Mezzo pieno o mezzo vuoto?

16 novembre 2016 | Di | Rispondi Di più
luigiscrosoppi

Mi raccomando…

Nel mio modo di ragionare la pausa per le nazionali è sempre stata una buona occasione per riflettere a bocce ferme sul Milan, analizzare qualche dato oggettivo e stilare un primo bilancio per capire se le mie impressioni sono corrette od erronee. Mai come quest’anno i tifosi rossoneri hanno posizioni contrastanti riguardo la classifica, c’è chi da una parte vede tutto roseo, pensando ai punti totalizzati come logica conseguenza delle partite e della reale forza degli avversari affrontati, e c’è chi dall’altra vede un milan in versione autunno/inverno manciniano, che staziona nelle parti alte della classifica per fortuna e coincidenze. In mezzo a queste due posizioni tutte le sfumature di grigio possibili ed immaginabili.
Come già affermato dal buon Larry, finora i rossoneri hanno realizzato 19 gol subendone ben 15. Questi numeri non sono affatto ottimali non solo se paragonati con quelli dell’anno passato (4 gol segnati in più ed uno solo in meno subito), ma soprattutto se inseriti nell’attuale contesto della serie A dove il Milan risulta avere il 7° attacco ed addirittura l’undicesima difesa. In parole povere, stilando una classifica che somma i migliori attacchi e le migliori difese, lazio, napoli, atalanta e torino al momento hanno tutte delle posizioni migliori e la disastrata difesa interista, a conti fatti, ha subito un gol in meno. Questi numeri alla lunga difficilmente mentono, si può sgarrare di una o due piazze, ma oltre è davvero qualcosa di raro e le classifiche finali dei campionati lo dimostrano ampiamente. A questo punto sembrerebbe avvalorata la tesi del bicchiere mezzo vuoto, secondo cui la fortuna è stata la principale alleata della squadra, permettendoci di essere terzi in classifica e non ottavi. Però, c’è un però.
Se è vero che questi numeri sono incontrovertibili è anche vero che siamo a meno di un terzo del campionato ed è altrettanto vero che dei 15 gol subiti in 12 partite la coppia difensiva titolare (Paletta/Romagnoli) ne ha incassati “solo” 6 in 9 partite (diciamo 8 e mezzo per essere precisi) con Gigio imbattuto in ben 4 occasioni (quasi il 50% delle partite) totalizzando così una media gol al passivo migliore di quella bianconera (la migliore per gol subiti in serie A).
Quindi cosa ci dicono questi numeri? Estremizzando il concetto, le statistiche non fanno che avvalorare le tesi espresse sul Night da inizio della stagione: il mercato del milan è stato pressoché inutile e Montella ha gli uomini contati. Dove potrà arrivare questa squadra? Dove glielo permetteranno infortuni e mercato invernale.
Non servivano certo i numeri a dirci questo però ce lo certificano nero su bianco: la coppia romagnoli/paletta è ben affiatata e se uno di loro sta fuori è un disastro confermato dai 9 gol subiti in 3 partite e mezzo. Il Milan infine non segna molto, e ciò non appare neanche di difficile comprensione, dato che la manovra offensiva spesso langue vivendo degli strappi di Niang o delle sortite del trottolino Suso, ma ciò che salta all’occhio sono i marcatori: se da una parte il trio d’attacco cerca di fare il suo con 11 gol in 12 partite, dall’altro gli unici altri giocatori ad aver timbrato il cartellino sono quelli che si sono distinti per carattere o capacità (Bonaventura, Locatelli, Kucka, Paletta e Lapadula). A mio parere ciò non è un caso, così come non è casuale che la panchina sia pressochè inutile, tolta qualche eccezione. Affinchè il Milan possa rimanere nelle parti alte sarà necessario da una parte accendere un cero a San Luigi Scrosoppi e dall’altra sperare in un mercato che ci liberi di un sacco di pippe, ma soprattutto porti nuovi forti calciatori in grado di aiutare il mister e quelli che tiran la carretta, perchè altrimenti quanto fatto finora sarebbe vano.

Per tutti questi numeri da montagne russe ovviamente dobbiamo ringraziare colui che viene celebrato in ogni dove come la panacea da ogni male delle società calcistiche, l’unguento miracoloso che trasforma un feretro zero in un’intuizione, il Gran Visir di tutti gli allocchi, insomma l’imperatore di trippadvisor. Ormai non passa giorno senza la celebrazione dell’Apparato Digerente del giannino, colui che si prende il merito di aver dato Aliyu allo Standard Liegi altrimenti Kakà non sarebbe arrivato. Ahahahahahahahahah! Applausi a scena aperta! Un po’ come se qualcuno si vantasse di aver stampato tutte le copie del contratto di vendita migliore stipulato dalla propria azienda… e se non le avesse stampate lui, addio contratto. Ahahahahahahahahah!
A mio parere in quella dichiarazione c’è una chiara stoccata a chi loda Braida (che volle Kakà) perchè fu lui a portare quel nigeriano, ritiratosi poi a 28 anni in terza divisione belga e sbarcato in Italia al Padova dopo aver vinto a bim bum bam la sfida con un altro giocatore extracomunitario. Però diciamocelo, vedere in questi giorni la celebrazione del nostro digerente ci fa ghignare a crepapelle solo pensando alla sua difesa fatta di Aliyu Datti piuttosto che della celebrazione dei secondi posti…viva la mentalità vincente!

Ordine del giorno è il "debbo"!

Ordine del giorno è il “debbo”!

A proposito di mentalità vincente: domenica arriva il derby e mai come stavolta bisognerà metterla in campo perché se con la juventus c’era un desiderio di rivalsa enorme di tutto il mondo milanista, con i cugini (di chi poi…miei no di sicuro) affronteremo una partita insidiosa, che potrebbe rappresentare una prima svolta nella nostra stagione. Bisognerà dimostrare che quel terzo posto non è frutto del caso e per far ciò prima di tutto dovranno essere i calciatori a pensarlo, trasformando sul rettangolo verde quei loro pensieri e quelle loro convinzioni in gioco, agonismo, carattere e gol. Una vittoria nel derby lancerebbe un segnale inequivocabile ai nostri avversari, che dopo un terzo di campionato incomincerebbero davvero a temere il Milan mettendola nel novero delle pretendenti alla champions league, soprattutto se la nuova proprietà cinese opererà in maniera certosina a gennaio. La mentalità da celebrazione dei secondi posti la lasciamo volentieri al più grande digerente del calcio italiano ed al suo popolo di allocchi perché un rossonero vuole solo mentalità vincente, mentalità da casciavìt.
Come contro la gobba non me ne frega niente del perchè e del per come, domenica sera voglio una bolgia rossonera e anche se non ci sarà Cianni Rivera facciamo nostro il nostro San Siro!

Forza vecchio cuore rossonero!

Seal

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

Sull'autore ()

Il mio primo sbiadito ricordo è Baresi che entra in scivolata e l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.