Comunicato Milan Night: spalle al campo

4 marzo 2017 | Di | Rispondi Di più

Le assemblee sono importanti perché unici momenti in cui i gestori del Giannino appaiono a tutti per ciò che sono. E’ infatti incredibile constatare come in un attimo crolli quell’aura mistica e su tutti i giornali e tutte le TV risuonino i concetti che noi trasmettiamo 7/7 da 8 anni. Cade la finzione della squadra di calcio e dei trent’anni di successi, e resta un vecchio che bercia a milioni di tifosi che non è loro diritto sapere perché le cose vanno così male e quale sarà il futuro. La verità: sono cazzi loro e dei loro traffici, e tu non devi mai chiedere; devi solo piegarti a novanta. Non c’è niente che non vada nella vita societaria, gli stipendi sono pagati. Questo il commento dell’amminsitratore. Anche il suo ovviamente, lauto, e pure le commissioni ai procuratori; dunque tutto a posto. Il Giannino è ridotto a questo: una mangiatoia per bovini e asini. Hanno la fortuna di avere intorno nonostante tutto decine di migliaia di tifosi volenterosi, appassionati e preparati che ragionano ancora e dedicano il loro tempo libero a supplire alle oscene mancanze comunicative e gestionali, rimangono uniti e si fanno forza senza dare di matto; ci sono, fra questi, professionisti come La Scala che pongono domande e dubbi che dovrebbero in primis farsi loro, i gestori del Giannino. Giuseppe è talmente capace e disponibile che dopo le assemblee che gli stessi incapaci convocano, per poi darle deserte, ha la pazienza e lo stile di fermarsi venti minuti a spiegare ai giornalisti e ai tifosi come stanno le cose, cosa si dovrebbe fare, invitando alla calma. Con un senso di responsabilità e una chiarezza che i gestori del Giannino non avvicinano nemmeno lontanamente, incapaci come sono di rivolgersi alla gente senza mentire, senza leggere pizzini, senza far vomitare nella forma e nel contenuto.

Il cda prende 3 milioni e passa all’anno per non fare un cazzo, e dovrebbe vergognarsi. Galliani deve vergognarsi d’essere l’AD di una delle più importanti squadre di calcio del mondo, col bilancio in crisi irreversibile, crollata nei risultati, in vendita non si sa a chi, e di non avere mai un cazzo da dire. Le sue funzioni sono far le comparsate alle cene, preparare torte di compleanno, posare per foto ricordo e raccontare proverbi che conosce solo lui: vada a fare il nonno. Vada ad occuparsi della famiglia così ci risparmia anche il vizietto di acquisire giocatori mediocri elargendo generosi contratti o mostruose commissioni agli agenti.

Si vergognino i signori Suma, Pellegatti, Fedele, Ordine, Colombo e quanti scrivono sui giornali e lavorano per le tv e che non hanno mai questioni da porre su nessuna delle squallide situazioni successe negli ultimi anni al Milan. La barca affonda e questi narrano di meravigliose rotte, di banchetti, di teatrini. In qualunque altra realtà non solo sportiva si sarebbero generate domande e opinioni in quantità, si sarebbero aperte inchieste, si sarebbe giunto a fondo almeno di qualche questione; a Milano si pensa agli arbitri, a quello che fanno gli altri, al passato remoto. E si permettono pure, molti di questi, di perculare quanti si interrogano. Invece di ringraziare ogni giorno, alla mattina appena svegli, di essersi occupati nella vita del Milan (pagati), e della bontà, della pazienza e intelligenza di quanti tifano questa squadra. Di ringraziare ogni giorno Milan Night, APA, La Scala e quanti in questi anni si sono occupati di quanto resta del popolo rossonero senza farlo sbandare.

Si vergogni Silvio Berlusconi, quello dei 29 trofei. Che ieri ci hanno portato a godere moltissimo, che oggi sono 29 pezzi di argenteria buoni per qualche mensola, per strappare un prezzone per una società in fallimento, o forse per essere tumulati assieme a lui. Non c’è rispetto per i successi del passato in quest’uomo che dice di averci fatti grandi; avere 5 coppe dei campioni e usarle come orinatoio non è glorioso. Non c’è rispetto per il presente, consegnato nelle mani incapaci di amministratori che non devono rispondere di nulla, né dei bilanci, né dei risultati, né di come si ottengono. Non c’è rispetto per il futuro. Dov’è il governo cinese, dove le mani sicure? Dove sono i 350 milioni di investimenti pattuiti? Stà famosa gabella che non vale un cazzo, ogni tanto riproposta dalla meglio stampa a garanzia di un futuro vincente. Berlusconi ha consentito col suo disinteresse che il suo Milan diventasse una cloaca, una bad company, un buco nero di risorse; l’importante era che fossero sazi i suoi appetiti mediatici. Il tutto in dieci anni: voi pensate oggi al C.F. Barcelona, che negli ultimi 20 anni ha vinto 32 titoli, e che gioca con Iniesta, Messi, Suarez…; per approssimazione molto simile al Milan di Berlusconi, nel 2007. Pensate se nel 2027 il Barça si trovasse con 1 campionato e 2 coppette in più, 4 anni fuori dalla Champions e una rosa in cui il giocatore più rappresentativo è un portiere di 18 anni freschi; pensate soprattutto alla portata del fatto: è qualcosa di quasi inimmaginabile. Berlusconi ha consentito un simile crollo, che è senza precedenti nell’era moderna e in qualsiasi sport, e sta ora consentendo che la situazione perduri eternamente, accompagnandoci per mano sull’orlo del baratro, del fallimento e dell’oblio; forse ci butteremo assieme, forse ci lascerà in mani oscure e sconosciute persino a lui. Ricordate la polisportiva Milan? La sezione calcio è l’unica sopravvissuta, e i paralleli con le altre decadute società appaiono sempre più sinistri.

La vicenda del closing ha puzzato per tutta la sua durata, ma per chi segue il Giannino da anni la puzza tende a diventare un sottofondo a volte impercettibile. Abbiamo avuto anche noi rassicurazioni, discussioni e spiegazioni; le famose ‘indiscrezioni’, che abbiamo però evitato dominassero il nostro quotidiano, a differenza di giornalisti professionisti e quotidiani nazionali che le sganciano in prima pagina regolarmente facendo impazzire i tifosi. Abbiamo capito che se si rinuncia, per qualche ragione, alla logica ogni ipotesi risulta valida dunque restiamo attaccati alle nostre certezze: i fatti. La cronaca del never ending closing non ci è mai interessata, va bene per una sceneggiatura grottesca o una puntata di Mistero, fra lo speciale sul Bigfoot e le profezie di Nostradamus. Contano i fatti: non c’è un acquirente credibile, non c’è una trattativa credibile, non c’è un venditore credibile. Questa vicenda è pattume, in cui sguazzano creature consone che dicono di sapere tutto, fra un leccalecca e l’altro. Come andrà a finire non lo sappiamo, la fiducia verso il consorzio cinese è nulla dopo i numerosi rinvii, i vuoti comunicati e i ridicoli abboccamenti per spiegarci che Paolo Maldini è un ingordo: con noi non attacca, provate da qualche quaqquaraqquà. Noi vogliamo sapere quali sono i piani, le garanzie, chi mette i soldi, chi la faccia, chi avrà responsabilità del nostro futuro; il fallimento è dietro l’angolo, i risultati sportivi possono migliorare solo se all’improvvisazione verrà sostituita la programmazione, se i mercanti saranno cacciati dal tempio a calci in culo, assieme a manager improvvisati, servi e incapaci.

L’attaccamento alla squadra non dipende dai risultati sportivi che si ottengono; per questo come ha spiegato molto bene Giuseppe, che ci sentiamo anche di dire essere l’unico in Italia a prescindere dalle vicende milaniste a fare discorsi di questo tipo che elevano il tifoso dallo stato di pecora cui è ridotto, non si può speculare sul fatto che i milanisti ci sono e ci saranno sempre; che continuano a far finta di niente perchè vedono di volta in volta impegno, o vittorie, o tentativi di riscossa che fanno piacere. O si incazzano, magari rimanendo comunque vicini alla squadra. L’altro fatto di cui siamo certi è infatti che il Milan che tifavamo non esiste più o meglio lo ritroviamo solo parlando fra noi. Il Milan rappresenta anche ideali, come tutte le grandi squadre, ideali che sono stati traditi, infagati e continuano ad esserlo. Non abbiamo alcun senso di appartenenza verso questa società. Abbiamo però rispetto della squadra, che finora ha saputo bene o male isolarsi, che è composta da tanti giovani ed è allenata sicuramente in modo opportuno da un tecnico capace e motivato. Per manifestare dunque il nostro schifo totale e assoluto verso i buffoni della proprietà e i gestori del Giannino evitando di riversare cattiverie su una squadra che bene o male ci lascia indifferenti quando non soddisfatti, boicotteremo Milan-Chievo: niente cronaca, niente tv, niente internet, niente stadio. Dedicheremo la serata alle nostre famiglie e i nostri amici, ignorando la partita e dando vita ad un live demenziale tanto quanto il tanto sbandierato closing di sto cazzo. Invitiamo anche tutti coloro che ci seguono a fare altrettanto: non meritano la nostra attenzione, considerazione, amore, partecipazione nel bene e nel male; non meritano l’incazzatura o il godimento, il tifo pro e nemmeno il disperato tifo contro. Non meritano niente, dobbiamo desertificare tv a pagamento e locali, stadio, siti internet; per chi vuole ci troveremo qui a fare chiacchere da bar, sparando cazzate in libertà nel segno dell’assurdo e del provocatorio.
Meritano che ci facciamo una volta tanto i cazzi nostri, e andassero tutti a fare in culo.

La Redazione di Milan Night

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Categoria: Milan Live, News

Sull'autore ()

Community rossonera, da sempre in prima linea contro l'AC Giannino 1986. Sempre all'attacco. Un sito di curvaioli (La Repubblica). Un buco nero del web (Mauro Suma)