Tra derby e futuro

12 aprile 2017 | Di | Rispondi Di più

Ce ne vorrà prima di tornare così

Finalmente dopo 30 partite è arrivata una vittoria netta sia nel risultato che nel suo svolgimento, un match in cui l’unica cosa rimasta in discussione fino all’ultimo minuto è stata il numero di gol al passivo per gli uomini di Lopez. Strano ma vero, per una volta i tifosi non hanno sofferto le canoniche sette camicie per il solito striminzito gol di vantaggio sugli avversari, ma si sono divertiti passando finalmente una domenica serena in cui il sorriso per le numerose palle gol non ha mai lasciato spazio al minimo dubbio su un andamento diverso del match, nemmeno nel primo quarto d’ora del secondo tempo in cui i rosanero hanno provato a far presenza.
Ad agevolare tutto ciò c’era sicuramente un avversario imbarazzante, figlio di un campionato a 20 squadre dal livello tecnico assai mediocre in cui squadre come Empoli, Genoa e non solo si sentivano già salve a gennaio data la pochezza di chi stava loro dietro in classifica. Spiace dirlo, ma per il bene della serie A dovrebbero retrocedere tutte le ultime cinque.
Dal punto di vista tecnico la partita ha davvero poco da raccontare perché la differenza di voglia, ancor prima che tecnica, era davvero troppa tanto da poter permettere al Milan di concludere il match anche con 7/8 gol all’attivo senza mai premere realmente sull’acceleratore.

Per incontrare l’ultima vittoria con 4 gol di scarto dobbiamo risalire a quasi 4 anni fa con la vittoriosa trasferta sul Pescara per 0-4 e questo dato è l’indice di come abbiano ridotto il Milan: ci sono voluti ben 4 anni per servire nuovamente un risultato del genere ad un club retrocesso da mesi, in un campionato il cui livello tecnico è il più basso che io ricordi da quando ho memoria. Questo è il prodotto della gestione illuminata del nostro AD e di colui che porta il Milan nel cuore ed ancora ci sono file di webeti pronti a stracciarsi le vesti se i due dovessero mollare il colpo. Non ho parole.

Il Milan targato Montella a 7 giornate dal termine ha totalizzato gli stessi punti di tutto lo scorso campionato, ma ciò che appare più importante è il fatto che i rossoneri ogni qualvolta sembravano sul punto di precipitare in classifica, abbandonando ogni velleità di lotta per un posto uefa, hanno sempre risposto presente pur con tutti i loro limiti. L’anno passato eravamo nella stessa posizione in classifica, ma ad essere onesti non c’era una sola possibilità di raggiungere chi stava sopra di noi, mentre in questo campionato gli uomini di Montella cercano di rimanere aggrappati come possono ad un trenino verso l’europa che viaggia comunque spedito, viste le rare battute di arresto delle pretendenti a tali piazzamenti.
Tralasciando i limiti dell’aeroplanino, che ormai conosciamo a menadito, bisogna dargli atto di aver toccato le corde giuste ogni qualvolta la situazione si faceva complicata.

A dare una mano al mister dando linfa ad una manovra spesso assopita ci ha pensato lo spagnolo tascabile, quel Suso capace non solo di giocate a ripetizione ma di portarsi sulle spalle l’intera squadra. L’andaluso ha tutte le carte per diventare uno dei leader del Milan che speriamo verrà. Questo giocatore sembra non soffrire la pressione: quando i compagni arrancano lui alza l’asticella della sua prestazione facendo impazzire chi se lo trova sulla fascia. Un giocatore del genere, cresciuto esponenzialmente dalla cura Gasperini in poi, deve essere rinnovato all’istante senza nemmeno pensarci perché deve essere il nostro futuro senza se e senza ma. Suso rappresenta insieme a Donnarumma il punto fermo di una società che si vuol rilanciare: sono giovani (41 anni in due), forti e si caricano la squadra sulle spalle nei momenti di maggior difficoltà. Il Milan del futuro deve essere loro.

Chi quasi sicuramente ci lascerà è il catalano Deulofeu perché, nonostante la pletora di giornalisti al seguito del Condor non se ne sia accorta, abbiamo valorizzato un giocatore dell’Everton (non del Milan) per cui esiste già un diritto di riscatto prefissato a favore del Barcellona.
So già che questo giocatore mi mancherà perché anche lui come il suo connazionale può crescere ancora, specie se avrà la possibilità di accentrarsi di più rispetto allo stare completamente defilato; in tal senso non è un caso che i suoi due gol, di pregevole fattura, siano venuti accentrandosi da sinistra al limite dell’area.
Dicono che al suo posto potrebbe arrivare Keita, giocatore per cui non impazzisco, ma la bottega di Lotito è cara per cui chissà che non virino su altri obiettivi.

Sabato all’ora di pranzo potrebbe aver luogo il primo derby in salsa cinese (fate tutti gli scongiuri del caso) con la tanto attesa dipartita del Condor e dell’animalista per caso (fate ancora più scongiuri), un derby che finalmente dovrebbe rappresentare un nuovo inizio dopo anni di tremenda agonia mascherata da semplice raffreddore da una stampa serva fino al midollo.
La nuova proprietà (continuate gli scongiuri) si troverà di fronte una situazione di certo non facile, dove le entrate sono in drastico calo, gli sponsor non rinnovano (vedi audi) e la rosa necessita di un radicale cambiamento, perché tolti alcuni elementi il resto della rosa è da buttare senza un solo tentennamento. Chiunque verrà, sia che abbia soldi a secchiate, sia che non ne abbia, commetterà sicuramente errori perché quando ti ritrovi una delta integrale completamente da rimettere in sesto il rischio di vedere passare molto tempo prima di sentirla ruggire di nuovo è estremamente elevato.

Seal

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

Sull'autore ()

Il mio primo sbiadito ricordo è Baresi che entra in scivolata e l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.