Vade retro bauscia

25 novembre 2016 | Di | Rispondi Di più

[…] è impensabile che Silvio Berlusconi possa fare da soprammobile in un Milan prima salvato dal fallimento, poi trasformato nel club più vincente al mondo e infine preparato al futuro con una generazione di talenti provenienti dal vivaio” estratto da Il Giornale, 22.11.2016

Valore di mercato 45 milioni di euro (si mormora 100). 158 partite, 95 gol, 31 assist. Col BVB.

Dal 2007, anno in cui il Presidente ci ha trasformato, come Gesù Cristo, nel club più vincente al mondo e quindi si è dedicato a prepararci al futuro, il Milan ha fatto esordire in prima squadra 24 giocatori del vivaio; 13 di questi, il 54%, non ha assommato più di 1 presenza. Fra questi Willy Aubameyang, fratello di Pierre Emerick ovvero quello svenduto al Saint Etienne proprio mentre, stando alle favole dei menestrelli, Galliani stava visionando Donnarumma all’oratorio; perché è sempre sul pezzo il Condor. 7 degli esordienti non hanno avuto fortuna in rossonero: Di Gennaro, Strasser, Merkel, Paloschi, Petagna, Cristante e Darmian. 5 su 7 giocano ancora in divisioni maggiori, il Milan ha capitalizzato i loro trasferimenti ottenendo circa gli stessi soldi spesi per il 31enne Josè Sosa; giusto per fare un esempio. Invece De Sciglio, Calabria, Donnarumma e Locatelli hanno avuto successo e ne avranno, si spera. Mattia ha esordito nel 2011 mentre gli altri 3 l’anno scorso.

Dal 2007 Fininvest ha ripianato 488 milioni di euro. E’ stato vinto 1 trofeo maggiore ed 1 minore (Scudetto e Supercoppa), titoli concentrati nello stesso anno solare; per 5 volte abbiamo centrato la Champions (1 sola presenza ai quarti), 1 EL e 3 volte consecutive fuori dalle coppe. Nella classifica di serie A degli ultimi 10 anni siamo quarti, sesti contando gli ultimi 5. Il Milan ha effettuato in questo periodo (fonte Transfermarkt) 120 operazioni di mercato, contando anche i ‘movimenti’ di semisconosciuti tizi col Genoa, l’Inter e altre società. Il 35% hanno riguardato italiani, l’età media è stata di 26 anni. Non si è investito per vincere né in giovani italiani; Galliani ha riassunto così nell’ultima assemblea la politica societaria “Non verranno divulgati ulteriori dettagli. Così dopo un decennio di magra e di propaganda, di intrallazzi, slogan e fallimenti, scopriamo che il Presidente ci stava preparando al futuro. In effetti dopo mezzo miliardo di euro gettato in pippe, stramorti, ingaggi mostruosi e commissioni, due soli trofei seguiti dalla svendita dei protagonisti, crollo di risultati, fatturato, ranking, credibilità e sessioni di calciomercato dominate da banchetti e karaoke cosa resta se non fare ciò che per ventinove anni non si è fatto nemmeno per sbaglio? Dare spazio ai giovani. Ma in società manco per il cazzo.

Due dei giovani virgulti italiani

Due dei giovani virgulti italiani che ci hanno preparato al futuro

Abbiamo avuto dieci anni per provare un po’ tutta la gamma delle peggio stronzate che una società di calcio ricca, potente e storica può combinare. Ora sta finendo l’era del Giannino e si riparte giustamente con quel che c’è. Il tentativo di lifting finale del Presidente è molto maldestro e coloro che vanno dietro a questi discorsi sono ignoranti dei fatti. Questa supposta ‘politica dei giovani italiani’ (supposta perchè si prende direttamente nel sedere), germogliata fra un Uallarito e un Mandriano, non è roba per Berlusconi e Galliani che nel 2007, quand’era necessario, negarono il rinnovamento per i loro interessi di visibilità e potere. Campagne elettorali e intrallazzi coi procuratori non si possono fare con scouting, ricerca, pazienza e attenzione alla qualità più che al nome. Quelli erano gli anni delle scritte autocelebrative, delle foto con le coppe, dei rinnovi per riconoscenza, delle figurine. Erano gli anni delle grandi magnate. Erano gli anni del ‘coi giovani non si vince’. Soprattutto le elezioni.

Berlusconi con ultimo gesto di sensibile disinteresse e affetto vuole le royalties sul futuro del Milan. Già pare averle sul passato, da quello remoto con le menate sull’opera di bene dell’aver comprato il Milan a quello tendente al remoto celebrato dalla coreografia del derby; di quella roba lì (cit. Serafini) non è rimasto niente, nemmeno la sala dove è stata scattata la foto. Ora vuole anche riconoscenza per la generazione di giovani talenti, emersi come meravigliosi, miracolosi fiori nel deserto creato proprio da lui e dal suo socio che lui vorrebbe ancora lì a fare disastri; questo immaginiamo anche perchè è richiestissimo e la sua liquidazione non è affatto un problema. Aveva già azzardato pretese di ringraziamenti eterni per la mirabile scelta degli investitori e la clausola dei ‘300 milioni in 3 anni’; ma da quando APA ha fatto notare che questo particolare accordo non è ancora stato ratificato, sebbene basti una banale firmetta, l’apparato propagandistico del Presidente ha cancellato quanto sopra. Perchè il vero bauscia è quello che pensa sempre di essere il più bello anche quando c’è da stare muti.

Larry

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.