Fatti non pugnette

9 luglio 2017 | Di | Rispondi Di più

uguale ai tre giorni del condor…

Chiedo scusa a Paolo Cevoli per avergli rubato la battuta, ma nulla meglio di quelle tre parole spiega la differenza tra il Milan attuale e chi parla a vanvera. Il calciomercato vero e proprio è iniziato da poco più di una settimana e i rossoneri vantano già otto nuove pedine mentre dieci giocatori hanno svuotato gli armadietti o sono stati ceduti senza nemmeno passare per la base. Non c’è che dire, una vera partenza col botto vista la rosa penosa che avevamo a disposizione, definita da qualcuno ultracompetitiva.
E’ inutile dire che la coppia mirafax sia vista con estrema simpatia dai tifosi grazie anche a quei tormentoni che li stanno accompagnando come la manata di Mirabelli in stile Antonino Canavacciuolo o l’ormai celebre “passiamo alle cose formali”. Diciamo la verità, son cose che li rendono sicuramente più vicini ai tifosi e la comunicazione rossonera ha fatto centro dopo anni di oscurantismo e autoincensamento del nulla. Adesso aspettiamo che agli ultimi esponenti della comunicazione rossonera gianninesca ancora presenti venga dato il benservito con buona pace di tritacarne e frullatori.

La fine della vicenda Donnarumma ci ha regalato perle di rara scemenza da tramandare ai posteri. Dall’esperto di due di picche intento a ridicolizzarsi dicendo che ha vinto raiola, ai gerentofili che dopo essersi augurati il fallimento del Milan adesso ci informano che con questo rinnovo Fassone sta dimostrando di valere il vecchio A.D. Ahahahah!
Questa è gente che da ragazzino invece di avere in camera il poster di Pamela Anderson aveva quello di un vecchio pelato. Già me lo immagino mettere di nascosto una vhs con le sue interviste e correre subito in bagno per la troppa eccitazione.
Ma come cavolo si fa a dire che sulla vicenda Donnarumma ha vinto raiola o Fassone dimostra di valere il vecchio A.D.? O non hanno la minima conoscenza delle cose oppure…
Prendiamo i fatti e poi ognuno ne tragga le proprie conclusioni.
Gianluigi Donnarumma debutta nel Milan il 25 ottobre 2015 all’età di sedici anni e da lì diventa il portiere titolare. Nel bilancio 2015 alla data 01/01/2015 il suo valore è zero, ma nel costo storico alla voce incremento viene segnalata la cifra di 1,075 mln di euro, una cifra assai notevole considerando che il costo storico di Calabria (aggregato anch’egli alla prima squadra) riceve un incremento di circa 0,1 mln. Ne consegue che al 31 dicembre 2015, con sole 9 partite all’attivo, il costo storico del 99 è di 1,075 mln, ma questo costo che cos’è?
Guardando l’allegato 2 del bilancio 2016 si può facilmente vedere come dopo metà della durata del contratto di Donnarumma il suo agente abbia incamerato poco meno della metà della cifra oggetto di incremento nel 2015. Ognuno tragga le proprie conclusioni.
Riportando tale cifra su base annua si ottiene un valore superiore a 330 mila euro, somma di molto superiore allo stesso stipendio di Donnarumma ipotizzato dai giornali. Oggi sappiamo che il portiere del Milan sta rinnovando per un compenso vicino ai 6 mln annui e al procuratore sarà riservata una percentuale sullo stipendio (netto o lordo non è stato specificato) pari al 5%. Ognuno potrà fare i propri calcoli e magari anche chi si rinchiude in bagno pensando a cravatte ingiallite da annusare e sfogliando album panini in preda a strane forme di eccitazione, potrà capire che Fassone e Mirabelli hanno dato venti giri di pista a chi c’era prima.
Strano poi che con oltre 500 mila euro dati al procuratore di Donnarumma nel giro di un anno e mezzo (la metà della durata del contratto del suo assistito) non si sia mai pensato di prolungare il contratto di almeno un anno lasciando invece coincidere la sua scadenza con quella di Buffon. Gli strani casi della vita.

Seal

E adesso godetevi l’ultima opera di Lupin…

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.