Franza o Spagna purché se magna

24 novembre 2016 | Di | Rispondi Di più

santiago2Erano già pronti a intraprendere il lungo cammino verso Santiago de Compostela per chiedere la grazia, quando durante il derby l’immagine proveniente dalla curva prima e le dichiarazioni di fantomas poi hanno regalato ore di gioia sfrenata ad un manipolo di arrivisti, una gioia culminata in un tripudio di tramezzini lanciati verso il cielo, quasi si fosse vinto lo scudetto. E’ stato uno spettacolo davvero emozionante: tutti gli scribacchini erano commossi per quelle parole in grado di ridare vita a quel sogno chiamato “siamoapostocosì”, “ultracompetitivi”, “se non esce nessuno non entra nessuno”, un sogno fatto di pippe, feretri zero e giocatori fancazzisti, un sogno fatto di dominio gobbo e piani marshall, un sogno chiamato giannino.
Quelle dichiarazioni sono state una vera manna dal cielo, ormai erano tutti pronti a chiedere il miracolo incamminandosi verso il santuario della Gallizia (antico nome della regione prima che la fiscalità spagnola permettesse ai club iberici di comprarsi anche una elle) giacché il rito pagano in onore di Psamate non aveva dato i frutti sperati: limortacci, ormai in stato di decomposizione, si era immolato nella vasca di sabbia di gianninello già l’anno passato fermando il thai, ma questa volta nulla aveva potuto contro le mosse della dama cinese. Questo avvenimento aveva gettato nel panico e nello sconforto gli aficionados del buffet che fino a qualche ora prima del derby erano pronti a intraprendere la via francigena alle prime luci dell’alba nei modi più disparati: chi a piedi, chi scalzo, chi in bici senza sellino, chi con il solo sellino attaccato, chi sbriciolando i tramezzini conservati, chi in ginocchio, chi a pigreco mezzi, chi a quattro zampe con la lingua a penzoloni, chi rotolando dentro una cesta, chi distribuendo leccalecca, chi cercando di recitare preghiere in francocolombiano, chi vestito da elfo, insomma, ognuno aveva cercato una forma di penitenza per dimostrare la propria fedeltà ai santi protettori del giannino. Proprio quando si apprestavano ad uscire di casa, non prima di aver chiuso i loro zaini ricolmi di barbagianni catturati di frodo da utilizzare come offerta votiva, ecco le parole che non ti aspetti, il segno che lo sterminio dei barbagianni in pianura padana ha avuto un senso, che in fondo le ghiandole salivari facevano ancora il loro sporco lavoro. Dopo aver baciato i loro santini autografati di fantomas e del suo delegato custoditi gelosamente nelle mutande, scene di giubilo hanno animato tutta la notte con fiumi di saliva a coprire paginate intere di giornali e gli schermi dei pc, perchè in fondo del derby chi se ne frega, perchè per loro è sempre “franza o spagna purchè se magna!”.

Il tentativo di far rimanere in auge certi nomi è davvero encomiabile, l’apparato digerente del giannino è talmente richiesto dai grandi club e dall’azienda di famiglia che la sora Camilla gli fa un baffo. Qualcuno ricorda un personaggio del calcio (non un calciatore o un presidente) per cui si siano sprecati tanti articoli, lodi sperticate e colliri quasi stesse per ricevere la beatificazione da Papa Francesco per aver fatto il bene del popolo milanista distribuendo tramezzini e misericordia? Personalmente non ne ho memoria. Basterebbe questo per metterci sull’attenti e non dare alcuna considerazione a simili personaggi che parlano di un milan giovane e italiano, nonostante Donnarumma per il presidente non avrebbe dovuto esordire, Locatelli gioca solo per il grave infortunio a cuor di ricotta e la campagna acquisti al gusto paella è composta dagli italianissimi vangioni, sosa, pasalic, mati fernandez, gomez oltre al giovanissimo lapadula. Quale benedettissimo milan giovane e italiano avevano in mente? O avevano in mente di trasferire tutta la primavera in prima squadra, oppure dovevano taroccare passaporti e barare sull’età.
Ascoltare, ma soprattutto mettersi a discutere in maniera seria su quanto affermato da certa disinformazione, per me rimane esercizio inutile e sterile così come dar peso alle parole di fantomas, che personalmente non mi hanno fatto né caldo né freddo. Io ho una mia idea su tutta la vicenda cessione, ma anche se fosse errata non mi faccio certo tirar dentro queste beghe da cortile, perchè in fondo la quasi totalità di queste anatre starnazzanti non sa nulla e deve far chiasso per rendersi visibile, acquistare un poco di notorietà, gonfiare il petto e assecondare il padrone. Francamente consiglio a tutti di ignorare i grugniti provenienti da certi porcilai televisivi, così come consiglio di lasciar perdere certi “articoli” da delirium tremens, perchè in fondo certi personaggi che ben conosciamo nulla sanno e se indovineranno qualcosa sarà solo per un colpo di fortuna clamoroso. Una prova? Hanno mai portato qualche fatto concreto, scoop filmato, fatto nomi e cognomi o altro? No, semplicemente si limitano a dare venti versioni al giorno della stessa cosa, in modo da avere sempre ragione, la famosa ragione dei fessi.

Domenica il derby ha dimostrato ancora una volta come il gruppo sia coeso ed al tempo stesso deficitario in molti ruoli. Tralasciando l’amaro in bocca per un risultato che sembrava ormai acquisito, il pareggio è più che giusto ed ha permesso di evidenziare ancora una volta come la panchina sia davvero indecente, con giocatori freschi meno pericolosi ed efficaci dei compagni ormai stremati. Se questo non è indice di incapacità, nonostante sia ormai risaputo che il ds è una figura ormai superata, non so cosa lo sia.
A molti la prova di Locatelli non è parsa granché, ma i miei occhi hanno visto qualcosa di diverso, una partita in cui nel primo tempo ha fatto parecchio lavoro oscuro, oltre a rimediare agli svarioni di Abate, mostrando tra l’altro una personalità via via crescente durante l’arco della partita. A mio parere questo ragazzo di 18 anni con la testa sulle spalle è uno di quelli su cui si dovrà puntare e magari un domani sarà lui a far vendere le famose magliette, altro che ingaggiare un nippo appositamente, lodare il capitano con meno magliette vendute della storia od il suo vice capace di subire Nagatomo neanche fosse Roberto Carlos.

A proposito di derby, sinceramente mi ha fatto specie leggere fino a poco prima della partita discussioni sul closing, discussioni tra l’altro riprese poco dopo il termine della stessa, perché con questo modo di vivere il calcio si perde l’essenza dell’essere tifoso, ossia ciò che ti porta quell’illogica agitazione nei giorni precedenti l’evento e ti dà quelle scariche di adrenalina durante la partita, in grado di non farti addormentare fino a tarda notte. Certamente la cessione è l’evento più importante presente e futuro per noi rossoneri, ma la verità è che possiamo solo aspettare il 13 dicembre perchè tutto quello che accadrà prima di tale data è, salvo alcuni casi, riassumibile nel termine “clickbaiting” ed allora perchè non godersi una partita tanto sentita ed attesa? Ormai siamo agli sgoccioli, il termine per il closing è sempre stato fine anno, per cui aspettiamo serenamente in riva al fiume dando ai devoti del santuario della Gallizia il giusto peso: zero.

Seal

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

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Il mio primo sbiadito ricordo è Baresi che entra in scivolata e l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.