Avete rotto

1 marzo 2017 | Di | Rispondi Di più

Lo dico subito, nella prima parte ho cercato di distaccarmi da tutto il casino successo ieri, da quella telenovela di pessimo gusto denominata closing che rappresenta senza ombra di dubbio una delle pagine più avvilenti ed imbarazzanti della storia dell’A.C. Milan 1899. Scrivere in questi momenti non è affatto semplice perchè la testa dei tifosi è altrove, ma valeva la pena provarci.

Gigio – Se elimino le mille illazioni, scoop ecc. sul closing, la mia mente torna alla gara con il Sassuolo. Cercare di parlare di quella partita da un punto di vista tecnico è un po’ come parlare di pizza ad un americano, non serve a niente. Una gara francamente brutta in cui, al di là degli episodi, ha vinto la squadra meno peggio come dimostra la prestazione da guanti quasi immacolati di Donnarumma che, nonostante sia stato scarsamente impegnato, rimane a mio giudizio una delle poche note liete di questo match.
La sicurezza con cui gioca questo ragazzo di 18 anni è disarmante e me la trasmette in ogni suo gesto; che siano uscite sulle palle alte, dall’area andando incontro ad un attaccante lanciato in contropiede, tuffi o rigori, ho come la sensazione che possa fare il miracolo, che possa salvarci, insomma di essere in mano sicure. Questo stato d’animo, a tratti sciocco oserei dire, mi mancava dai tempi in cui Dida fermava pure le cannonate, in quel periodo di stato di grazia annoverabile nei grandi misteri dell’umanità.

Deulofeu – L’altro giocatore che mi ha fatto una buona impressione é stato Deulofeu capace di abbinare ad un piede destro sopra la media una volontà di sacrificio non indifferente in fase di copertura, cosa tra l’altro dovuta visto che l’uomo venuto da Vangio non si è ancora abituato alla gravità terrestre e ventimilionacci trotterella cercando quadrifogli in campo invece di coprire. Messo così largo a sinistra a mio parere è un po’ sprecato perchè giocando con un piede solo per lui sarebbe molto più utile convergere verso il centro, potendo così sfruttare maggiormente le sue qualità (vedasi il gol contro la viola), ma in fondo questo giocatore è in prestito e allo stato attuale non vantiamo alcun diritto su di lui.
A sentire la stampa servatica però questo calciatore era seguito dalla nostra dirigenza fin da quando era in fasce: pare che il condor abbia seguito lo svezzamento, i suoi progressi col girello e leggenda narra (ma pare sia tutto vero, documentato e secretato) che varcasse il cancelletto della scuola materna mettendo sempre davanti il piede destro, fu lì che l’imperatore ne intuì doti e potenzialità. Che tempi, che ricordi! Non parliamo poi del piccolo rapace Allocco Maisupino che lo portava a scuola in macchina fin dalle elementari e poi gli comprò il booster ammirando le sue mirabolanti pieghe sempre e solo a destra producendo poi ciclostilati del peso stimato di 48,2 tonnellate sui suoi progressi. La sfiga ha voluto che l’anno in cui Deulofeu è stato messo in vendita ed acquistato dal potentissimo Everton, per la fantasmagorica cifra di 6 mln di euro, il Giannino fosse già concentrato sull’acquisto di un giovane che avrebbe riscritto il concetto stesso di top young: Commissionely. Dopo aver fatto la primavera nel Milan ed essere andato ad Avellino in serie B é ritornato a Milano a parametro zero con una modestissima commissione di 8 milioni di euro. Affarone vero e chi se ne fotte se deulofeu costava 6 mln, lo seguivano da quando ha mangiato la prima pappetta e su di lui c’era un report cartaceo per cui era necessario noleggiare un bilico; vuoi mettere un ex primavera che conosci a memoria e ha giocato in serie B con un giocatore della cantera del Barcellona, campione europeo under 19 nel 2011 e 2012 nonché capitano della nazionale under 21 di cui è primatista di reti e presenze? Ma cavoli si capisce subito che quello su cui puntare è il primo! Questo si che è scouting, pagare una commissione stellare per un giocatore dato in prestito all’Alaves per disperazione è il marchio di fabbrica della nostra rete di osservatori e il buon Allocco Maisupino aveva avvisato il rapace delle Ande che Commissionely l’italiano lo sapeva mentre il catalano avrebbe avuto problemi di ambientamento da Giannino, magari non avrebbe gradito le pietanze o non avrebbe compreso il menù.

Closing – Ormai ci siamo, mancano poco più di 48 ore al fatidico 3 marzo, il giorno che a tutti gli effetti dovrebbe sancire la fine dell’era Berlusconi in primis e della sua metastasi giannina in secundis. Mai mi sono soffermato sulle vicende del closing perché non mi appassionano e rappresentano puro e semplice click-baiting per gente che del giornalista ha solo il cartellino, ma qualche parolina voglio dirla: avete rotto il cazzo.
Fate schifo all’ennesima potenza, neanche un mentecatto tira su un casino del genere che va avanti da non so quanto tempo. Incapaci di gestire una grande società, incapaci di comprare campioni o giovani prospetti, incapaci di scoprire giovani, incapaci di vendere calciatori, incapaci di comunicare in maniera degna con i propri tifosi, incapaci di trovare un acquirente serio, incapaci di intavolare una trattativa normalmente ed incapaci di gestirla.
Ma a voi i tifosi stanno sulle balle??? Minimo tifate per un altro club calcistico e ci sabotate da dentro e questa è l’ipotesi migliore che mi possa venire in mente. Tenete talmente tanto al Milan da pensare solo ad incassare botte da 100 mln, altro che lasciarlo in mani sicure. Avete perso il senso della dignità da troppo tempo nascondendovi spesso dietro silenzi imbarazzanti (e ieri ne è la riprova), dovreste nascondervi dalla vergogna ma un simile sentimento non sapete nemmeno cosa sia e per questo sabato vorrei vedere uno stadio stracolmo perché comunque vada bisognerebbe sotterrarvi di fischi (e sono buono) facendovi fare la più grande figura di palta che mai possiate immaginare.

Fate Schifo.

Seal

Tags: , , ,

Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.