo meglio di chi fino l’altroieri elogiavano spudoratamente, bacchettando tra l’altro chiunque si permettesse di contestarlo. Insomma, Locatelli bravissimo, ma se il Milan ha migliorato il proprio ruolino di marcia di 0,5 punti a partita (che per dare un’idea su un intero campionato sono 19 in più, DI-CIAN-NO-VE) il fatto che Montolivo non sia più il metronomo sgangherato del Milan non c’entra nulla. Facile così. Ecco la post-verità.

Fabio

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Categoria: Coppa Italia, News

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.