Panchina lunga

28 ottobre 2016 | Di | Rispondi Di più
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Vincenzino e il rito propiziatorio per evitare infortuni

Dopo l’ubriacatura per la vittoria contro i gobbi è arrivata come una doccia gelata la sconfitta con il Genoa. A dire il vero non dico che la sconfitta fosse preventivabile, ma l’ingresso di Poli e Honda già facevano pendere la bilancia verso una gara complicata, in più sommateci un Niang a pascolare felice nei prati e tutto sembra avere una logica, al di là degli episodi e del risultato largo.Non c’è da meravigliarsi: la rosa ahinoi è questa, ma soprattutto, a coprire le spalle all’undici titolare (avessi detto) troviamo una panchina in cui vegeta il nulla elevato a mediocrità raccattato a peso d’oro dall’imperatore di Ibiza.
Io immagino sempre Montella che, girandosi verso la panchina e incrociando lo sguardo con una distesa di crisantemi, per scaramanzia, da buon napoletano, getta il sale dietro le spalle verso el uallarito, mandriano, abate e compagnia. Ovviamente me lo immagino anche attento a non beccare lo sbullonato, perchè già gli mancano i pezzi, se poi si dovesse anche arrugginire va pure mandato a riverniciare.

Ho sentito celebrare su giornalacci e programmi insulsi l’opera del famelico digerente al rutto sportivo che avrebbe costruito il milan del futuro oltre che italiano. Ma quando mai.
Il mister per schierare undici giocatori decenti, non fenomeni, deve pregare San Gennaro ad ogni allenamento e sperare che qualcuno non abbia un raffreddore, una slogatura, non gli venga il singhiozzo o l’herpes labiale. Mi immagino l’aeroplanino che finito l’allenamento dice ai suoi di asciugarsi bene i capelli, di non prendere freddo alla pancia, di coprirsi bene a letto e magari di prendersi pure una tisana, che altrimenti tocca piantare i crisantemi in campo. Dove sarebbe questa grande opera del condor? Costruire una squadra senza neanche un panchinaro decente? Mandriano sembra il vincitore di turista per caso. Pagato 14 milioni in totale, partito per fare il titolare, spedito in Cina dopo soli quattro mesi, da qui rispedito indietro a carico del mittente (a memoria credo sia l’unico), per farlo sembrare un nuovo acquisto gli han rasato i capelli, poi gli han detto che gli avrebbero trovato una nuova squadra e proprio per questo gli han tolto il 9 per darlo a Lapalulì (non me ne voglia, ma avessi detto…) infine non riescono a venderlo. Ditemi se non è la trama di un film comico!
E vogliamo parlare degli acquisti di quest’anno? Gomez fa la riserva di colui che doveva essere spedito se fosse arrivato Musacchio, Van Gioni torna ancora a casa per pranzo per farlo inserire gradualmente, il Uallarito fa la riserva di un primavera che gioca solo perchè capitan ricotta è rotto, lo sbullonato è in attesa dei pezzi rimasti in valigia ed accidentalmente spediti nel Borneo dove i componenti vengono utilizzati per cerimonie animiste, Lapalulì sta in panca perchè quello che doveva essere venduto al West Ham è rimasto, Mati Fernandez lo possiamo vedere su “Chi l’ha visto?”. Accidenti che bravo il nostro amministratore alle abbuffate!
Eccola qui la nostra brillante campagna acquisti: dopo la bellezza di 10 giornate tocca la cifra record di 432 minuti “giocati” vantando ben tre giocatori su sei con minutaggio pari a zero. Se teniamo conto che in rosa non abbiamo messi, cr7, modric ecc. direi che è un bel record anche se, a guardar bene, i nuovi sono quantomeno giovani e italiani. Come dite? Sono tutti stranieri tranne Lapalulì che non è neanche giovane perchè va per i 27 anni? Non ditelo ai giornalai o a quelli dei canili televisivi, perchè vi darebbero dei tastieristi.

Qui il concetto è solo uno: questi personaggi hanno la faccia…come la loro faccia. Se andassimo ad analizzare anche la campagna acquisti dell’anno passato scopriremmo come gli unici che fan parte dell’undici titolare sono Bacca (pagato a peso d’oro e che il condor voleva spedire), Romagnoli (voluto da Mihajlovic), Kucka e Suso. Stop.
Vogliamo ricordarci gli altri? Balotelli e Cerci rispediti indietro dopo non aver praticamente mai giocato, Josè Mauri ad Empoli in prestito dopo non aver mai giocato, Commissionely pagato quanto il pil del Burkina Faso per fare numero quando si gioca a scopa a milanello, Mandriano come detto fa il turista per caso da gennaio, il Satto venuto a villeggiare, limortacci lo trovate su real time a “24 ore al pronto soccorso”.
Ma di cosa stiamo parlando?! Su due campagne acquisti troviamo quattro giocatori decenti per una squadra di medio cabotaggio, di cui uno si è tentato di cederlo fino all’ultimo minuto senza riuscirci (Bacca), uno può diventare davvero forte (Romagnoli voluto da Mihajlovic) e due sono degli onesti mestieranti e nulla di più. Il resto sono crisantemi. Cosa c’è da celebrare? L’aver prosciugato ancor di più le casse della società per fenomeni del calibro di commissionely, mandriano, limortacci, uallarito, lo sbullonato ecc. incapaci di scalzare il macedonio o policlinico di turno perchè troppo scarsi o incapaci di deambulare? Qui siamo alla celebrazione del grottesco e dell’incapacità fatta persona, ma mai nessuno che gli faccia una vera domanda.
A San Siro per vedere una verticalizzazione dal punto nevralgico del campo abbiamo dovuto aspettare che si rompesse il centrocampista titolare (chissà per quali meriti tra l’altro), per battere la juve e dare la scossa contro il sassuolo abbiamo dovuto affidarci ad un diciottenne! Questi non solo ci prendono per i fondelli, ci dicono anche che è merito della “programmazione” quando l’unica cosa davvero programmata è la cena al ristorante.

Seal

P.S: Secondo quanto riporta questa mattina La Gazzetta dello Sport, Adriano Galliani ha deciso che dopo il closing per la cessione del Milan ai cinesi lascerà Fininvest, con cui ha un contratto fino al 2019. La sua idea è quella di rimanere nel calcio e con il passare dei giorni si fa sempre più calda la pista di un suo possibile ritorno in Lega Serie A, di cui è già stato presidente dal 2002 al 2006.  (fonte milannews.it)

Ed io che immaginavo i grandi club europei fare carte false per accaparrarselo…

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

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Il mio primo sbiadito ricordo è Baresi che entra in scivolata e l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.