1899. un numero, una fede

4 maggio 2017 | Di | Rispondi Di più

1899
Un numero, la nostra identità

Tre, sette, tredici, diciassette …
Numeri primi, numeri magici. Spesso citati per i loro significati cabalistici, chi pensa portino fortuna, chi li guarda con sospetto, chi non si esprime ma ne percepisce la magia.
Per i rossoneri, quelli per cui il Milan è il Milan e non il Milan di questo o di quell’altro, di quel presidente o di quel giocatore, c’è un altro numero magico; 1899…. Il solo.
L’anno di fondazione del Milan, per noi un numero carico di significati. Da un punto di vista puramente matematico è un multiplo di tre, il numero perfetto per antonomasia, che di per sé lo fa rientrare a pieno titolo e non per caso, nell’ambito del divino.

L’ultimo anno di un secolo lontano, che porta in se antichi valori tuttora però attuali per chi vive questa passione con anima e cuore. Un numero che parla di un tempo in cui lo sport era ancora sport e non spettacolo (o peggio ancora business) dove ci si confrontava sul campo menandosi come fabbri ma con il rispetto che si deve ai pari, dove la vittoria si viveva con intima soddisfazione ed onorando l’avversario che sul campo si era battuto con orgoglio. Dove la sconfitta veniva accettata riconoscendo il valore dell’avversario ed era solo lo stimolo a migliorare e migliorarsi senza sentimenti di rivalsa o, peggio ancora, vendetta.
Un tempo in cui chi giocava lo faceva per il puro piacere di farlo, dove non c’erano stipendi milionari, procuratori famelici, pastine e pastette, scommesse, tangenti, ruberie, imperatori del mercato, parametri zero, partite comprate e vendute e … aggiungeteci pure tutto quanto vi viene in mente…
Un tempo in cui ci si trovava nei caffè dove signori con baffoni impomatati, davanti ad un bicchierino di cordiale, solevano disquisire di politica, di arte e letteratura, della moda del tempo. Ma anche di sport e di calcio, di sfide epiche giocate sotto la pioggia, la neve o il sole cocente. Sfide la cui eco rimaneva confinata al ristretto circolo degli adepti in un tempo in cui non c’erano tv e social network. Sfide giocate per il gusto della sfida stessa, per sentirsi uniti come soldati su un campo di battaglia, per giocare ad una guerra incruenta che esorcizzava le paure di un epoca turbolenta e le difficoltà della vita, per sentirsi vivi, per sentirsi uomini.
Un tempo in cui si poteva dire di essere come diavoli perché i diavoli erano simpatici satanassi che la paura volevano incuterla solo su un campo di calcio dove rosso e nero erano solo i colori di un magico stato d’animo ed ai quali non si associavano sentimenti politici di sorta, quando il politically correct era un concetto sconosciuto perché il calcio era solo il calcio e ad esso non venivano associati significati reconditi. Un tempo in cui il calcio non era usato per altri scopi, non era un mezzo per nessuno ma un fine.

1899, un anno storico. Un anno in cui un signore inglese (e non è un caso) dona alla Milano mitteleuropea di quel tempo, dove ha trovato la propria dimensione, la sua prima squadra di calcio. L’unica di questa grande città, perché le altre sono volgari imitazioni, quella che paradossalmente nei tempi a venire saprà insegnare a coloro che il calcio l’avevano inventato, ed al mondo intero, il suo vero e profondo significato portando questo gioco al suo stato dell’arte.
1899 dunque, un numero impresso in ognuno di noi, un numero antico ma sempre attuale. 1899, il nostro numero.

Detto adesso in questi momenti durissimi dove l’umiliazione e lo scoramento la fanno da padrone nell’animo dei rossoneri, sembra quasi una provocazione. La scritta pare sbiadita ma non lo è. Questo numero ha, e sempre avrà, un significato speciale. Questo numero ci riserverà delle sorprese e tornerà a splendere ed a fare parlare di sé.
1899,  ricordatelo perché sarà un numero per molti ma non per tutti e …

Al momento ci fermiamo qui ma ne risentirete parlare.
Tanto.
Presto.

Forza milan
Forza milannight

Categoria: Comunicazione, Giornalisti, Mondo Milan

Sull'autore ()

Community rossonera, da sempre in prima linea contro l'AC Giannino 1986. Sempre all'attacco. Un sito di curvaioli (La Repubblica). Un buco nero del web (Mauro Suma)