Cesta novembre 2016

15 novembre 2016 | Di | Rispondi Di più

A grande richiesta (di Seal, quindi prendetevela con lui…) torniamo a fare qualche classifichina e classificuccia. Siamo ad un terzo di campionato ed in sosta, vale la pena fare un approfondimento con qualche numero che sostanzialmente amplia quanto già espresso da Fabio sabato scorso.

COME GIOCA IL MILAN – Riguardo a questo argomento lascio la descrizione tattica, che io non so fare, ad un pezzo di Ultimouomo che linko. Sinteticamente è tutto costruito attorno ad un solido 4-3-3 che in fase offensiva diviene 2-3-5 con terzini molto alti, l’azione che si dispiega in modo pulito con giocate veloci e studiate, dinamismo; in fase difensiva la parola d’ordine è ‘prudenza’ e adattabilità all’avversario. Non è calcio champagne ma è furbo e, ad ora, trae il meglio dalle risorse a disposizione. Siamo comunque una squadra che semina così così e raccoglie tanto: 10ima per tiri totali, 13esima per tiri in porta, ottavo miglior attacco; tiriamo per il 43% dall’area, solo il 3% in area piccola e il 54% da fuori area, ed abbiamo segnato il 30% dei gol appunto in questo modo, ben 6 su 18 risultando primi in questa graduatoria. Con l’11esima difesa per gol subiti il Milan concede 14 tiri a partita (nona), il doppio della juventus; nessun indice difensivo (tackle, falli, intercetti) spicca. Come sottolineano anche gli ‘stregoneschi’ indici degli expected goals finora si è raccolto più di quanto seminato davanti, e subito più di quanto concesso dietro (anche in virtù dei pesanti scivoloni di Napoli e Genova, 7 gol subiti). Il Milan è quinto per disciplina, nonostante 4 rossi. A livello di possesso palla ci collochiamo nel mezzo della classifica, con un 49,9% di media che la dice lunga su quanto questa squadra disti dal ‘classico’ Montella; delle prime sei solo la Lazio ha una media inferiore. La precisione media è dell’81,7% su 420 passaggi totali (anche qui mezza classifica), il 15% lunghi col 48% di precisione e il resto corti con l’87% buoni; nulla spicca anche se ci sono i segni di un’approssimazione minore rispetto allo scorso anno. I lanci lunghi non servono a finalizzare ma sono costruttivi, solo 1.2 a partita sono infatti ‘passaggi chiave’ (ultimi della graduatoria). Non è insomma una squadra che spicca, c’è un senso d’equilibrio dove mancano gli eccessi positivi ma anche quelli negativi. Non c’è alcun dato o insieme di dati che spieghino o ‘giustifichino’ la posizione in classifica, così come l’anno scorso non ve ne era alcuno che giustificasse ambizioni da terzo posto; questo può originare delle riflessioni costruttive o degli gnegnegnè a seconda dell’intelligenza di chi legge.

LA FORZA DI MONTELLA – Stesso assetto, modulo, principi e atteggiamento dalla prima all’ultima giornata: questa è la principale forza finora del Milan. Pochi esperimenti, i titolari sono chiari e ciò è evidenziato dalla differenza di minutaggio della rosa; dei 23 giocatori utilizzati 10 hanno giocato il 70% dei minuti, 2 attorno al 50% (Montolivo e Locatelli, che si sono avvicendati). La rotazione è bassa e fatta a necessità, nessun ‘ballottaggio’, nessun ‘pupillo’ perché gioca chi serve di più, viene data fiducia ai giovani nei ruoli chiave e nell’emergenza a scapito dei soliti bolliti misti. E’ una squadra solida anche perché senza equivoci; ecco la grande novità tecnica del 2016/17: si sa come gioca il Milan, chi gioca e perché. Anche il numero di imposizioni ambientali/procuratoriali/presidenziali è evidentemente prossimo a zero: differenza fondamentale e punto di forza chiave. Comunque l’allenatore campano è sempre stato un passo avanti procedendo con calma, compostezza e furbizia; è poco decifrabile, adattabile ma saldo, mai sopra le righe. Deus ex machina? Fa solo il suo mestiere senza cincischiare troppo. Ha avuto la possibilità di scegliere se sfilare anche lui nel circo o starne fuori, propendendo appunto per non entrare nei soliti bailamme e concedendosi anche qualche ironia ben mascherata; ha soprattutto capito che nell’economia di una squadra funzionante c’è posto magari anche per qualche teatrino, mentre dal gioco dei teatrini non uscirà mai fuori una squadra come si deve.

Sprazi di Magico Milan, novità 2016-17

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RISULTATI E PROSPETTIVE – La forza di questa squadra sono soprattutto i risultati. Sulla gestione delle prestazioni si sta costruendo un ambiente più sereno e coerente ed il merito va alla mentalità dello staff, nuova e differente rispetto ai deliri del Giannino. Per la prima volta da anni 3 vittorie di fila non sono coincise con volgari pagliacciate e feste Scudetto anticipate, e ad 1 sconfitta anche brutta non sono seguiti rimescolamenti, follie o convulsioni epilettiche. Anche qui l’assenza di visite pastorali, procuratoriali e i numerosi ed evidenti passi indietro del Condor sono risultati fondamentali assieme, come detto, al giusto approccio di Montella&co. Insomma i buoni risultati vanno braccetto con calma, pochi proclami, zero butade, umiltà, sparizione delle teste di cazzo, dei velini e dei fenomeni del circo, niente hip hip urrà, balletti, karaoke, scenate, dichiarazioni di soubrette, ultimatum. Chi lo avrebbe mai detto! In casa il Milan ha steccato solo una partita, in trasferta nonostante la differenza reti negativa ha il secondo rendimento del campionato a parimerito con l’Atalanta. La progressione della squadra è costante e se si vuol puntare al terzo posto tale deve restare; il terzo posto in Italia va a squadre che centrano o superano generalmente i 70 punti (80 nell’ultima stagione), squadre capaci di filotti anche impressionanti vedi Roma e Lazio negli anni scorsi, che in gennaio rinforzano i propri organici. Stare in alto significa tornare nell’ottica che due pareggi di fila non sono permessi, che ogni cappellata individuale si paga così come espulsioni, discussioni, atteggiamenti poco professionali. Il campo continuerà a dirci la verità, come sempre.

I SINGOLI CONTANO – Come sempre accade quando i risultati sono buoni/ottimi sembrano tutti fenomeni. Ne abbiamo uno solo, Gigio Donnarumma, ma tanti altri giocatori sono usciti dall’aura della mediocrità. E’ il caso di Bonaventura che dopo sei mesi di depressione è tornato al livello del girone d’andata scorso nel ruolo inedito di mezzala; preciso (85%) e versatile, ha nelle corde sia il gioco corto che cross e verticalizzazioni, offre 1.6 passaggi chiave a partita ed è il miglior dribblatore di squadra e secondo del campionato (2.7 riusciti a partita). Il giocatore sta dimostrando con i fatti di poter essere determinante. Kucka è migliorato nella qualità e si conferma prezioso negli interventi aerei, 5.5 a partita di cui 3 vincenti. Romagnoli e Paletta formano una buona coppia difensiva, con pochi fronzoli (12 spazzate a partita) ma dotata tecnicamente (87 e 85% nel passaggio, e giocano quasi 100 palloni a partita in due); l’argentino si distingue sempre per voglia e sacrificio. De Sciglio beneficia delle scelte tattiche di Montella, lavorando quasi come un esterno da 3-5-2 è più preciso (85%) e meno anonimo. Al Milan è venuto meno ‘l’accentratore’ Montolivo ma le prestazioni di squadra non ne hanno risentito. A dire il vero il suo avvio di campionato era parso migliore dell’anno precedente ed in crescendo; l’infortunio ha lasciato campo a Locatelli che è molto meno accentratore e abitudinario, gioca 36 palloni contro 50, prova meno lanci lunghi ed è complessivamente anche meno preciso ma è più dinamico e presente in avanti. In definitiva le due prodezze unite alla sua età comunque spazzano il campo dai dubbi: Manuel è il futuro, Montolivo il passato. Suso è la sorpresa della stagione con 4 assist, 2 reti, 1 cross a partita e 1.7 passaggi chiave sta impattando quasi quanto Bonaventura lo scorso anno; giocatore fondamentale per noi. Niang dalla parte opposta è più appariscente, più propenso ad attaccare l’area ma i suoi limiti di precisione e partecipazione al gioco più marcati rispetto allo spagnolo, comunque lontano dall’essere perfetto; il francese con 4 controlli sbagliati a partita è il peggiore della serie A, va detto. Bacca è il pomo della discordia; senza troppi giri perchè lo conosciamo bene: vale la pena rinunciare all’apporto realizzativo dell’indolente colombiano (impalpabile produttore del 30% delle reti di squadra) per guadagnare quel che Lapadula potrebbe aggiungere, ma si badi bene non ha ancora fatto vedere, in termini di manovra?

9 e 10 da calcio angolano. e chi ce li ha portati???

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Dietro la lavagna quasi tutti i panchinari e panchinati, una vera accozzaglia di inutilità in cui spiccano negativamente Luiz Mandriano, facilmente uno dei 5 peggiori acquisti del Giannino e il terrificante Poli che col suo 93% di passaggi riusciti è l’esempio di come i numeri vanno capiti (è preciso a passare la palla indietro a 5 metri); osceno anche Honda, che se lo prendessero in Cina gli andrebbe bene visto che la sua dimensione è la B angolana nonchè il pezzo da novanta del mercato estivo Sosa; l’argentino è un pascolatore inutile, né carne né pesce come è sempre stato, spicca in fase difensiva perchè con 1.6 dribbling subiti a partita è ‘il birillo’ della squadra. Su Pasalic e Mati attendiamo un impiego più costante e significativo. In generale manca quello che mancava ad inizio anno, buona gestione ed impegno dei giocatori non risolvono i problemi strutturali: riserve all’altezza, un vero regista (Locatelli deve poter crescere con più serenità), profondità di rosa per far fronte alle emergenze.

CONCLUSIONE – Il Milan sta sorprendendo nei risultati, ha un’identità di gioco e dei principi ben definiti, ha giovani di prospettiva ben amalgamati a giocatori decenti e ‘ripescati’ che formano un gruppo plausibile anche se incompleto. Quanto messo in cascina in termini di risultati, ottimismo, tranquillità e fiducia dovrà essere investito in miglioramenti in un gioco che pur dando alcune certezze sembra comunque molto limitato; investimenti dovranno esserci anche sul mercato e senza paure. Il vero problema di questa squadra è il lascito del Giannino panchinato e tribunato, che in termini di ingaggi e spese sostenute pesa ben più della squadra titolare, un dato che spiega bene la malagestio dell’uomo che nella vita non può fare altro che l’AD: l’Apparato Digerente. Contando anche i dismessi a gratis quest’estate si tratta di un disastro economico e tecnico immane. Al di là dei risultati, che potranno confermarsi come no, occorre capire che il Milan per tornare stabilmente al top ha bisogno di tutto ciò che non è stato fatto in questi anni. Nel mentre forza Milan e bravo Montella. Grazie a lui stiamo aspettando serenamente il giorno della liberazione rossonera.

Larry

p.s.: ci sarebbe molto altro da scrivere, ad esempio sulle avversarie ma non c’è il tempo. Comunque i dati sono presi da Whoscored.com e con qualche lavoretto di filtro e un pò di approfondimento chiunque può analizzare ciò che vuole. Gnegnegnè.

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.