Berlusconi out

24 marzo 2017 | Di | Rispondi Di più

povero silvio…

La sagra del ridicolo a cui ci sta esponendo questa società sembra non aver fine, eppure esistono ancora ampie schiere di beoti che credono in un futuro radioso con questo presidente o lo sterminatore di barbagianni. Parliamo di idioti da rinchiudere, parassiti del casciavitismo, coprofaghi senza ritegno che insudiciano il nome del Milan ogni volta che lo nominano sparando le solite quattro frasi ripetute a pappagallo.
Forbes, cercando di venire incontro ai cretini che popolano web, tv e bar ha stilato una classificuccia in cui B risulta essere uno dei presidenti più ricchi nel mondo dello sport con circa 7 miliardi di patrimonio. Chi è dotato di qualche neurone, giusto un paio non di più, già sapeva che Berlusconi non è esattamente un barbone eppure per molti rimane il “povero Silvio” quello a cui si deve riconoscenza eterna anche se ci radesse al suolo la casa perché gli par brutta. Questo personaggio, insieme al suo prono scudiero, ci prende per i fondelli da tempo e tutti i cretini gli van dietro piangendo perchè “Silvio non può spendere”, “Silvio ha a cuore il Milan” ed altre puttanate.
Ha a cuore il Milan? Ma sparatevi. Stiamo parlando di un presidente di una squadra di calcio che non va mai allo stadio se non per far vedere il suo candidato sindaco durante un derby, un personaggio che cita il Milan nelle interviste quando si avvicina qualche tornata elettorale, un essere che parlando in tv del Milan piange miseria manco fosse il proprietario della Canistracci oil! Basta catswo, non se ne può più di lui e tutta quella marmaglia di servi, ruffiani, filibustieri e incapaci che infesta milanello. Questo è ricco sfondato e viene a piangere miseria, ma il senso del pudore dove sta?

Lui e il suo sodale cianciano di petroldollari da anni e poi scopri che l’unico  di questi ad aver vinto una champions è abramovich e quest’anno nessuno dei club coi petroldollari figura nelle migliori otto della coppa dalle grandi orecchie, dove invece stazionano stabilmente club caratterizzati da “azionariato popolare” capaci di vincere le ultime quattro coppe.
Di cosa stracavolo blatera allora? Ci dicesse una volta per tutte che del Milan non gliene fotte niente ma gli piace fare il padrone così anche quei quattro cretini che vedono le fate quando scrivono, o si eccitano appena sentono parlare lui o il condor, la smettono di fracassarci i santissimi ogni volta che questi due anziani proferiscono parola.

Non fu proprio il presidente a dire che i veri proprietari del club sono i tifosi? E allora che sparisca! Ormai San Siro è un deserto, una valle di lacrime, ma probabilmente non se n’è mai accorto dato che non guarderà nemmeno le partite in tivù e l’unica cosa che gli interessa è fare lo show quando la curva lo celebra. “Eh ma per lui è una questione di cuore” e poi insieme al suo vorace compare allestisce squadre con la logica del tirare a campare, perché basta guardarle per capire che non gliene frega una mazza. Solo un cretino allestirebbe una squadra di calcio con un giapponese per vendere magliette (e qui devi essere almeno cretino al cubo) e due attaccanti su quattro (!) in prestito secco, di cui uno è il più forte che abbiamo!
Al presidente dei nostri colori non gliene frega niente, anzi se riesce vende Bacca e fa un attacco da serie B Lapadula, Niang (fenomeno anche in premier, 1 gol in 503 minuti) e uno in prestito. Ma ci rendiamo conto che per completare numericamente il centrocampo abbiamo preso pasalic e mati in prestito secco? Cos’hanno costruito coi prestiti? Niente come al solito! Questi ci pigliano per i fondelli coi petroldollari, ma la realtà è che ad uno frega niente del Milan, e potendo lo porterebbe in tribunale sezione fallimentare, e l’altro magna e si vanta, si pavoneggia se entriamo in europa league per il rotto della cuffia. Ovviamente tutti i beoti ad applaudire mentre gli infilano il suppostone.
Parliamoci chiaro, le uniche squadre che costruiscono le proprie rose su prestiti secchi e giovani della primavera, sperando poi di azzeccare un paio di acquisti, sono le succursali dei grandi club. Questo siamo e per questo dobbiamo ringraziare l’infallibile presidente e il suo sodale depauperatore di capitali. Poi arriva il gran visir di tutti i lobotomizzati a dire che ai tifosi del Milan piacerebbe se un uccellaccio del malaugurio rilevasse il Milan…si certo piacerebbe a te, al tuo iban, ai tuoi compagni di merenda e a tutti quei talebani incapaci di vedere il disastro provocato in soli dieci anni. Rendiamoci conto che stiamo parlando di due personaggi di cui il primo parla di milan giuovane e italiano e l’altro prende mati, vangioni, pasalic, gomez, deulofeu, ocampos e lapadula. Ma basta!

Presidente, dirigenti e tutti i loro accoliti se ne devono andare e alla svelta, perché prima se ne vanno e prima si risale, e non perché chi un giorno arriverà farà bene, ma semplicemente perché con gente di questa risma non si va da nessuna parte, questi personaggi il milan lo terrebbero sedato fino all’ultimo dei loro giorni facendo impazzire un popolo intero, roba da aguzzini. Per lui il tifoso è il vero proprietario del club e il Milan un pezzo di cuore? E allora lo vendesse a una cifra ragionevole e, magari, a chi dimostra di amarlo, ma in realtà gli interessano i soldi, il potere e forse ancor di più tenere sotto scacco un popolo intero come un vero despota.

C’è poi chi fantastica sullo scorporo del Milan da fininvest con B che tornerebbe a spendere.  Ma fatemi il piacere. Questo personaggio si tiene un AD che procura voragini spaventose pur avendo a disposizione 300 mln l’anno da gestire e c’è ancora qualcuno capace di credere ad un B che cambia registro a 80 anni suonati? Ce ne vuole di fantasia. La verità è che coi passivi causati dall’imperatore (se le stime saranno confermate sarebbero 250 mln in 3 anni ossia il 50% del valore a cui si vuol vendere il Milan) l’unica cosa che farebbe chi dice di avere il Milan nel cuore è dare mandato per vendere tutto il vendibile e fare una squadra di giuovani e italiani, ossia primavera, capitan ricotta, quattro scamorze e lato destro della classifica. Ecco perché oggi più che mai Berlusconi e tutta la sua combriccola devono sparire e se dovessimo cadere chissenefrega, ci rialzeremo come abbiamo sempre fatto, perché il Milan siamo noi.

Seal

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.