Jamm’ bell!

11 gennaio 2017 | Di | Rispondi Di più

Deliri in libertà sul momento del Milan, che continua il suo passo tranquillo di alta classifica.

Qualità della rosa – Montella ha affrontato il problema principale nell’unico modo possibile: eliminando gli anelli deboli. In pratica ha tolto gli scarsi. Voi penserete: minchia, capirai. Non è così scontato, perché ad esempio un allenatore non pirla come Mihajlovic ha concesso l’anno scorso la ribalta a Honda, Poli, Zapata e Luiz Mandriano; che se li leggi al contrario a mezzanotte compare Satana. Avrà avuto i suoi motivi. Montella non solo li ha esclusi dai titolari, si è spinto oltre eliminandoli anche dal gruppo delle riserve. Li fa vedere ogni tanto, 2-3 minuti giusto per tranquillizzarne le famiglie. Finora numeri alla mano ci sono 11 titolari, 2 riserve (Pasalic e Lapadula), 2 ‘papabili’ finora infortunati (Bertolacci e Antonelli), 1 caduto (Montolivo), 1 male necessario (Gustavo Gomez); fanno 15 giocatori, una supposta e una lapide. Tutto il resto è scarto. Questo approccio ha il suo rovescio, la quantità: non siamo #numericamentecompetitivi. Ma che cazzo ce ne frega. Uno shuttle non può andare nello spazio se tutti i suoi elementi non sono predisposti per farlo; se ad esempio le guarnizioni di isolamento (O-Ring) sono scarse il veicolo, per quanto funzionante, esploderà dopo il decollo. Montella ha lavorato quasi esclusivamente sui fattori limitanti, i punti deboli: ecco perché siamo nello spazio. Scongiurata l’esplosione in atmosfera resta comunque un po’ di caghetta per il resto della missione. Ma vista l’Inter, che sembra la massa dei rottami della Mir, c’è da stare sereni.

Qualità in campo – La squadra ha un’identità e dei principi di gioco costanti. In questo sistema definito si muove organicamente attraverso giocate codificate, a volte ricercando soluzioni ancora troppo individuali ma tenendo il campo con solidità. Siccome questa frase è davvero troppo seria semplifico: i ragazzi giocano a calcio e persino il tifosotto capisce cosa cazzo stanno facendo. D’altronde quando non si afferra bene che cavolo stanno combinando quegli 11 in campo…è probabile o che siano dei geni o che non ci stiano arrivando nemmeno loro. Oggi a parte Niang di geni non ce ne sono: siamo una squadra. Un traguardo ottenuto puntando su un modulo solo, un impianto tattico che a inizio stagione veniva commentato mediamente così: nonpossiamogiocarecolquattrottrettrè. Beh si può giocare col 433; si può anche udite udite giocare senza il regista della minkia, senza che nessuno si sacrifichi o si adatti, e senza fenomeni da baraccone, falsi nueve et similia. La costruzione bassa affidata alla coppia Paletta-Romagnoli finora strabatte il macchinoso giramento di palle di Montolivo. L’aggressione coi terzini e le mezzali alte, con l’azione che parte con già 6/7 giocatori nel campo avversario, pare molto meglio del sabba che si formava attorno a Donnarumma prima dei rinvii lo scorso anno. Piccoli accorgimenti che hanno definito l’atteggiamento della squadra, volto all’equilibrio e ad evitare il pressing avversario (che visti alcuni limiti tecnici è meglio non sfidare) ma anche ad offendere non ad attendere. E hanno finora esaltato alcune caratteristiche e ovviato ai limiti individuali. Pensate a titolo di esempio ad Abate. L’anno scorso giocava 50 palloni a partita, molti dei quali alla vivailparroco; oggi 36, più corti; era coinvolto in manovra, aggressivo in difesa e poi andava continuamente sul fondo. Montella lo ha preso, gli ha fatto vedere tutti i video di Philip Lahm e gli ha detto: “L’hai visto questo? Dimenticalo”. Così Ignazio corre disciplinato e fa il suo compito risultando più efficace dietro e più utile davanti. E soprattutto non crossa, specie dal fondo. Complessivamente siamo lontani dalla perfezione, soprattutto estetica, tuttavia specie contro squadre un po’ intraprendenti il gioco è anche piacevole e fluido. Va detto che siamo un po’ rigidi e, con l’andare della stagione, potremmo diventare prevedibili. Magari Abate potrebbe riprendere ad andare sul fondo, lanciato da un regista. Hey, scherzavo.

Mentalità – Se un gruppo è un po’ ‘vuoto’, senz’anima, senza leader e reduce da alcuni fallimenti, è opportuno schiacciarlo all’angolo o battere sui tasti della ‘grinta’ e dell’’impegno’ se quel che manca sono i piedi? I tifosi in un decennio hanno visto la loro squadra divenire una modesta compagine ‘da Europa’ (ma senza arrivarci), e in 5 anni sono stati presi per il culo dai loro stessi dirigenti in ogni modo possibile; è opportuno tirarli per la sciarpina, scassargli la minchia per l’’entusiasmo’, solleticarne gli appetiti di grande calcio quando il campionato si risolverà probabilmente in una lotta all’ultimo squallido punto per l’Europa (League)? No. Tutti ti fanno vedere il video del sergente Hartmann che sbraita. Si si, bellissimo gliele ha cantate, che carica. Ma la verità è che alla fine il debole del gruppo lo ammazza e si spara. E noi non vogliamo che, che ne so, De Sciglio faccia nulla di simile. Vogliamo che giochi a pallone. Allora ben venga compare Vincenzo: jamm’ bell, guagliò! Il campo parla e i tifosi parlano del campo; ma anche lì non è che bisogna farsi i pompini a vicenda. Jamm’ bell. La società nel mentre è soddisfatta e meno chiamata in causa, continua a farsi i cazzi propri e grazie al furbo Montella (jamm bell, guagliò!), che ha sempre una buona parola per Silvio, Adry e persino per il Mandarino, senza mettere becco in questioni di spogliatoio né tecniche. Questa prima parte di stagione sembra una piacevole cena in famiglia, ruspante, col vino casereccio nelle bottiglie di plastica, i piatti di carta, la parmiggiana, senza formalità, dove ti fai andare bene pure i parenti che ti stanno sulle palle e dove nessuno è escluso. Tranne Vangioni. Non c’è una vera e propria ‘mentalità’, si tratta di un compromesso.

Dove si può ancora migliorare –  Ad esempio si potrebbe rinforzare il –

Ah già.

Voglio vedere il lato positivo: non si rompono gli equilibri del gruppo. Eh, mica cazzi. Prossimo titolo “Il nuovo acquisto del Milan per gennaio: gliequilibridelgruppo”. Seriamente, non mi è mai andata molto a genio l’opzione centrocampista ‘medioman’ da sovrapporre a Locatelli; anche se è ovviamente una reazione euforica all’avere un prodotto Milan 100% di 18 anni come titolare, perché in realtà dargli un ricambio sarebbe logico. Bertolacci? Va beh. Jamm’ bell….Per il resto andrebbe bene letteralmente chiunque più forte di Honda per rinforzare il comparto ‘ali’. Ma mettiamo che non arrivi proprio nessuno: che fare? Il problema numero uno è Niang. Nell’ultimo periodo ogni sua azione la accompagno mentalmente al valzer di Mai Dire Gol; e anche voi: se non lo ammettete siete solo degli ipocriti. Appena carica il cannone: POING! Zumpappà zumpappà e commenti ironici. Così, tanto per non incazzarsi. Certe partite è proprio inquietante. Che fare? Jamm’ bell….Problema numero due: Bacca. Carlos fa dei movimenti e dei contromovimenti, corre, si inserisce, attende e poi si accende d’improvviso; il problema è che mentre il Milan gioca, tipo, contro il Cagliari a San Siro lui sta giocando un’altra partita nella sua testa. E si incazza di brutto, avete visto come smoccola? Puta di qua, puta di là. I gol di Bacca: 3 rigori, 3 rimpalli/buchi/errori difensivi, 1 su cross di Abate; eventi casuali e/o errori. Cross di Abate incluso. E’ fatto così, d’altronde la porta è uguale sia nella partita che sta giocando il Milan sia in quella nella sua testa! E’ l’unico equivoco ma finora non è stato un limite: lo si può probabilmente trascinare fino a giugno specie se il Lapa continuerà a funzionare bene a partita in corsa. Poi Vincenzo potrebbe lavorare sui piazzati, poco efficaci; con le testone di Paletta e Kuco e la lecca del Loca si potrebbe far meglio. Pasalic e Bertolacci, i fondamentali (ahinoi) ricambi di centrocampo paiono ancora un po’ forzati, sembrano dei supplenti delle medie: sanno più o meno a che punto siamo del programma ma non conoscono la classe. Ci vorrà tempo. Che vi devo dire, queste sono le vitine che si possono ancora stringere; tanto o poco, staremo a vedere. Jamm’ bell.

Larry

p.s.: per tutti i linguisti napoletani che certamente ci leggono: non lo so come si scrive “jamm’ bell”, va bene? Ho tirato a caso, abbiate pietà sono un polentone.

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.