Iperspazio

15 giugno 2017 | Di | Rispondi Di più

Ricostruzione del ‘meeting di Montecarlo’

Fassone e il suo entourage rischiano tutto, spericolata l’operazione-closing e altrettanto le prime mosse concrete. Giusto così, non era più possibile cazzeggiare, c’è chi lo ha fatto abbastanza. Non stanno inventando nulla, stanno solo operando con coraggio sfrontato provando un gran balzo in avanti, precisamente dagli anni Novanta in cui il Milan era rimasto laccato nella propria gloria fino al rincoglionimento e al decadimento. Un salto da iperspazio con tanto di pallini bianchi e urla di giubilo. Spostare avanti il grande morto del calcio mondiale portandolo all’era corrente, resuscitarlo, vestirlo come si deve e in tempo brevissimo: è roba per folli, e a me questi manager inclusi i silenziosi cinesi paiono sinceramente pazzi a sufficienza. Stanno portando il Diavolo dal suo passato ormai irripetibile ad una modernità dove non sono garantiti successi ma almeno c’è la possibilità di ottenerli, aggiornando quadri e dinamiche. Saltano in avanti apparendo e scomparendo, pigliando per il culo quelli che li denigravano, con presentazioni social, toni easy, parlando lingue comprensibili e mettendo all’angolo Jabba con la sicumera di Luke Skywalker: “Consegnerai Donnarumma a me, puoi trarne profitto o venire distrutto”. Minchia. Il tifoso è tornato ad essere una risorsa, non un 12enne da buggerare, non un peso. Ogni aspetto gestionale era rimasto paralizzato a un ventennio fa per due motivi: lento degrado della leadership e paura del cambiamento, di perdere privilegi e ruoli di comodo. ‘Giannino’ ma anche Grande Vacca da cui mungere lauti stipendi per limitarsi ad annuire o giocare al ‘tecnico’ nella squadra dal grande nome. Casa Milan ora è come Cape Canaveral: un lancio a settimana con astronauti sempre nuovi, che non torneranno indietro. Per provare a mettere la basi del futuro era ciò che ci voleva e senza discussioni. Non c’è alcun bisogno di dialogare con nessuno in una società sprofondata in un tale lungo abisso. Galliani è certamente stato il deus ex machina del declino assoluto ma anche solo il ‘frontman’, mentre tanti comunque hanno partecipato al coro, tenuto il ritmo, hanno giaciuto nell’ombra; è l’ora dell’imbarco, countdown veloce e rotta verso un gran bel posto: via dai coglioni. Via i rifiuti prima del salto; e staremo a vedere quanti riusciranno a riciclarsi.

I tifosi seguono abbagliati il nuovo corso per un altro, fondamentale motivo. La società Milan attraverso una comunicazione furba e aperta, comportamenti coerenti e mosse comprensibili ha rimosso il senso perenne di sospetto che aleggiava, e giustamente. Una nausea sempre più pronunciata ha accompagnato i milanisti negli ultimi anni, a provocarla circa dieci anni di mosse di mercato sempre meno comprensibili, frasi e slogan farlocchi e atteggiamenti in aperto contrasto con lo status di ‘top club’ del Milan; posizione alla fine abdicata in accordo con le scelte sbracate dei gattopardi. Per non parlare della ‘propaganda ufficiale’ affidata a quattro cioccolatai che nemmeno sanno mettere la punteggiatura. Il sospetto è stata l’energia invisibile che ha spinto migliaia di tifosi, fra cui il sottoscritto, a diffidare dei canali ufficiali e ignorare le veline; un carburante che è esploso in un dissenso prettamente rivolto alla malagestio ignobile piuttosto che ai risultati pessimi, peraltro ovvia conseguenza inevitabile poichè botti piene e mogli ubriache raramente si ottengono. Fassone e Mirabelli, protagonisti del Milan ‘cinese’, dopo i primi colpi a ripetizione e i mesi di lavoro, dopo la restaurazione di un’immagine Top per il Milan che riceve in sede e costruisce il futuro negli uffici, hanno acquisito un credito spendibile su piazza e tangibile. Stanno gestendo alla grande lo stesso ambiente più volte rimproverato da Muezzin e semplici idioti vari di non fornire più appoggio a chi aveva creato un sistema di favori e controfavori, raramente pro domo Milan, e che ormai gestiva la società quasi solo per alimentare questo circolo vizioso. Ieri giustamente si rifiutava ogni cosa, oggi Jorge Mendes, il Gran Visir dell’odiatissimo califfato dei procuratori sportivi, può parlare ai tifosi del Milan suscitando reazioni positive. Non tutti siamo improvvisamente saliti sul trespolo, penso invece che liberi dal peso del dubbio si possa finalmente supporre, in attesa del campo, che l’Andrè Silva di turno sia un rinforzo a lungo cercato, o un’occasione, o una proposta buona anche se giunta da un personaggio lievemente chiaccherato; che comunque a mangiare la paella svaccato in spiaggia non andava, forse per timore che si macchiassero i contratti. “Andrè sarà attacanti più forji di Serie A”, dichiarazioni cui potrà pure seguire un video di 5 minuti di gol cannati a 10cm dalla porta, un classico…ma al momento c’è solo luce sul nostro cammino dopo anni di ombre difficilmente spiegabili.

Siamo in fiducia. L’eccesso è dietro l’angolo, ovviamente, ma noi siamo fatti così. Noi milanisti siamo tutti matti, quasi dei drogati e la nostra storia è così: una serie di voli da paura, poi down clamorosi, da fare schifo; poi ancora la botta, e via. “Che stile Jorge Mendes”, “Ah rispetto a Raiola guardate Mendes”…ma che scherziamo???!! Però vi voglio bene. Ho addosso pure io un entusiasmo tangibile e non vedo l’ora inizi la stagione; vi mentirei se non vi dicessi che ho la sana paura di star prendendo una cantonata epica, ma che si cancella ogni volta che dialogo con voi o che ascolto Radio Rossonera dove l’ottimismo bene informato di Pietro e il nostro Pier trascinano i dubbi nel reame del ‘tutto è possibile’. Ci aspettano delle prove, che ci aiuteranno a riscoprire oltre ai facili entusiasmi da campagna acquisti anche i valori che ci hanno strappato: fede, pazienza, dignità. La passione non è mai mancata, se no non saremmo ancora qui e con qualche kilometro di post alle spalle; tuttavia tracimerà a fine luglio quando il Milan affronterà si spera un avversario dignitoso (Rangers, Stella Rossa? Dai!) nel terzo turno dell’ “europeetta”…e troverà lo stadio il più pieno possibile; ne siamo certi e ci saremo. La calma non è nostra virtù innata ma lo è dei forti, e servirà; alzi la mano chi non sogna già trionfi e coppe e ‘rotture di culi’ altrui. Tutte basse, eh? Tenete conto che qualche pareggio lo faremo, magari persino una sconfitta, un’eliminazione; detto che senza la Champions 2018 presumibilmente ‘saluteremo’ Yon-Li, a meno che non trovi un botto di fosfato giù in miniera, comunque tutto può succedere persino l’andar molto male. Ce la faremo a stare sereni, a non finire al solito a battibeccare fra fratelli? Non dimentichiamoci da dove sono partiti e proseguiti i guai. In ultimo dignità, nel conservarci integri di fronte a coloro che non vincono il loro pensiero alla realtà, pronti a rivendere le loro stronzate evergreen da eterni babbei ‘riconoscenti’; ma pure, citando il nostro Max che abbraccio, nel non rinunciare allo spirito critico che ci ha fatto fare tanta strada. Ci sarebbe anche l’umiltà fra i nostri valori, che è innata; ma è così difficile tenersi a freno dopo un decennio di sudiciume che al momento non trovo le parole.
E allora solo FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO.

Larry

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.