E si ricomincia!

4 gennaio 2017 | Di | Rispondi Di più

La temibile rotula di Mati

Il 2016 se n’è andato come meglio non poteva per un milanista perchè alzare una coppa in faccia ai gobbi è sempre un piacere da gustare e rigustare, un po’ come quel film di cui conosci le battute a memoria, ma nonostante tutto quando passa in tv ti metti lì e te lo guardi con aria soddisfatta perchè “è troppo bello”.
Milan vs gobbi è tutta lì, è il rivedere la spocchia di chiellini che preferisce “essere antipatico e godere a Doha” ma a cui riesce solo il 50% dei suoi obiettivi, è lichcoso che dopo essere stato messo in ridicolo più volte da Bonaventura, fino a fregarlo sul gol, perde la brocca saltando deciso su jack senza nemmeno cercare la palla (pare volesse convincerlo a sottoporsi ad un intervento di rinoplastica) ma alla fine fallisce nell’intento, non viene espulso (as usual) e perde lo stesso. Godo.
Poi c’è lui, il guru della caprizzazione calcistica, colui che nonostante una squadra più forte teorizza l’importanza di non giocare a calcio preferendo annullare Suso con Sturaro piuttosto che proporre, così quando il suo mastino si fa male non sa come reagire perché la haprapp dà un solo risultato: recuperare palla e darla a quelli davanti che prima o poi segnano. Paletta e Romagnoli sono ancora lì che ridono.
Insomma, ha proposto un calcio talmente spumeggiante da farci brindare con pieno merito nonostante fossimo nettamente sfavoriti: tolte le scuse haprine, quelli là han fatto gol e basta mentre la partita l’han fatta i nostri con jack e suso intenti a far ammattire gli avversari neanche fossero garrincha o falcao. Avessimo avuto un signor attaccante la partita sarebbe terminata 3-1 nei novanta minuti regolamentari con buona pace dei haprizzatori del centrocampo talmente miopi da non accorgersi di aver perso il confronto con avversari che schieravano il diciottenne Locatelli alla prima stagione in serie A, limortacci appena raccolto dalla vasca di sabbia manco fosse un asparago e Kucka. Eppure il fan dei centrocampisti di quantità è riuscito ad accampare scuse. Chi è causa del suo mal hapra se stesso.

Il 2016 ci ha anche lasciato in eredità un gran portiere che ha alzato da protagonista il suo primo trofeo a 17 anni e un Locatelli, sempre più simile a Massimo Ambrosini, al posto del capitan cuor di ricotta. E’ servita la sua assenza dal campo per vincere una coppa e spero che si faccia tesoro di tutto ciò dando il benservito a fine anno ad un giocatore che non odio, ma che con la maglia rossonera non ha nulla a che spartire. Questo è il 2016 rossonero che voglio portarmi dietro, quello dove finalmente è tornato un allenatore con idee di gioco, dove si è interrotta la striscia di non vittorie contro la gobba esattamente nel centenario dalla morte del nostro fondatore, quello dove lo statuto di fondazione del Milan Football & Cricket Club è in mano ad un milanista come Giuseppe La Scala, quello dove si alza una coppa in faccia ai gobbi e, se me lo consentite, quello dove mia figlia nasce la notte di Natale e appena la porto a casa dall’ospedale la metto a dormire avvolta dalla maglia del cigno. Sarà anche un anno bisesto, ma è terminato alla grande.

Adesso però inizia il caciomercato. No, non è un errore perchè al massimo coi quattrini a disposizione ci possiamo permettere una fetta di formaggio dato che lo sterminatore di barbagianni non sa acquistare coi soldi, figuratevi senza! A pensarci bene non è che ci vada poi così male, se avesse avuto il grano in mano sono sicuro che Pavoletti e Rincon sarebbero stati dei nostri a peso d’oro. In realtà se sapesse fare davvero il ds, anche se a suo parere è una figura superata, riuscirebbe a piazzare parte dei nostri esuberi, ma la realtà è che il mix incapacità sportiva/pippaggine dei giocatori fa si che nessuno ce li paghi. Ovviamente milanserv e tutta la stampa servatica si prodiga in articoli in cui teorizza una loro utilità, un rientrare nel “progetto”, anche se fino ad ora hanno avuto minutaggi ridicoli per manifesta inadeguatezza. Eppure nonostante si sappia bene chi ce li ha portati si preferisce slinguazzare a destra e manca ricordando ogni cinque minuti, e secondo la propria personale versione, l’arrivo di Suso dimenticandosi che anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno. La chiamano stampa, ma non è buona nemmeno per accendere i caminetti ed in effetti parecchie di queste servonotizie girano sul web.

La logica vorrebbe che data la classifica la squadra venga rinforzata, ma avendo un management sportivo incapace di vendere, ancor prima di acquistare, ciò non è possibile e quindi dovremo porre le nostre speranze nel recupero, manco fosse Rijkaard, del sempre rotto Bertolacci o nel fatto che Mati Fernandez recuperi la rotula persa sul Titan atterrato a Doha.
A dire il vero su questa vicenda ci sono versioni contrastanti perché non tutti sono convinti che la rotula sia stata persa durante il volo: alcuni dicono che sia caduta mentre sfrizionava con la sua matiz a Santiago del Cile per festeggiare il capodanno, altri dicono che l’abbia prestata a Pasalic per il calcio di rigore senza più riaverla indietro, altri giurano che venga usata da Niang come sospensorio mentre è alla guida, altri dicono di averla vista nelle estrazioni del lotto con il n°14 inciso a martellate, altri ancora assicurano che abbia spodestato il “pallone di Maradona” nella classifica dei botti illegali di capodanno.

Come da titolo fra poco si ricomincia e domenica si presenterà a San Siro quel Cagliari con cui si dovrebbe concretizzare lo scambio di prestiti tra Gabriel e matusa Storari. Se si dovesse trattare di semplici prestiti l’operazione avrebbe un senso solo perché il nostro secondo portiere, dopo aver perso un anno a Napoli senza una sola ragione valida, potrebbe giocarsi seriamente una maglia da titolare cercando di mettersi in mostra in terra sarda. Dal punto di vista sportivo invece la sfida è da vincere a tutti i costi per continuare a restare lì in alto sperando così in una classifica miracolosa a fine anno nella quale né l’attuale proprietà né l’eventuale nuova proprietà cinese sembrano credere dato il mercato invernale che si va prospettando. Non ci resta che credere in questo mister e questi giocatori perché in fondo loro, e solo loro, se lo meritano.

Seal

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

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Il mio primo sbiadito ricordo è Baresi che entra in scivolata e l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.