Fassone e Mirabelli: la diarchia che funziona. Dal leone di Glasgow al leone di Bologna. Hakan come Umit. Più Radio Ga Gauro meno Radio La Scala.

6 luglio 2017 | Di | Rispondi Di più

È una campagna acquisti corposa, massiccia, consistente, sostanziosa, roboante. L’Amministratore Delegato e massimo dirigente operativo Dottor Marco Fassone ed il Direttore Sportivo Dottor Massimiliano Mirabelli ci stanno regalando un’estate da sogno, come da tempo non eravamo più abituati, ahinoi.
Mateo Pablo Musacchio, Frank Yannick Kessie, Ricardo Ivan Rodriguez Araya, Andre Miguel Valente Silva fino ad arrivare a Fabio Borini e ad Hakan Calhanoglü. Roba da stropicciarsi gli occhi, roba da non credersi per chi, ahimé, come noi, era costretto ad aspettare il 27 agosto per annunciare il primo acquisto, pardon, il primo prestito con diritto di riscatto, della nostra stagione. Fabio Borini è giocatore per tutte le stagioni e per tutti i ruoli, un Ignazio Abate del reparto avanzato, uno di quei giocatori, proprio come Igna Ignazio, capaci di portare il tifo dalla propria parte, uno di quei giocatori che mai verranno fischiati ma solo ringraziati per aver dato tutto ciò che avevano durante i novanta minuti. Di Hakan Calhnanoglü lasciamo parlare i rosiconi, quelli che se li prende il Milan sono talenti incompresi e se li prendono gli altri sono alti, biondi e con gli occhi azzurri.
Sarà il secondo giocatore turco nella storia del Milan, prima di lui l’ottimo Umit Davala che pagò a caro prezzo l’esonero di Fatih Terim ma che nelle poche partite giocate dimostrò che il valore del giocatore era indiscutibile.

Non nascondiamoci e non ve lo nascondiamo l’estate però non è stata tutta rose e fiori, la spina c è e punge, fa male anche solo parlarne e se ne sta parlando da tanto, troppo tempo.
Andrea Poli ha deciso di lasciarci e di firmare per il Bologna. Una decisone ponderata, sofferta, coraggiosa. Simbolo dell’ultimo Milan, non un grandissimo Milan, per carità non ce ne voglia Adriano Galliani, ma uno di quei giocatori per il quale ti affezioni. Tifoso rossonero da sempre e per sempre, anche nell’anno giocato da quelli là, quelli che mai lo hanno saputo apprezzare né capire. Andrea Poli è uno di quei giocatori alla Daniele Bonera, milanistissimo, italianissimo, ottimo giocatore, classe e garra, mai una protesta per le troppe panchine, mai una parola fuori posto a Milanello. Andrea Andreinho Poli era un senatore di questo Milan, un capitano senza fascia, leader silenzioso ma che quando parlava si stava zitti ad ascoltare. Andrea, come del resto Riccardo Montolivo ed Ignazio Abate, aveva le chiavi di Milanello. Non è un caso che sia andato a Bologna, la prestazione in 9 contro 11 non è passata inosservata a Roberto Donadoni che subito lo ha richiesto. La partita di Andrea a Bologna fu leggendaria, tant’è che, vi raccontiamo un aneddoto, due giorni dopo a Milanello fu convocato nella sala del camino dall’allora Amministratore delegato alla parte sportiva nonché attuale Presidente delle società immobiliari del Gruppo Fininvest Adriano Galliani che lo ringraziò e gli disse che gli aveva ricordato Nevio Scala in quel 12 marzo 1969 a Glasgow, il buon Nevio da quel giorno fu soprannominato “il leone di Glasgow” e allora buona fortuna caro Andrea: per tutti noi tifosi rossoneri: “il leone di Bologna”.

Gigio Donnarumma ha dimostrato che al cuor non si comanda, rimarrà al Milan per i prossimi cinque anni con un ingaggio da top player e da top club, contenti tutti, bravi tutti: Gigio che accetta di restare, il Milan che non si fa scappare il miglior portiere del futuro e Mino Raiola che il suo mestiere lo sa fare e molto bene. Facciano poco le spiritose le verginelle dei social network che ridacchiano commentando l’ingaggio di Antonio Donnarumma, Antonio è colui che il Milan lo ha nel sangue e fu lui a consigliare a Gigio di rifiutare gli onestoni e di firmare per il Milan. Ora però l’ottimo Mino Raiola sappia che il ragazzo va lasciato tranquillo, lo stesso Mino Raiola è rimasto spiazzato dal modo di lavorare di Massimiliano Mirabelli, caro Mino le cene di lavoro offerte dalla vecchia proprietà sono terminate, adesso ci si siede ad un tavolo, non apparecchiato, e ci si guarda negli occhi senza paura e senza intimidazioni, senza colazioni, pranzi, merende né aperitivi, è così e sarà così anche in futuro, piaccia o non piaccia.

Alzo le braccia, lo ammetto, non me ne vergogno, qualche giorno fa ho ascoltato 46 secondi di Radio Rossonera, un conciliabolo di vecchi avvinazzati e di qualche principiante dell’aperitivo che al calare del sole allentano cerniere e sbottonano i pantaloni mollando i pappafichi della decenza.
Per fortuna che qui ad Ischia il maestrale spazza via anche le castronerie che fluttuano nell’etere, un aria fresca che speriamo accompagnerà tutta la stagione, una brezza di competenza, professionalità e auguriamoci vittorie che la nostra nuova proprietà siamo sicuri ci regalerà.

Gauro  Puma

Tags: , ,

Categoria: Gauro Puma

Sull'autore ()