Il grande ritorno: di nuovo San Siro

5 agosto 2017 | Di | Rispondi Di più

Bravi ragazzi

3 agosto 2017, data storica e memorabile. Milan-Craiova fa il record di presenze per un preliminare di Europa League e soprattutto supera per partecipazione l’ultimo match casalingo europeo del Milan stesso, gli ottavi di Champions League contro l’Atletico del 2014: basta ciò a renderlo lo spartiacque di un’epoca. Il Milan e il suo popolo si sono incontrati di nuovo al termine di un duro percorso per entrambi, un sentiero di penitenze e rinunce al seguito di falsi profeti, traditori e vermilingui. Solo chi ha vissuto intensamente il distacco dal ‘proprio’ Milan ha potuto godere appieno di questo ritorno. Una serata magica resa ancor più incredibile dalla competizione e dall’avversario: modestissimi entrambi. Quindi non erano i grandi palcoscenici e i lustrini a mancare? Non necessariamente, e non era ‘il grande nome’, che ancora manca. Non era lo snobismo a tenerci lontani, la pigrizia, il ‘calcio moderno’ delle pay tv né di quelle in chiaro perché il match è poi andato in onda su Canale5. Si sono sbagliati quelli che l’hanno scritto, anzi hanno perlopiù sbagliato apposta. Mancava invece quel senso di appartenenza, quella voglia di Milan dopo anni di picconate allo stile, ai valori e ai simboli che ci rendevano tutti fratelli; era rimasto solo uno scialbo rituale che molti avevano scelto di non compiere più. Era difficile allontanare i milanisti dalla loro casa e togliergli la passione, difatti Berlusca e Galliani, lui in chiara astinenza di visibilità, ci hanno messo un bel po’ di tempo e diabolico impegno; perché errare humanum est, ma c’è stata invece parecchia perseveranza. Siamo sopravvissuti, e stiamo anche abbastanza bene. I soliti cortigiani e menestrelli si sono eccitati parecchio ma non hanno evidentemente capito come al solito; d’altronde la realtà per loro è come la luce per le talpe. Loro al pari del loro padrone non si sono mai posti il dubbio di star lavorando malissimo, dunque provocare dei deserti in San Siro. Meglio invece mettere in dubbio il cuore rossonero di tutto un popolo; ma come per tutto il resto le risposte sono arrivate da sole. Mors vostra, vita nostra.

Solo poche squadre al mondo possono portare quasi 70mila spettatori per una partita minore ai primi di agosto, oltre a noi forse Real Madrid, Barcellona, Bayern, United, Borussia. Questione di dimensioni, ma fondamentale il seguito. Fermandoci solo all’Italia alla juventus non basterebbero due gare nello stesso giorno, l’inter ne portò 45mila nel 2015 e dopo Ferragosto; e la Roma? La màggica non riempie manco al derby, vero Pallotta? Questo è un segnale in tre direzioni. Ai gufi va subito a (ri)spiegare che con Milano non si scherza più; il dolce e timido Giannino dei ‘giuovani‘, comodo sparring con cui complimentarsi dopo averlo gonfiato, non c’è più. Un primo step simbolico è stato fatto: mercato; d’altronde c’è chi alla juve prende Bonucci e chi invece gli da Pjanic, qualche differenza c’è. Un secondo passo pure: entusiasmo da sogno già al principio di agosto. Siamo pronti anche al resto. Messaggio recapitato anche agli incapaci, che non lo capiranno; com’era quella storia del progetto di uno stadio incassato da 45mila posti? Roba da circonvenzione per incapacità. Noi siamo a livello del Barça e del Real Madrid, e ci riduciamo a imitare la gobbentus? A costruire uno shopping center per la desperate housewife, con gli alberi di ginko biloba sul tetto? Abbiamo fieramente osteggiato quella schifezza fin dal primo istante, fin dal modo in cui ci fu comunicata, e giovedì sera è stato un trionfo tornare nel nostro stadio, col nostro modo, nel nostro stile; tanto è cambiato, ma Milan l’è on gran Milan sempre. Ci vorrà ben altro. Ultimo messaggio per noi: è stato come tornare a colori dopo un periodo in bianco e nero (bianconero); un ritorno a quella felice sospensione della razionalità così pericolosa ma così utile, anche per grandi traguardi. Insieme siamo troppo belli, e non ci ferma nessuno. Dovremmo incidercelo nelle carni per non dimenticarlo più.

Larry

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.