La ciambella

19 dicembre 2016 | Di | Rispondi Di più

il mercato secondo il giannino

Non tutte le ciambelle escono col buco e sfortunatamente Milan-Atalanta è qui a rappresentarlo. Sabato la squadra, pur con tutti i suoi limiti, ha provato fino all’ultimo a vincere la partita giocando un gran secondo tempo dopo una prima frazione con ritmi davvero alti impressi dai bergamaschi. Dopo un primo tempo giocato a mille all’ora e con sistematici raddoppi, se non addirittura marcature triplicate, gli orobici hanno dovuto per forza di cose lasciare il campo ai padroni di casa ed i nostri hanno incominciato a macinare campo rinchiudendo la dea nella sua metà campo, lasciandogli la sola possibilità del contropiede sporadico. Ci hanno provato con grinta, voglia e ovviamente confusione, ma nelle ultime partite la sorte ci ha voltato le spalle come testimoniato anche ieri dalla bellissima azione di Antonelli finita sul palo nel primo tempo e dai due salvataggi sulla linea nel secondo tempo.
Onestà vuole che non si possa ridurre tutto al destino avverso, specie se si ricordano una serie di incursioni in cui la palla ha attraversato tutta l’area piccola senza che nessuno riuscisse a buttarla dentro. Il difetto congenito di questa squadra è sempre la qualità della rosa a disposizione del mister, in cui 12/13 giocatori sono chiamati a fare i miracoli e proprio per questo capita che non tutte le ciambelle riescano col buco. Tutto ciò non smorza certo l’incavolatura per una vittoria strameritata ma mancata, perchè visto il grande equilibrio sotto i carcerati ogni occasione non sfruttata lascia non solo l’amaro in bocca, ma anche frustrazione, soprattutto se tra roma e atalanta si meritavano 4 punti.

Altrettanto sinceramente non mi sento di gettare la croce addosso né ai giocatori né al mister. Veniamo da due stagioni in cui, tolti rari momenti in cui la forma atletica ci sorreggeva, si era visto pochissimo, mentre con Montella nelle ultime uscite si può scorgere il germoglio di qualcosa di diverso, una ricerca di offendere prima che di difendere, seppur con tutti i nostri limiti. L’esempio più lampante è la catechizzazione di un giocatore che io giudico poco più di un ronzino, cioè Abate, un giocatore assai modesto tecnicamente, che fino all’anno scorso si prestava al massimo a qualche sgroppata sulla fascia salvo poi inchiodarsi tutto d’un tratto, guardarsi attorno e poi dare il pallone all’indietro facendo incavolare anche tifosi su Saturno. Nelle ultime esibizioni ci prova, tenta costantemente la sovrapposizione e va al cross, interpretando così quel ruolo secondo le sue possibilità. E qui viene il punto.
La squadra è questa: i limiti sono evidenti e la panchina terrificante. Incavolarsi per il pareggio è giusto e sacrosanto, visto l’andamento della partita, ma le qualità tecniche queste sono e dopo quasi un intero girone i numeri lo certificano nero su bianco. Se qualcuno arrivasse da un pianeta lontano penserebbe, numeri alla mano, che la sfida di sabato pomeriggio era tra due squadre di pari caratura (20 gol subiti per entrambe e due gol in più realizzati per il Milan), ma soprattutto constaterebbe che questa squadra sta compiendo un enorme sforzo gettando il cuore oltre l’ostacolo dato che è agganciata al trenino europeo nonostante registri il peggior attacco e la peggior difesa tra le prime cinque in classifica e sia l’unica del lotto a non avere una differenza reti in doppia cifra.
Qualcuno forse pensava che Lapadula fosse Cavani o più semplicemente che Bertolacci e Pasalic fossero Hamsik e Nainggolan? Spero di no, perchè giocano nella stessa squadra che ha battuto a fatica Pescara e Crotone, giusto per citare due esempi, ma questa rosa mostra carattere, gioca da squadra, suda la maglia e se la gioca con tutti. Oggi questi giocatori li applaudo perchè meritavano di vincere e hanno giocato da cacciaviti, perchè pur con i loro limiti hanno dato tutto quello che avevano ed a fine partita erano incazzati neri perchè volevano vincere a tutti costi, perchè volevano ripartire con una vittoria dopo una sconfitta immeritata, perchè sono un gruppo coeso e voglioso. Da quanto non accadeva? Troppo direi e se sono un gruppo il merito è anche, se non soprattutto, del mister che riesce non solo a farli sentire importanti, ma li invita a crescere cercando di offendere gli avversari con le armi a loro disposizione. Un elogio ulteriore va dato poi alla coppia di centrali difensivi che non saranno Baresi e Nesta, ma anche questa volta hanno dimostrato di essere affiatati, di sacrificarsi l’uno per l’altro, oltre a spazzare quando serve. Palettone ha spirito casciavìt e Romagnoli cresce bene al suo fianco.

Affinchè questo gruppo non si sfaldi come neve al sole è però necessario un robusto intervento sul mercato perchè è chiaro che Montella non ha la prima punta che vorrebbe ed il numero di cross e palle piovuti in mezzo all’area contro l’Atalanta sono lì a testimoniarlo. A ciò aggiungiamoci come occorra necessariamente una mezzala tecnica, oltre ad un esterno d’attacco che possa far rifiatare suso quando serve, considerando che chi entra dalla panchina per sostituire lui o jack è spesso un disastro. Il problema è che il mercato lo fa un essere che tifa per quelli in bianco e nero 36 partite su 38.

Ebbene sì, questo individuo ha avuto l’ardire di fare una simile dichiarazione, per giunta davanti al microfono del canale tematico con l’ex ovviamente muto. Se fossimo nella capitale o dai cugini, tanto per fare due esempi, quest’essere scapperebbe a gambe levate e senza voltarsi indietro per evitare guai peggiori; con questa dichiarazione si è oltrepassato ogni limite accettabile ed inaccettabile. Questo coso invece si può permettere di fare dichiarazioni farneticanti e provocatorie per un qualsiasi tifoso rossonero e può permettersi di gestire il mercato della nostra squadra del cuore, compreso magari il rinnovo di Gigio, colui che, guarda caso, è voluto da quella compagine che tifa 36 partite su 38. Quello lì, il coso, è bravissimo a prendere Ely con una commissione di 8 milioni, a dire che per jack se non si rinnova è colpa dei cinesi che non firmano, però per Gigio ci fa sapere che il procuratore vuol prima conoscere la proprietà. Probabilmente jack è figlio di un dio minore, dato che lui e Gigio hanno lo stesso procuratore, o più semplicemente qualcuno vuol fare il gioco delle tre carte, con l’immancabile spalla, ed in tal caso te lo dico subito: portati via tutti i tuoi assistiti e sparisci insieme a quell’essere che sta di stanza da Giannino!

Se non avessimo un coso gobbo a rappresentarci e gestirci, probabilmente dopo la partita di sabato avremmo parlato concretamente con Percassi di Caldara e dismettendo qualche cadavere/ingaggio lo avremmo portato a casa per gli anni futuri. Contro di noi il giovane atalantino ha fatto ancora una volta un’ottima prova, impressionandomi soprattutto per la sicurezza nonostante la giovane età, ma so già che le mie speranze di vederlo in maglia rossonera sono vane e non per il mantra degli incapaci “se non esce nessuno non entra nessuno”, ma perché il giocatore è voluto dalla gobba. Già immagino una nuova messinscena del gioco delle tre carte e quando il coso lascerà finalmente il Milan potrà togliersi quel peso dal cuore, cantando a squarciagola l’inno di quelli là e tra un colpo di collo e l’altro, degni del miglior Hateley, potrà vantarsi della sua gobbitudine e di come sia riuscito a portare chi voleva nella sua squadra del cuore, la juventus.

Andatevene maledetti

Seal

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.