L’importanza dell’Europa league

23 luglio 2017 | Di | Rispondi Di più

Negli ultimi mesi di campionato abbiamo assistito ad una lotta senza esclusioni di colpi per non entrare in europa league tra Milan, Inter e Fiorentina ed ognuno di noi ha esposto le proprie tesi pro e contro la partecipazione alla piccola europa. Da una parte chi non voleva disputarla portava a supporto dei propri convincimenti la maggior gravosità del giocare il giovedì per i minori tempi di recupero, oltre al fatto che questa competizione porta via energie mentali per la rincorsa al quarto posto e l’ingresso alla prossima champions league. Dall’altra parte chi l’ha sempre voluta disputare ritiene che l’europa, piccola o grande che sia, sia sempre europa ed alzare il trofeo significherebbe il passaggio diretto in champions league, oltre alla possibilità di disputare la supercoppa europea.
La società, per bocca di Fassone, ha sempre ripetuto come la partecipazione a questa manifestazione fosse un obbiettivo vero ed importante da raggiungere perché il Milan deve riabituarsi ai palcoscenici che più gli competono. Probabilmente il nostro nuovo A.D. è voluto essere magnanimo con la vecchia dirigenza perché centrare la qualificazione all’europa league, ed andare il più avanti possibile, per la società è fondamentale per la questione ranking.
Non odiatemi se cito questo termine, ma val la pena fermarsi a ragionare. Facendo un rapido ripasso dei regolamenti uefa scopriamo che le squadre vengono classificate in base ai punti raccolti nelle cinque stagioni precedenti rispetto a quella in corso. Come è facilmente visibile da questa tabella il Milan risulta essere in 41esima posizione. Se i rossoneri non si qualificassero ai gironi di europa league, l’eventuale accesso ai gironi della champions league 2018/19 sarebbe tutt’altro che una passeggiata di salute perchè si rischierebbero degli accoppiamenti molto pericolosi. Il regolamento infatti prevede che le squadre partecipanti alla coppa dalle grandi orecchie vengano suddivise in quatto fasce dove nella prima troviamo i vincitori dei campionati nazionali e la detentrice del trofeo, mentre le altre tre fasce sono stabilite in base al ranking. Potete ben immaginare come dopo le pietosissime ultime tre stagioni, e senza una buona europa league, la quarta fascia ce la toglierebbe solo la vittoria dello scudetto.
A questo punto la conclusione è semplice: il Milan non solo deve qualificarsi obbligatoriamente per i gironi, ma dovrà andare il più avanti possibile in questa coppa perché l’anno prossimo perderemo quasi 20 punti di coefficiente. Questo è il disastro a cui ci ha portato la vecchia società, una situazione in cui solo vincendo la coppa o arrivando in finale riusciremmo a migliorare (non di moltissimo) la nostra posizione nel ranking.

Quattro giorni all’inizio della nuova stagione. Incredibile ma vero siamo alle porte di una sfida già decisiva per i nostri ossia l’andata del terzo turno preliminare di europa league contro il CSU Craiova. I rumeni arrivano alla sfida con già due partite ufficiali di campionato all’attivo (una vittoria e un pareggio, tre gol fatti e uno subìto) mentre i nostri sono in piena preparazione.
Le insidie di questo genere di sfide sono sempre le stesse: non prendere sottogamba l’avversario e non farsi trascinare in una partita fallosa e nervosa. Speriamo che i nostri chiudano la pratica già all’andata in modo da trasformare la serata del 3 agosto a San Siro in un grande bagno di folla con il redivivo popolo rossonero pronto ad abbracciare la squadra. Tutti allo stadio! Forza Milan!

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

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Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.