Assemblea azionisti straordinaria Milan 2016: il live! Cucù

13 dicembre 2016 | Di | Rispondi Di più
Cucù....

Cucù….

La risposta di Galliani: “Le domande poste da La Scala non sono attinenti all’ordine del giorno. Non è oltretutto possibile formulare alcun commento in quanto manca il socio Fininvest”. Insomma, si chiude qui.

Secondo Laudisa sarebbe arrivata la seconda caparra di 100 milioni dai #cinesi.

Galliani si ritira per preparare le risposte: “Non so quanto ci metteremo, il tempo necessario”. Se dovete andare a fare la spesa, rassettare casa o fare una qualsiasi commissione anche lunga, procedete pure. Ci si rilegge fra un paio d’ore.

Giuseppe La Scala ha terminato il suo intervento.

“Naturalmente il senso del mio intervento è quello di indurre la Socia FININVEST e gli Amministratori della nostra Società a rivolgere ai supporter rossoneri, sulle questioni oggi trattate, una informazione completa e responsabile.

Il Presidente Berlusconi ha recentemente convenuto con me (che dissi questa cosa in occasione dell’ assemblea ordinaria del 2015) quanto al fatto che i veri proprietari di un club calcistico non sono i suoi azionisti di maggioranza, ma i suoi tifosi.

Sarebbe dunque assurdo che, in occasione di una operazione come quella della quale si sta attendendo con ansia il closing, la socia FININVEST e gli amministratori della società riservino ai nostri supporter una comunicazione puerile, se non inesistente, irrispettosa delle loro attese e delle loro speranze.”

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“Mi devo infine scusare con il Socio Ruiu, che non so se sia presente in assemblea, il quale si è pubblicamente augurato nei giorni scorsi – evidentemente paventando questo mio intervento – che esso possa essere l’ ultimo.

Mi scuso innanzitutto perché non posso rassicurarlo in tal senso: sono socio da quasi trent’anni e ho preso la parola in assemblea per la prima volta solo nel 2015. Ma interverrò nuovamente tutte le volte che ci sarà qualcosa da dire di serio, importante e milanista. Purtroppo mi capiterà di doverlo farlo, presumibilmente, trattando, come in questa occasione, argomenti che sono aldilà della sua comprensione.

Succede infatti che mi vengano segnalate le sue performance cabarettistiche e mi rendo conto che nelle rappresentazioni macchiettisti che delle quali è animatore non ci sia spazio per questioni serie e ragionamenti manageriali e giuridici. Dunque non avrà capito nulla di quanto ho fatto oggetto dei miei legittimi rilievi in assemblea e – anche di questo – mi scuso. Auguro a lui, invece, anziché un’ ultima, una prima volta.

Mi si dice che sia giornalista. Ecco: faccia del giornalismo una volta tanto, nella prima occasione che gli capita.”

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“Quanto al secondo punto all’ ordine del giorno, è noto che poiché una delibera in tal senso possa essere legittima, il diritto risarcitorio del quale si vuole disporre debba essere innanzitutto determinato o determinabile.

Ciò significa – da un lato – che la delibera dovrà individuare espressamente i fatti specifici posti in essere dagli amministratori e oggetto di rinuncia, e – dall’altro –che essa dovrà essere preceduta da un’adeguata evidenziazione ed illustrazione ai soci intervenuti di detti fatti di mala gestio.

Sul punto ricordo la nota sentenza FONDIARIA SAI (Tribunale Milano 42294/2013, Sez. Imprese) secondo la quale, tra l’altro – cito testualmente –

“E’ doveroso il richiamo a quella dottrina che, pur ammettendo la rinuncia e transazione dell’azione sociale di responsabilità da parte della società prima della sua proposizione, tuttavia la condiziona non solo alla precisa specificazione dei fatti ed atti gestori dannosi, ma proprio alla determinazione del credito risarcitorio fondato sull’inadempimento dell’amministratore.”

O ancora, quella resa dal Tribunale Genova (Sez. I), il 4 febbraio 2008, secondo la quale è indispensabile una “preventiva” contezza dei fatti di mala gestio.

Cito anche qui testualmente:

“In tema di società, la validità della rinuncia all’esercizio dell’azione di responsabilità contro gli amministratori, rimane sottoposta, in virtù dell’ultimo comma dell’art. 2393 c.c., alla ricorrenza di determinate condizioni e, segnatamente, alla approvazione, con la maggioranza indicata dalla predetta norma, proveniente da apposita delibera assembleare e, sempre che, la rinuncia abbia ad oggetto una specifica azione di responsabilità fondata su fatti dei quali l’assemblea societaria abbia precedentemente avuto contezza.”.

Sul punto mi permetto di consegnare al Presidente dell’ Assemblea un estratto dal testo del Prof. Cesare Conforti “La responsabilità civile degli amministratori di società per azioni che può essere senz’ altro definita la migliore dottrina in materia e che commenta le norme richiamate nell’ o.d.g. in termini esattamente conformi a quelli che mi sono permesso di segnalare all’ assemblea.

Se è così, quindi, devo presumere che la socia FININVEST, nel chiedere di porre all’ ordine del giorno questo argomento, abbia da segnalare all’ assemblea proprio fatti specifici posti in essere dagli amministratori e dai quali sia sorta una loro responsabilità risarcitoria nei confronti della società.

Fatti dei quali, come si è appena detto, essa deve dare adeguata evidenziazione ed illustrazione ai soci intervenuti.

Se è così – ma non può essere diversamente, poiché altrimenti saremmo richiesti di deliberare in termini non validi (e tale delibera sarebbe sicuramente impugnata avanti l’ Autorità Giurisdizionale competente) – è ovvio che la discussione su tali fatti non può essere rinviata sine die e che la socia FININVEST ha il dovere di comunicare immediatamente e formalmente i fatti di mala gestio dei quali essa è a conoscenza. L’ omissione di ciò costituirebbe un fatto gravissimo e evidenzierebbe da parte della socia di maggioranza un comportamento collusivo con gli amministratori responsabili e contrario all’interesse sociale. Ciò premesso, mi preme altresì segnalare che la ventilata delibera di rinuncia e transazione preventiva sull’ azione di responsabilità mi vedrà votare contro per le seguenti ragioni:

• tale rinuncia costituisce, stando così le cose, un atto a titolo gratuito; invalido per tale motivo.

• Una delibera in tal senso è immorale se assunta a favore di amministratori che negli ultimi due esercizi conclusi – nel mentre la società registrava perdite per circa 200 milioni di Euro – si distribuivano emolumenti per 5,5 milioni di Euro. Qui non si tratta di volenterosi che hanno offerto gratuitamente la loro opera, ma di professionisti che – se hanno sbagliato – dovranno pagare, come capita alle persone normali.

• Una delibera in tal senso è pure inopportuna, poiché – proprio grazie al ricco emolumento deliberato – i nostri amministratori si presume abbiano avuto l’ accortezza di stipulare una polizza assicurativa sulla loro responsabilità. E così non si vede per quale ragione la nostra società dovrebbe graziare, oltre agli amministratori immeritevoli, anche le loro compagnie assicurative.”

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“Per questo motivo noi crediamo che la socia FININVEST abbia il dovere di riconfermare oggi, in questa sede, quanto ha già ritenuto di poter comunicare subito dopo la firma del preliminare e che, di conseguenza, non risulta ovviamente oggetto di alcun patto di riservatezza.

Ecco dunque le mie domande:

1) tra gli investitori che – a quanto risulta – le sono stati finalmente resi noti, vi sono ancora i tre importanti soggetti direttamente controllati dallo Stato Cinese, dei quali parlò esplicitamente il Presidente Berlusconi ?

2) Questa presenza, se confermata, é ancora conseguenza – come il Presidente Berlusconi ha affermato – dei piani governativi cinesi finalizzati ad una crescita esponenziale del movimento calcistico interno, anche attraverso l’ acquisizione di società straniere di vertice, mediante le quali acquisire know-how manageriale ?

3) La scelta del Milan, tra queste società straniere, si conferma essere dovuta alla straordinaria popolarità del Presidente Berlusconi in Cina (eguagliata soltanto da quelle di Putin e Obama) e ai ben 243 milioni di tifosi che in quel Paese – sempre a detta del Presidente Berlusconi – vanterebbe la nostra squadra ?

4) Il fatto che le suddette circostanze siano confermate, rende la FININVEST del tutto confidente quanto al fatto che le autorizzazioni che le Autorità Cinesi devono rilasciare per consentire l’ investimento all’ estero tardano solo per ragioni burocratiche e che non è stata opposta alcuna ragione – quanto al merito dell’ affare – che le ha finora ostacolate ?

5) La qualità dei sottoscrittori del Fondo è sempre di entità tale da escludere che – sempre con riguardo alle suddette autorizzazioni –possano essere poste dalle Autorità Cinesi ragioni di opportunità legate alla natura soggettiva degli investitori ?

6) Il rinvio del termine fissato per il closing che – come detto –allontana nel tempo la indispensabile patrimonializzazione del Milan alla quale i compratori si sono obbligati giuridicamente, dipende esclusivamente dal ritardo delle Autorizzazioni ed è stato invece verificato che il Fondo promosso da SESha già raccolto tutte le somme necessarie per pagare il saldo del prezzo e, contestualmente, versare i primi 100 milioni di Euro nelle casse della nostra società ?

7) In occasione dei nuovi accordi con SES che hanno pattuito il rinvio del closing, le clausole che impongono agli acquirenti la patrimonializzazione del Milan nelle misure sopra ricordate sono state tenute ferme ?

8) Esclude la socia FININVEST che dette clausole non saranno cancellate o modificate in seguito ?

9) Ha la nostra società provveduto – come richiestole diverse settimane fa dai rappresentanti dell’ Associazione Piccoli Azionisti –  a inviare a FININVEST e SES la dichiarazione di volersi avvalere della pattuizione tra essi stipulata a suo favore, ai sensi dell’ art. 1411 del Codice Civile ?

10) In caso negativo, il Collegio Sindacale è intervenuto, ovvero pensa di intervenire sugli Amministratori ? E se sì, in che modo ?”

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“Siamo qui convocati – è bene ricordarlo – su espressa richiesta di FININVEST e, ovviamente, per ragioni che risiedono nell’andamento dell’ormai annoso affare per il trasferimento del pacchetto di controllo della nostra società dall’ attuale socio di maggioranza al Fondo promosso dalla management company cinese Sino-Europe Sport. Rinviato il closing, si vorrebbe da parte di qualcuno che questa assemblea venga chiusa immediatamente, in attesa della finalizzazione del contratto e senza che si entri nel merito di alcunché. Ma questo non é possibile per due ordini di ragioni. La prima riguarda l’interesse proprio del Milan alla definizione di questo affare. La seconda riguarda l’ argomento posto al secondo punto all’ ordine del giorno e che – come dirò successivamente – non permette certo di passare oltre senza approfondimento alcuno. Non é infatti più vero quello che fu detto in occasione della ultima assemblea ordinaria: e cioè che la nostra società era estranea alle trattative tra FININVEST e la cordata cinese, costituendone il mero oggetto e non rivestendo il ruolo di parte. Ciò perché il preliminare successivamente sottoscritto tra venditrice e acquirente prevede – a quanto FININVEST ha ufficialmente e pubblicamente dichiarato – che la SES assuma l’ obbligo a procedere ad un rafforzamento patrimoniale della nostra società. Ciò per il considerevole importo di 350 milioni di Euro nei prossimi tre anni, 100 dei quali da versarsi contestualmente al closing (e che dunque abbiamo vanamente sperato potessero entrare nelle casse sociali entro questo mese di dicembre, anche per finanziare un mercato invernale che, mai come in questa stagione, sarebbe stato bene condurre con una certa larghezza di disponibilità). Tale pattuizione – come l’ Associazione dei Piccoli Azionisti ha già avuto modo di rilevare, segnalando la questione formalmente sia al legale rappresentante della nostra società che al Presidente del Collegio Sindacale – costituisce, con tutta evidenza, un contratto a favore del terzo A.C. Milan S.p.A. Ciò rende la nostra società non solo sostanzialmente, ma anche giuridicamente interessata alla conclusione dell’ affare. E rende i suoi amministratori e sindaci responsabili – non solo operativamente, ma anche giuridicamente e formalmente – della tutela di questo interesse e dei pieni diritti che ne discendono.”

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Stoccata all’ex direttore di Milan Channel: “Purtroppo devo deludere chi sperava che questa assemblea potesse durare solo un minuto e mezzo. Mi permetterò infatti di chiedere un poco di attenzione per porre alcune domande alle quali voglio sperare che il rappresentante dell’ azionista FININVEST e, per quanto di loro competenza, gli amministratori della società, intendano dare delle risposte chiare e precise. A questi ultimi raccomando preliminarmente, tuttavia, di evitare per il futuro che collaboratori della società nel settore della pubblica comunicazione si permettano ancora di interferire nella vita degli organi sociali e, in particolare, del più importante di esso: l’ assemblea, con la sua dialettica interna. Che il Signor Suma, che per questa società lavora – non so se direttamente o indirettamente – si sia permesso di attaccare pubblicamente un socio per il solo fatto che questi intende esercitare il suo diritto di partecipazione e di intervento in assemblea, costituisce un atto gravissimo, contro il quale una qualsiasi impresa seria reagirebbe con la massima durezza e con sanzioni proporzionate. Vorremmo dunque evitare di esserne infastiditi quando si tratta di diritto societario, argomento dal quale è bene che il Signor Suma stia lontano per manifesta inferiorità.”

Interviene Giuseppe La Scala.

Entra Galliani, si comincia.

C’è anche Gatti.

Presente anche Pellegatti. Intanto secondo la Repubblica la caparra dei #cinesi dovrebbe arrivare entro le 10.30.

Mancano poco più di 5 minuti all’inizio dell’assemblea. Presenti gli azionisti, compreso Cristiano Ruiu. Ci sarà posta per lui…

Con il permesso del guru della comunicazione rossonera noi ci siamo. Rispondiamo “presenti!” alla convocazione dell’assemblea degli azionisti del Milan per un live che nell’edizione precedente aveva riscosso un successo clamoroso.

Assemblea che, con il permesso del muezzin del sabato, potrebbe durare un minuto o giù di lì. A ribadire il concetto di “scappa, scappa, scappa” ci pensa direttamente l’azionista di maggioranza con folcloristico comunicato che alleghiamo come riportato da milannews.it:

In relazione all’assemblea della controllata AC Milan, che si terrà in seconda convocazione domani 13 dicembre 2016 alle ore 10.30 presso Casa Milan, Fininvest S.p.A. ribadisce che – come ampiamente riportato dagli organi di informazione – in considerazione del fatto che gli organi sociali di AC Milan sono e restano nella pienezza del loro incarico, non intende assumere alcuna deliberazione sui 2 argomenti all’ordine del giorno.

Quindi o scappano come ha fatto Galliani oppure non si presentano nemmeno…

E quale sarebbe, verbigrazia, lo scopo del simpatico congresso? Lo scambio dei doni? Il torneo di ping pong tra gli studi di architettura di Milano? Oppure una “lectio magistralis” sul codice Jesino da parte dei supremi organi della comunicazione rossonera?

Siccome siamo curiosi testimonieremo l’evento con il nostro solito live sporco, cattivo e senza rispetto. Con preghiera rivolta a tutti coloro che nell’ultima edizione hanno copiato come bambini sui banchi di scuola di citare, perlomeno, la fonte del live. Almeno la buona educazione, Santo Cielo!

Il tutto sempre con il permesso dell’imam dell’insulto ai tifosi…

Si parte fin da subito con i commenti alla surreale giornata di ieri che ha visto i nuovi proprietari del Milan alla ricerca del codice bic per il bonifico internazionale ed i commenti a questo inizio di giornata con il live da un minuto…

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Categoria: Milan Live, Mondo Milan

Sull'autore ()

Community rossonera, da sempre in prima linea contro l'AC Giannino 1986. Sempre all'attacco. Un sito di curvaioli (La Repubblica). Un buco nero del web (Mauro Suma)