Europa league, why not?

7 maggio 2017 | Di | Rispondi Di più

i capitani del Giannino tirati a lucido per il campionato angolano

La sfida contro la Roma di questa sera rappresenta l’ennesima tappa di una corsa per il sesto posto a cui nessuno sembra voler partecipare: Milan, inter e fiorentina nelle ultime cinque partite hanno sommato soli 14 punti su un totale di 45. Questo dato certifica una mediocrità delle rose mentale oltre che tecnica, dove molti giocatori non sono in grado di giocare per obiettivi superiori al portare a casa lo stipendio.
In molti sottolineano come l’europa league sia una competizione in grado di prosciugare grandi energie per il campionato, oltre a rovinare la preparazione, ma a mio parere sono problemi relativi. Se da una parte è incontrovertibile che disputare più partite ha ripercussioni sulle prestazioni dei giocatori, dall’altra credo nella necessità di tornare a calcare i campi europei per creare una vera squadra di calcio, soprattutto se la rosa dovesse essere costituita in larga parte da giocatori con scarsa o nulla esperienza europea, per i quali una simile tappa rappresenterebbe uno step importante per la loro crescita ed il nostro futuro.
Giochiamo il giovedì e la domenica abbiamo la partita? La coppa funziona così e non possiamo permetterci di schifarla, a meno che non siamo intimamente convinti di avere per l’anno prossimo una rosa in grado arrivare al quarto posto per il rotto della cuffia.
Ai più questo appare come un problema secondario perché per i tifosi il vero problema è il dover disputare i preliminari, e quindi rovinare la preparazione, ma qui sorge una domanda: noi una preparazione seria la faremmo?
Il Milan in europa league inizierebbe il suo cammino dal terzo preliminare, ossia il 27 luglio, e come ogni anno la squadra si radunerà i primi dello stesso mese. La preparazione ne risenterebbe? Sicuramente, ma quale grande preparazione potrebbero fare i rossoneri dato che giocherebbero tre partite dell’ICC in Cina con club blasonati (quindi vanno evitate figure di palta) tra il 18 e il 24 luglio? Tenendo conto dei giorni d’anticipo con cui partiranno e arriveranno, la preparazione atletica sarebbe comunque “particolare” per usare un eufemismo. Per non procurare reali strascichi sulla preparazione, l’unica possibilità sarebbe quella di schierare in campo tutte le pippe non ancora vendute o invendibili, per poi abbandonarle in albergo con la scusa di uscire a comprare le sigarette. Sarebbe poi cosa buona e giusta far finta di smarrire i capitani del giannino in aeroporto e spedirli come spaventapasseri muniti di zappe in Angola.

“è un punto di riferimento nello spogliatoio, un esempio ai compagni più giovani, l’erede dei grandi del passato, con i quali ha vissuto i trionfi, con i quali ha diviso momenti indimenticabili ,da trasmettere alle nuove generazioni milaniste”

Baresi ha smesso, Maldini anche, Nesta pure…ma di chi starà parlando il fantino visionario? Ignazio Abate!
Questo fa più ridere di Jerry Lewis, Stanlio e Ollio a confronto erano attori drammatici…ma che cavolo dice!?
Punto di riferimento? Esempio per i più giovani? Erede dei grandi del passato? Con i quali ha vissuto trionfi? Ma qui è peggio di Guidecco Angiolanti!
Abate è un punto di riferimento per la gianninizzazione dello spogliatoio, un esempio se non vuoi azzeccare un cross o vuoi farti anticipare in area dall’avversario! E poi…ma quali trionfi ha vissuto coi grandi dello spogliatoio? Lo scudetto e la supercoppa 2011 e poi? Nisba! Certo se parliamo di momenti indimenticabili ne ha vissuti…come tre stagioni consecutive fuori dall’europa e l’essere il talismano di Milito nei derby, in questo è sicuramente un esempio, da non seguire però!
L’unica nota lieta di questa frase senza senso è quella che non viene detta: se vorreimanoncrosso è l’esempio da trasmettere alle nuove generazioni milaniste credo che cuor di ricotta ci lascerà.

“Sarà un mercato importante, tifosi del Milan devono ricompattarsi ed accogliere bene tutti gli acquisti che verranno”

Chi l’avrà mai pronunciata questa frase? L’apollayatollah in persona, il carrista per eccellenza, colui che si inalbera con i milanisti in telecronaca se non professano il suo sacro verbo, lo specialista del salto sul risciò nonché creatore delle fazioni tra tifosi. Colui che li ha volutamente divisi, perché una fetta di milanisti non era degna di essere tale, guarda caso adesso chiede ai tifosi di ricompattarsi. Che faccia che bisogna avere…
Siccome il livore e l’accusa del tifoso sono una sua specialità son bastate poche ore per farlo tornare in modalità muezzin e nel solito vomitoriale ha accusato nuovamente in tifosi. Non ce la fa proprio, il suo nemico è il tifoso milanista.
I tifosi si ricompatteranno senza dubbio, ma per l’amore di quei colori e non per il falso appello di chi vuol farsi bello agli occhi dei nuovi. I tifosi poi giudicheranno le scelte, come è giusto che sia, ben sapendo che il carico di macerie da smaltire dovute al pennuto cravattato, difeso fino a ieri dall’apollayatollah (ringrazio l’utente che ha inventato questo soprannome), è enorme.  Spero vivamente che chi si occupa della comunicazione rossonera faccia far le valigie a simili personaggi buoni solo a spargere veleno essendo da sempre incapaci nella dote in cui dovrebbero eccellere: l’ascolto del tifoso.

Seal

 

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.