Tiriamo le somme

31 maggio 2017 | Di | Rispondi Di più

L’ultimo campionato made in Giannino è terminato ed è quindi l’ora di analizzare qualche dato per poter meglio inquadrare il futuro che ci attende. Sappiamo che questa è stata una stagione anomala con un cambio di proprietà, l’assenza della società uscente ed una sorta di calo di tensione dei giocatori una volta sparita la vecchia dirigenza, come se avessero subodorato l’aria nuova che si respira a Milanello e la loro conseguente cacciata.
Molti hanno attribuito questo calo di punti e di prestazioni alla preparazione atletica del mister che porterebbe ad un calo delle prestazioni in primavera, ma di questo avrò modo di parlare successivamente.

Analizzando i freddi numeri, che non dicono tutto ma ci aiutano a comprendere, si potrebbe dire che nonostante tutto un passettino in avanti sia stato fatto, ma calcolando l’esonero di Mihajlovic a fronte del disastroso Brocchi, i dati potrebbero essere molto più vicini pur non avendone mai la controprova. Il numero di gol realizzati, seppur migliorato di ben il 16% rimane penoso (10° attacco della serie A) specie se confrontato con le dirette concorrenti per l’anno prossimo all’ingresso in champions league.

Da questi numeri dovrebbe apparire chiaro come il ragionamento fatto da Fassone circa l’obiettivo di entrare in champions league non sia minimale, ma realistico, a meno che non si creda di cambiarne venti acquistando 6/7 grandissimi giocatori in una sola sessione.
Sicuramente nella realizzazione delle reti incide anche il mister con i suoi schemi, ma da questo punto di vista, analizzando le stagioni intere disputate da Montella sulle panchine di club, si scopre che, tolto il Catania, la Fiorentina ha sempre totalizzato più di 60 gol (in annate dove si segnava meno) concludendo i campionati con il secondo, quarto e quinto attacco della serie A.
Anche in questo caso sembrerebbe che più degli schemi ad incidere sui risultati sia l’aver a disposizione tantissime pippe inallenabili e proprio per questa ragione, tolti i facili entusiasmi, a meno di un mercato faraonico bisognerà sudare per arrivare quarti. A mio avviso ciò non rappresenterà un’infamia o un’onta per la nuova società, quanto la naturale conseguenza di una scellerata gestione precedente che necessiterebbe dalla cessione in blocco dell’intera rosa ad eccezione di 7/8 elementi, ad essere generosi. Il compito dei nuovi sarà quindi rognoso e complicato perché pensare di lottare subito alla pari con squadre che segnano 30 gol in più di noi, non dico sia utopistico ma sicuramente un bel traguardo.

Altro dato che come detto viene messo sul banco degli imputati per un girone di ritorno imbarazzante (24 punti ma un solo gol in meno rispetto al girone di andata) è la preparazione atletica della squadra di Montella che secondo molti porterebbe le squadre da lui allenate a sciogliersi in primavera e non correre più.
Pur non avendo dati relativi a km percorsi, ecc. mi baserò sui risultati delle squadre da lui allenate.

Montella sbraca nei gironi di ritorno? In rosso sono segnalate le peggiori performance per ogni stagione

Guardando questi pochissimi e parzialissimi dati, mi vien da pensare che le sue squadre non abbiano come caratteristica quella di sciogliersi in primavera e a dire il vero non è mai accaduta una simile debacle di punti. Come stagione sembra vicina a quella 2013/14, ma in quel caso mantenne la posizione raggiunta nel girone di andata e questa è la prima volta che una sua squadra peggiora la classifica nel girone di ritorno.
Avendo visto quasi tutte le partite, a mio giudizio, nel girone di ritorno la squadra non sembrava molto differente da quella del girone di andata dove con un solo gol in più realizzato ed un Paletta in forma strepitosa ha conquistato l’assurdo di 15 punti in più.
I voli pindarici dopo il girone di andata li trovavo esagerati e sfortunatamente le prestazioni della squadra (non dissimili da quelle dell’andata) unite ad una certa dose di sfortuna (quasi assente all’andata) hanno confermato quelle mie tesi.

Un ultimo dato per capire il nostro futuro è la differenza reti. Pensare di arrivare facilmente ai livelli di Napoli e Roma lo trovo errato. Dire di puntare all’ingresso in champions league è non solo giusto ma un vero traguardo e questa tabella ne dà ulteriore riprova, a mio parere, data la distanza tra noi e le prime tre senza dimenticare la Lazio e i cuginastri con una differenza reti quasi doppia rispetto a quella dei rossoneri.
Dobbiamo rimanere coi piedi per terra perché il Milan non parte da buone basi o da una tabula rasa, bensì da un cumulo di macerie enorme da cui possiamo recuperare pochi pezzi buoni mentre il resto andrebbe portato alla discarica. Il problema è che o la disponibilità economica è a tratti infinita oppure qualcos’altro da queste macerie andrà recuperato sperando che il suo utilizzo non pregiudichi le caratteristiche del nuovo edificio. Un grosso in bocca al lupo a Fassone, Mirabelli e Montella sperando che anche i tifosi facciano la loro parte riempiendo San Siro per farlo ruggire come un tempo!

Forza Milan!

Seal

 

 

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.