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27 ottobre 2016 | Di | Rispondi Di più
HONDA IN ANGOLA!

HONDA IN ANGOLA! (pure Galliani)

Montella nel post Milan-Genoa sulle aspettative: “Le avete create voi. Noi siamo sereni, è solo un incidente di percorsco che ci può stare. Talvolta si cresce più nelle sconfitte. Continua il processo di crescita, i giocatori devono essere fieri di quello che hanno fatto. Ovviamente si può fare di più. Il vero Milan è quello visto in queste prime dieci partite. Siamo contenti di come sta andando il campionato” Parlando qualche tempo fa con gli altri della Redazione della natura ‘episodiale’ di alcuni successi nelle prime partite c’era il timore che emergesse nuovamente la caratteristica più odiosa del Giannino: ‘chi vince parla, chi perde sta zitto’ cioè bullarsi di qualsiasi successo senza analizzarlo, nascondersi da qualsiasi sconfitta senza autocritica. La mia sensazione è che Montella, il timoniere senza dubbio di questo periodo, sia invece ben saldo per terra, cosciente dei limiti e, per quanto può esserlo un manager, sincero; la ‘natura’ della squadra lo obbliga probabilmente ad una schiettezza più pronunciata del normale. E’ difficile ingannare la realtà con la rosa a disposizione. Lo stop di Genova non sarà il solo, come scritto qualche settimana fa le battute di arresto andranno gestite; fondamentale per provare a tornare in Europa schivare le pressioni della stampa e interne (non siamo noi tifosi a pretendere l’impossibile da una squadra tirata e molto giovane) e presentarsi a marzo a differenza degli ultimi anni con un gioco organizzato, chiarezza su chi sono i leader e chi i comprimari, certezze dentro e soprattutto fuori dal campo senza ‘ultime spiagge’ e/o esperimenti folli. Più qualche rinforzo a gennaio. Ce la possiamo fare, nonostante qualche brutta caduta.

La sconfitta di martedì contro il Genoa non preoccupa Vincenzo Montella, ma allo stesso tempo ha messo in risalto un problema piuttosto serio: dietro ai titolari, infatti, la squadra rossonera non ha riserve all’altezza e a Marassi si è visto benissimo. In un campionato lungo e complicato come quello italiano, questo potrebbe diventare una carenza non da poco in quanto non si può pensare di fare giocare sempre e solo 11 giocatori, nonostante il Milan non sia impegnato in nessuna competizione europea e quindi giochi solo una gara alla settimana. – Postilla a quanto sopra: ce la possiamo fare a meno che non si debba rivedere troppo spesso il gruppo titolare, e purtroppo ciò potrebbe accadere vista la natura incostante di alcuni, la propensione agli infortuni o l’età (non si può pensare ad esempio che Locatelli a 18 anni possa reggere un campionato intero senza ricambio). Il trionfante Galliani ci ha illustrato il suo meraviglioso operato sabato sera, descrivendo il mirabile progetto giovani studiato e programmato perché ‘le squadre italiane non possono spendere 100 milioni’…martedì solo fra panchina e tribuna avevamo inutilità varie costate più di 70 milioni di euro in tutto, e senza calcolarne gli stipendi; niente da dire? 120 milioni sono stati spesi proprio la scorsa estate, basta leggere il bilancio d’esercizio. Gallià, qua non stiamo mica fessi…le falle di questa squadra e del suo operato sono più evidenti oggi di ieri; oppure non poter ricambiare un 18enne e dover mettere come terzino destro un centrocampista scarso è colpa dell’allenatore? E poi come si incastrano Sosa, Pasalic, Lapadula, Gomez e Mati Fernandez nel ‘progetto giovani’ e italiani?? Comunque ben svegliati giornali, noi lo scrivevamo prima della fine del mercato che uno dei principali problemi stagionali sarebbero state le riserve…

Accolto dal generale applauso della squadra ed introdotto, anche con un abbraccio. dall’ad rossonero Adriano Galliani, Andrea Poli ha espresso così tutta la propria soddisfazione per il premio ricevuto per le 100 presenze in rossonero: “Che dire: raggiungere 100 partite con il Milan mi riempie d’orgoglio ed è un traguardo importante, perchè come ha detto il dottore è la maglia che ho sognato di indossare fin da quando ero piccolo”Buffonate da Giannino seguite da prestazione imbarazzante, come da tradizione; è la costante fra l’altro per questo ragazzo che suda veramente 2, 3, 4 maglie a partita ma combina veramente poco, quando non sbaglia clamorosamente. Ho sempre la sensazione che se dopo una ventina di minuti si mettesse la casacca degli avversari non se ne accorgerebbe nessuno. Fedelissimo della ‘compagnia dei tranelli’, la sua storia milanista è nata e cresciuta sotto l’insegna del Giannino e dovrà finire a breve, pur riconoscendo che ben quattro allenatori, al netto della mancanza di alternative, lo hanno giocato come ‘jolly’ sperando in qualcosa di buono. Qualche caratteristica deve pur averla, ma chi vive sperando…

Pjanic ancora polemico su Instagram: like a fotomontaggio di Rizzoli con la maglia del Milan. Non sembrano placarsi le polemiche, in casa Juventus, dopo la sconfitta per 1-0 rimediata ieri sera a San Siro contro il Milan anche a seguito di un gol annullato ai bianconeri. Proprio uno dei protagonisti di quell’azione, Miralem Pjanic, non ha digerito quell’episodio e su Instagram, tra le foto a cui ha aggiunto un like con il suo profilo ufficiale, ne spunta una emblematica ovvero un fotomontaggio dell’arbitro Rizzoli con la maglia del Milan – Per non parlare della testata che Donnarumma gli ha dato ai tacchetti.

Milan: esordio stagionale per Honda. Insieme a Niang e Bacca, questa sera contro il Genoa ha giocato Keisuke Honda a completare il tridente rossonero al posto di Suso, a cui Montella ha deciso di dare un turno di riposo: per il giapponese, che finora aveva giocato appena 18’, si tratta della prima gara da titolare in questa stagione. – HONDA IN ANGOLA! HONDA IN ANGOLA! Vai in Angola con gli occhiali della Vanoni a insegnare la coltivazione del riso e spiegare che il Milan di Sacchi vinceva in contropiede! HONDA IN ANGOLA!

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Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.