Mercenario

16 giugno 2017 | Di | Rispondi Di più

Volete la verità? Avevo scritto un bel pezzo sui nuovi acquisti, sui possibili moduli da attuare e sugli obbiettivi futuri della nostra società.
Ho stracciato tutto, schifato dalla vicenda Donnarumma. Non avrebbe avuto senso scrivere di Rodriguez o Conti, di 352 o 433, allo stesso tempo però faccio fatica a trovare parole per descrivere una delle più brutte pagine della storia del calcio.
Gianluigi Donnarumma, per gli amici Gigio, quindi non per me, si dovrebbe vergognare. Si dovrebbe vergognare la sua famiglia che si è fatta manipolare da un agente senza scrupoli e l’agente senza scrupoli va fermato perché nel mondo del calcio sta facendo quello che vuole. Donnarumma ha sputato in faccia ad una società che lo cresciuto e svezzato e soprattutto ha sputato su 5 milioni all’anno che per un diciottenne sono uno sproposito. Non solo, con questa decisione ha macchiato una carriera , perché tra vent’anni verrà ancora ricordato come “Gigio il mercenario”. Ora mi auguro che alla prima partita a San Siro venga schierato titolare, deve subire tutti i fischi che si merita e poi al quinto minuto dovrà esser sostituito ed a San Siro non ci dovrà mettere più piede nemmeno per fare il bagarino. Consentitemi due ultime considerazioni: la prima, Abate, Bonaventura ed Ely domani dovranno essere convocati in sede e se non cambieranno agente nei prossimi tre giorni andranno ceduti immediatamente. La seconda: nessuno mi toglierà dalla testa che dietro questa brutta storia ci sia Adriano Galliani. Scusate se sono stato breve ma sono personalmente schifato dalla vicenda.

Questo è Giovanni Galli, uno che nel Milan ha giocato, ha vinto Scudetti e Coppe dei Campioni. Mai nessuno lo ha definito un fenomeno in porta ma oggi, alla soglia dei sessant’anni tutti se lo ricordano come un uomo perbene. Puoi essere un grande portiere per vent’anni ma verrai sempre ricordato come un uomo piccolo.

MatteLeTiss

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

Sull'autore ()

"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione". Per questo ho amato alla follia Dejan Savicevic e Matt Le Tissier. Milanista da generazioni, cuore Saints grazie a "Le God". Sacchi mi ha aperto un mondo, Allegri me lo ha chiuso. Sono cresciuto col Milan di Arrigo, quello per me era il gioco del calcio, tutti gli altri prendono a calci un pallone.