Perdere (la faccia) con una vittoria, vincere con una sconfitta

14 marzo 2017 | Di | Rispondi Di più

Per me, capitano subito

Premesse d’obbligo – Partiamo con la premessa “anti-rompicazzo”. Venerdì sera al posacenere stadium (una squadra di livello europeo non può giocare in una bacinella per il bucato, stop) la squadra in bianconero (non li chiamerò più per nome, ma solo con indicazioni generiche) ha meritato di vincere. La differenza tra le due rose è abissale e la partita ha seguito il piano inclinato scritto da questa frase. Millemila tiri a uno nel primo tempo, poco meglio nel secondo. Bene, andiamo oltre.
Premessa “storica”. Quando ho iniziato a scrivere per questo meraviglioso blog Gianclint mi ha onorato di una presentazione scrivendo la definizione che aveva dato di me quando commentavo i suoi pezzi: quello che passa dopo di me e devasta le macerie che ho lasciato in piedi. L’ho sempre considerato un onore ed oggi proverò a tener fede alla definizione facendo tabula rasa dopo il meraviglioso sermone di ieri ed il sabato di fuoco di milannight cominciato con le pagelle di Max è finito con il vetriolo di Chiara. I miei complimenti.

Danni ingenti – Uno dei vantaggi della nostra epoca consiste nella fruibilità dell’informazione che non è più privilegio di pochi ma patrimonio per le masse. Non vi trascinerò in una discussione (che però sarebbe interessante) sulla necessità di saperla leggere e comprendere questa benedetta informazione, mi limito a constatare che grazie a twitter posso fare una rassegna stampa personalizzata. Apro un articolo del Corriere della Sera che mi fornisce una descrizione del post partita di “quelli lá” – Milan. Ve la ripropongo in ordine cronologico inverso. Secondo la giornalista: “Quello che è successo nello spogliatoio invece è emerso solo sabato mattina, quando da fonti vicine alla Juve (che non ha sporto denuncia) si è cominciato a parlare di «danni ingenti» causati dalla furia dei giocatori del Milan.” Un capolavoro. In tanti anni che seguo lo sport in generale mai mi era capitato di avere un simile moto di repulsione. Nemmeno davanti ad una tarantola, maledizione…

Esegesi del testo – Il pizzino merita una analisi accurata, è roba da scassare tutto a calci. Secondo la ricostruzione sabato mattina (leggasi: a mente fredda dopo averci pensato bene) “fonti vicine” alla squadra di Torino (leggasi: la stessa società) trapelano voci bla, bla, bla. Dopo avere perpetrato il terzo clamoroso furto in meno di un mese tra le mura amiche e raccolto un’ondata di sdegno unanime da Palermo ad Aosta questi signori si svegliano e, a mente fredda, fanno le spie e vanno a raccontare in giro quanto successo nello spogliatoio degli ospiti nella loro stadio bonsai. Vergogna! Chissà cosa succede nei sancta sanctorum di tutta Italia! Non avevamo dubbi che avreste fatto gli spioni (manco una nota ufficiale, codardi)! Disgusto doppio se pensiamo che la loro “tradizione” racconta di spogliatoi nei quali rinchiudevano gli arbitri. Disgusto triplo se pensiamo che nel 2010 dopo una partita con l’Inter avete disfatto voi gli spogliatoi degli ospiti a San Siro. Per la cronaca tre dei giocatori di quella rosa sono ancora tesserati per questa versione dei diversamente dritti di schiena.

Chiamate il perito dell’assicurazione – Lo scempio procede. “Mentre Montella chiedeva scusa alle telecamere nel tentativo di stemperare i toni, i suoi si sfogavano staccando due pannelli che riproducevano scudetti di polistirolo e un paio di Champions League in cartongesso, rompendo uno sgabello e forse qualche luce. sembra sia stata lasciata anche una scritta ricordo sui muri, difficilmente affettuosa”. Addirittura! Tutto insieme! I danni ingenti sarebbero: uno (1) sgabello per euro 65, qualche (qualche) luce per euro 100 (a forfait), una (1) imbiancatura delle pareti dello spogliatoio per euro 300 (a corpo),  due (2) scudetti di polistirolo per euro 30 cadauno, due (2) Champions in cartongesso per euro 200. E sono stato largo perchè il mio falegname le fa più belle per 50 (cit.). Totale 725 euro. Il bilancio del Milan è una tragedia ma sono ragionevolmente certo che i soldi da rendere ai “carcerati” per la riparazione degli ingenti danni li troviamo. Magari a rate con lo stesso metodo dei cinesi per il closing, ma li troviamo.

Non è proprio liscia, non è così liscia (cit) – Strana la vita, è la terza volta che tiro in mezzo l’Inter o i suoi tifosi. Si vede che i cleptomani al gianduia mi hanno fatto incazzare così tanto che vanno bene anche i cugini… Proseguiamo. Non è così liscia perchè del misfatto mancano le foto. Fino ad oggi si è detto di tutto ma beccami gallina! se uno dei borseggiatori piemontesi si è premurato di fare delle fotografie. Niente. Benchè ripetutamente sollecitati non hanno prodotto alcuna prova. Quando il mio coinquilino del piano superiore questa estate mi ha allagato la casa l’amministratore mi ha consigliato di fare più foto di quelle che ho fatto alle mie figlie da piccole. Questi invece, niente. Attendo con curiosità di vedere la foto piagnona del loro spogliatoio con la scritta “Juve merda”…
Poi viene fuori che i due scudetti distrutti sarebbero quelli che la FIGC ha tolto alla banda Moggi dopo averla spedita in Serie B ad espiare le proprie colpe. Sentenza che questi soggetti contestano e sfruttano facendo merchandising con i due scudetti fantasma. Perchè rompere le balle dicendo che abbiamo danneggiato due scudetti che non sono loro? E’ come se io sostenessi di avere ucciso Batman; nella migliore delle ipotesi mi danno del coglione, nella peggiore commetto un reato che si chiama “autocalunnia”. Per la cronaca, mi becco da uno a tre anni di reclusione.
Come se non bastasse qualcuno, pare tra i dirigenti del Milan, ha fatto notare che non esiste uno stadio sul pianeta nel quale si ostentano i propri trofei nello spogliatoio degli ospiti. Per una nuova definizione di “cafone” bisognerebbe fare una foto allo spogliatoio dei sabaudi e pubblicarlo sui principali dizionari italiani.

Fu vera sconfitta? – L’ira dei rossoneri nello spogliatoio segue di poco quella in campo successiva all’assurdo rigore concesso per il non fallo di mano di De Sciglio. Lo sapete, io non sono mai stato tenero con il Giannino ed i suoi esponenti. Anche venerdì scorso la squadra si è fatta prendere a schiaffi dai malati di cifosi. Attenuanti ce ne sono a bizzeffe ma mi rimane sempre quella sensazione di indolenza che provo sempre quando guardo il Milan. Ho costantemente la sensazione che questa squadra faccia qualcosa solo se gli si da una motivazione. Questa volta la reazione i giocatori non l’hanno avuta con il pallone tra i piedi, ad avere avuto un sussulto è stato il loro orgoglio e, forse, il loro amor proprio rossonero. Lo dico con la paura di essere smentito per l’ennesima volta ma questa sconfitta sembra avere creato un’identità nuova nei giocatori del Milan. L’egoista Bacca, quello che fa la sceneggiata ad ogni sostituzione, perde le staffe e viene portato via a viva forza. I ragazzi entrano negli spogliatoi e sfogano la loro rabbia in modo clamoroso. E poi, gioia per il mio cuore, ecco il nostro ultimo simbolo, il nostro vero capitano che bacia la maglia e da delle merde ai tifosi della squadra dove la stampa serva vorrebbe spingerlo.

Richiesta ufficiale – Sto facendo l’elogio della rissa, del teppismo e dell’insulto agli avversari? No. però constato che intorno alle foto di Gigio ed alla reazione della squadra nello spogliatoio dei prepotenti il tifo rossonero si sta, finalmente, coagulando. Se deve essere questo l’episodio che da inizio alla ricostruzione del tifo e dell’identità dei milanisti allora che sia! La condanna dei rossoneri è stata praticamente unanime con la sola, notevole, eccezione di un ex telecronista della vecchia ladrona (quindi di nessuno…). Approfitto di questo spazio per chiedere ufficialmente la squalifica di Bacca e di Donnarumma perchè non si possa dire che noi da questo sistema non vogliamo favori. E perchè le parole del nostro vero capitano non passino in secondo piano ma assumano i crismi dell’ufficialità a futura memoria sua, del suo agente e dei tifosi della squadra con la gobba.
E, soprattutto, impresse a fuoco nei cuori di un popolo per troppe volte bistrattato negli ultimi anni.

Pier

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Categoria: Giocatori, Mondo Milan, Squadra

Sull'autore ()

La prima volta che sono entrato a San Siro il Milan vinceva il suo decimo scudetto. Ai miei occhi di bambino con la mano nella mano di suo nonno quello era il paradiso. Migliaia di persone in delirio, i colori accesi di una maglia meravigliosa e di un campo verde come gli smeraldi. I miei occhi sulla curva e quello striscione "Fossa dei leoni" che diceva al mondo come noi eravamo diversi dagli altri, leoni in un mondo di pecore. Da allora ogni volta, fosse allo stadio, con la radiolina incollata all'orecchio o davanti alla televisione la magia è stata sempre la stessa.