I terribili problemi del nuovo Milan

31 maggio 2017 | Di | Rispondi Di più

Nuovi nomi ogni giorno sulle pagine dei giornali sportivi. Agenti vanno e vengono da Casa Milan, chi per trattare entrate e chi per favorire uscite. Ogni settimana almeno due pedate nel culo recapitate per direttissima. E’ tornato persino Gattuso. La nuova dirigenza comunica ai tifosi chiaramente e vuole sostegno. Siete fiduciosi? Fate male. Perché i guai, respinti a colpi di retorica e sorrisi, stanno per tornare indietro e forse travolgere questo nuovo ‘Milan’. Vediamo nel dettaglio i grandi problemi che affliggeranno la dirigenza milanista e che la stampa ormai promiscua e asservita ignora (volutamente).

Come faremo a fare mercato?

E’ notizia di ieri che la Sacra Procura Unita indirà un bimestre di proteste a causa delle restrizioni imposte dalla nuova dirigenza milanista. Il duo Fassone-Mirabelli non ha intenzione di elargire fastosi emolumenti per il tesseramento di pippe, sciancati, parametri zero o giocatori senza contratto. “E’ assurdo che per degli svincolati come Ely e Josè Mauri non si paghino una dozzina di milioni di euro di commissioni” ha dichiarato Geggè O’Merdoso, rappresentante dei procuratori famelici. Dai 2 milioni elargiti per il rinnovo di Zapata e Vergara a una normale gestione degli agenti: questo ha indispettito molto alcuni della categoria; ma non solo, si parla anche di un taglio netto a pranzi, cene, banchetti, festini, cocomerate, gite in bici, carbonare, selfie, gozzovigli e grigliate in spiaggia. “Non posso pensare di piazzare un calciatore mezzo morto del campionato moldavo…senza magnare due chili di paella!” ha dichiarato sempre Geggè “Voglio proprio vederlo stò Fassone a farsi prestare giocatori senza la mediazione al risotrante di qualche agente radiato!”. Oltre alla crisi dei procuratori, che colpirà anche i ristoratori, in serio pericolo anche il patrimonio calcistico: dalle riserve del Genoa agli infortunati di mezza Europa è allarme disoccupazione. Anche Marcos Fogna, cugino di Lucas Roggia, rischia di non trovare ingaggio quest’estate.

Kessie, Musacchio; poi forse Rodriguez, magari Morata, o l’impronunciabile Aubameyang. Sarà un Milan esotico, Mirabelli è a caccia continua di Optì Poba e negretti vari, giocatori da savana. Tutti dalla nomea accattivante e poco abituati al calcio italiano, al clima e alla cultura italica, barbari senza Dio, forse cannibali. D’altronde sia lui che il suo vice Mangiarano (nome da selvaggio) guardano partite su partite, di tutti i campionati, fanno i moderni e si illudono di far meglio così rispetto invece a seguire i consigli Preziosi di amici sotto l’ombrellone. E’ seriamente a rischio il progetto Ital-Milan varato da Silvio Berlusconi, la visione di un futuro luminoso e azzurro fatto di giuovani virgulti della Nazione e della Nazionale come tanti degli ultimi acquisti: Ocampos, Sosa, Vangioni, Mati Fernandez, Kuco, Bacca, Mandriano, Boatengteng. Come un neonato ghermito nella culla dal Babau l’Ital-Milan finirà a causa delle facili tentazioni del football straniero. Unanimi le critiche del mondo del calcio nostrano, da Agnelli a Marotta, da Del Piero a Iuliano e Birindelli: “Come può il Milan non proseguire con quell’abort- ehm quel progetto del caz- ehm quel grande disegno dei giuovani italiani…e ogni tanto qualche argentino dal campionato turco?”. “Manca il coraggio” ha dichiarato Tavecchio “Questi vogliono andare in Champions…e quindi comprano i giocatori. Ma non era meglio farsi il segno della Croce e buttare dentro due primavera? Oltre a qualche vecchio parametro zero sciancato”.

Han Li e Yon Li non hanno questa chiarezza comunicativa e questo amore

I cinesi non esistono. O meglio esistono ma non c’è quella sensazione paterna che si aveva con Berlusconi da Arcore, i suoi meeting e le sue indiscrezioni riferite ai congressi del partito o al meeting di Rimini. Chi rassicurerà i tifosi sulla permanenza di Kakà, di Ibra e Thiago? Chi darà preziosi consigli tattici all’allenatore? Dai curriculum di Yonghong Li e Han Li non emerge che abbiano mai vestito la maglia del Milan del 2003 quando erano giovani; non c’è nemmeno un fotomontaggio. Sicuramente non hanno mangiato le pastarelle quando andavano allo stadio da piccoli. Che abbiano o meno i soldi si vedrà, probabilmente riusciranno a fare un mercato importante ma certamente non potranno garantire i ripianamenti pluriennali a fondo perduto per pagare ingaggi a cazzo e commissioni; vorranno risultati, prendendosi rischi: come si permettono? E non c’è nemmeno la campagna elettorale.

Fervevano i lavori, ora solo incertezze

Sul fronte interno la nuova società ha approcciato in modo confusionario: prima ha dichiarato di avere ottime basi, di volere un ampio confronto con tutti i dipendenti e i tecnici; adesso li incapretta a due a due e li spedisce a pedate in culo. E’ in atto il dissipamento di un patrimonio inestimabile di management ed esperienza. Pensate alla mancanza di rispetto avuta verso il Dottor Galliani ed alcuni dei suoi più brillanti sodali, dal direttore sportivo Rocco Mandarino al direttore sportivo in pectore Mino Raiola, per finire col direttore sportivo ad libagionem Tonetti ex proprietario di Giannino che ora non potrà più partecipare ai banchetti luculliani per convincere Ancelotti e trattare Mandzukic; senza concludere una minkia ovviamente, fra un rutto e una macchia di unto. Tutta questa abilità e professionalità andrà perduta, consentitemi di essere melodrammatico, come un peto nel vento. A favore delle nostre concorrenti! Da Rocco Mandarino, ricercato dal Genoa, a Bianchessi, ricercato dal Genoa, per arrivare a Galliani, in trattative per il Genoa mentre coordina il vasto e attivissimo settore immobiliare di Fininvest. Anni di scouting dissipati e un settore giovanile remunerativo e ridente (nel senso: dell’amico Riso) destinati all’incertezza sotto la guida di Mirabelli e del simpatico Gattuso, folkloristico ex chiamato forse per ammansire i tifosi, che magari avrebbero preferito il predestinato Brocchi o chissà il giuovine Antonini, anche in ottica futura. Senza la cohibentazione del Manda si rischia seriamente di non essere più #apostocosì e #ultracompetitivi privando i tifosi delle necessarie sicurezze.

GIANNINO ALLO STATO PURO

Anche i giocatori in uscita, purtroppo, testimoniano un cambio di rotta verso l’ignoto. Alcune delle certezze degli ultimi anni ci stanno salutando. Prendiamo l’esempio di Honda, il numero 10 giapponese già stella del calcio russo e del VVV Venlo (non è un sito porno), liberato con leggerezza dopo anni di professionismo e alimentazione sana; sembra in atto anche un processo di sbolognamento ovvero di cessione al Bologna di varie stelle quali Bertolacci o Poli. Anche Antalya pare destinazione privilegiata delle epurazioni frettolose del nuovo corso; è comunque la terza città di Turchia e l’Antalyaspor Kulubu è un club davvero rampante, alla faccia di chi prevedeva un futuro angolano per molti. Dopo un decimo e un settimo posto è giunto un sesto, il percorso di crescita del gruppo verrà ora troncato; senza Kuco si potrà ancora giocare a calcio? Senza Poli si potrà ancora essere orgogliosi del sudore? Ci sarà qualcuno così sudato?

Problemi pesanti come macigni a gravare su una nuova gestione sempre più distante dal rassicurante Milan berlusconiano, il Milan che tutti immaginano e senza il quale non si può stare.

Larry

Questo pezzo è dedicato a tutti i voltagabbana. Chissà perché nessuno ha più il coraggio di scrivere queste minchiate, che invece sarebbero perfettamente coerenti con quanto letto nell’ultimo decennio…

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.