Ora basta col Piano Marshall!

19 ottobre 2016 | Di | Rispondi Di più
Già solo dai giocatori in campo si capisce che è passata un'eternità

Già solo dai giocatori in campo si capisce che è passata un’eternità

Ma da quant’è che non battiamo stì gobbi?” mi domanda incazzato un amico milanista. Carissimo, purtroppo dal 25 novembre 2012. Poi dal gennaio del 2013 in 9 incontri 9 sconfitte fra campionato e coppa; non solo si tratta di un’umiliazione inaccettabile ma è anche un unicum nella ultracentenaria storia del nostro club, che si confronta con quei ronzini a strisce dal 1900 e mai nonostante gli alti e bassi aveva subito una simile serie di disfatte. La precedente serie negativa era di 13 gare (di cui 10 ufficiali) senza vittorie dal 1916 al 1927; 5 furono i pareggi ed 8 le sconfitte di cui ‘solo’ 5 consecutive dal 1925-1927, includendo anche un confronto amichevole; insomma erano 100 anni che fra noi e la juve non c’era un divario così marcato nei risultati e mai prima d’ora ci siamo sottomessi così costantemente agli ovini. Dal 2011 su 15 incontri (14 ufficiali) abbiamo vinto solo una partita, colto 2 pareggi e 12 sconfitte di cui appunto 9 consecutive. Alla vittoria di rigore firmata Robinho nell’autunno 2012 seguì la sconfitta ai supplementari in Coppa Italia a Torino, poi 7 disfatte in campionato (12 gol subiti, 4 fatti) e la Finale di Roma. Non piacerà saperlo a coloro che si scagliano spesso contro quelle squadre che con la juve intrattengono, diciamo così, rapporti di favore; a parte coloro che lo fanno stupidamente per distrarre l’attenzione o creare assurdi paralleli fra i numerosi feudi bianconeri e l’asse finanziar-culinario Galliani-Preziosi, quelli in buona fede sappiano onde evitare figure da pirla che solo l’Atalanta ha attualmente un record peggiore coi gobbi. No, né il Sassuolo, né l’Udinese peggio di noi.

Prima del filotto di sconfitte il bilancio incontri contro la juve era sostanzialmente in equilibrio. Si parlava di alti e bassi, beh il nostro Diavolo ne ha attraversati molti. Tuttavia mai aveva piegato la testa così fissamente, così inesorabilmente; nemmeno dopo la B, nemmeno negli anni Trenta. Chissà che cos’ha da dire in proposito “l’avvocato del diavolo” o meglio del cavolo, un leguleio del Giannino pieno di bile, colui che dalla tribuna riservatagli per scrivere ai tifosi milanisti inneggiava al ben noto Piano Marshall in favore della gobba. Citazione d’obbligo:

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“Credo che la juventus vada aiutata, ha bisogno di un Piano Marshall” – Grima Vermiling…ah ops

C’è poco da fare gli indifferenti. Il calcio italiano ad alto livello sta perdendo la Juventus. La squadra bianconera è arrivata settima l’anno scorso e rischia di fare il bis quest’anno. E’ vero che nel 1997 e nel 1998 il Milan arrivò undicesimo e decimo e l’anno dopo vinse lo Scudetto. Ma nessun ragionevole uomo di calcio può pensare che le condizioni di oggi, sportive, competitive e macro-economiche, siano anche lontanamente paragonabili a quelle di allora. La Juventus non ha più fuoriclasse, ha un bilancio rosso che più rosso non si può, è lontana anni luce non solo dall’Europa che conta ma anche da quella meno nobile, ha giocatori (vedi Chiellini, caso illuminante) che non avendo, e vanno capiti, nulla da giocarsi nel Club provano a respirare aria nuova in Nazionale giocando anche l’amichevole e finendo per perdere un mese di Campionato. E’ chiaro a tutti che il difensore livornese avrebbe cercato in qualche modo di preservarsi, come hanno fatto, inutile negarlo, e in maniera assolutamente comprensibile, alcuni giocatori di Milan e Inter, se avesse avuto una partitissima in programma dopo la sosta. La Juventus è ridotta così a causa di Calciopoli -minchia poverini, n.d.r.- e sono dell’avviso che il calcio italiano non possa permettersi di perdere la Juventus. L’onda lunga delle conseguenze economiche e sportive delle punizioni arrivate alla Juventus è stata oltre tutto subdola: non si è manifestata tanto nei primi due-tre anni, ma negli anni successivi all’impatto con la nuova realtà. E le obiezioni scontate dei soliti noti pronti a invadere il web con le loro reazioni intimidatorie, (sono così dozzinali che vale la pena anticiparle: e allora, quando eravamo noi ridotti così? -lo siamo adesso, n.d.r.- Hanno sbagliato e hanno pagato… Dovevano sparire…) vanno cestinate. Assolutamente e rigorosamente. Vanno cestinate da tutte le persone di buona volontà che amano il calcio. Il solito sogghigno ironico di chi non fa mistero di godere per questa situazione della Juventus anche quando la solita selva di microfoni gli chiede che ora è, non ha nulla a che vedere con lo spirito sportivo e con gli interessi in prospettiva di tutto il calcio italiano, quindi anche dei suoi. Quando altri facevano fatica a vincere, e lo hanno fatto per vent’anni, le condizioni strutturali del calcio erano clamorosamente diverse. Non c’era la crisi economica globale di oggi, non c’erano i mega-fatturati delle inglesi e delle spagnole che hanno accumulato vantaggi siderali rispetto a sistemi calcistici come quello italiano, non era mai esistito uno scandalo le cui punizioni non si limitassero al campionato successivo ma che, al contrario, di fatto, spalmassero le loro conseguenze di sistema almeno sui dieci anni successivi. Mai, negli ultimi 25 anni, giusto per parlare del periodo storico in cui hanno operato e stanno operando le presidenze Berlusconi e Moratti, nel corso di stagioni di crisi che possono capitare a tutti, c’è stato il divario fra la situazione dell’oggi e il ritorno alla competitività che esiste in questo momento per la Juventus. Mai. Credo che la Juventus vada aiutata. Pagare ha pagato, perderla non si può perderla. E’ un Club con il maggior numero di Scudetti e di tifosi in Italia, merita un piano Marshall per il suo futuro. Aiutare la Juventus significherebbe aiutare il calcio italiano. Senza dubbi e senza riserve.Mauro Suma, 11.04.2011; fonte Milan News (si trova in bella vista anche su Tuttojuve.com).

La propaganda, che presto verrà spazzata via dal ritorno del Milan per il semplice motivo che il Milan non ha bisogno di propaganda, non parla di questi temi caldi. Non ignorò la seconda stagione fuori dall’Europa in cui incappò giustamente una juvenuts gestita ad minchiam ma ha quasi ignorato la nostra terza stagione consecutiva fuori dall’Europa, un altro traguardo negativo mai toccato dagli anni Cinquanta in qua se non a cavallo della doppia retrocessione. Questi vivono in un mondo tutto loro, un mondo destinato a sparire, in una bolla di servilismo e politichetta dove tutto è statico, banale, finto. Ma quando un rossonero parla con un altro rossonero del prossimo Milan-juve da un bel po’ si finisce a fare scongiuri, a sperare di non perdere; questo pezzo nasce appunto da una domanda di un amico. E’ una condizione di decadimento inaccettabile. Eppure non è tema centrale per i patentati, i partigiani, i ruietti; non lo è per il grande milanistone che piangeva sulla salma della gran ladra del calcio italiano. Gente che non ha la passione che serve per confrontarsi con la realtà, non ha le palle di guardare nello specchio; gente assuefatta alla mediocrità, allo scivolare sempre più in basso, a Galliani, al Giannino. Gente che ha provato ad incantare anche noi. E’ così: c’è chi ha voluto un Milan perdente, umiliato, secondo, terzo, inutile. Il disamore è volontà, il disimpegno è volontà, il perseverare negli errori è volontà; non è finito un ciclo: si è voluto finirlo e finirlo così nello squallore. C’è chi ha voluto un Milan innocuo e triste, inserito nella politichetta del calcio come una squadretta qualunque ad azzuffarsi con altre squadrette qualunque senza disturbare il manovratore, a lamentarsi il lunedì per i rigorini e fuorigiochini, a battere le manine a comando. Basta col Piano Marshall adesso. E’ ora di sbattere fuori i vermilingui, i loro ragionamenti subdoli e i loro intrighi; è ora di confrontarsi con la realtà, confrontarla col passato e capire che tutti questi anni sono stati solo un volgare, osceno e malvagio incantesimo: quello della mediocrità. Il giorno che lo realizzeremo, noi tutti e chi va in campo, lo spezzeremo; nessun Milan deve accettare questo giogo.

Non basterà!

Purtroppo non basterà!

Sabato sera si deve andare in campo per vincere, lo impone la disgustosa serie di insuccessi contro i bianconeri prima ancora dell’attuale classifica. Il 100% non basterà, la finale di Roma serva da esempio: col 100% del Giannino si perderà tristemente, col 100% del ‘un po’ più di corsa/sudore/impegno anche se partiamo sfavoriti’ si tornerà a casa rotti. Servirà il 200% del Vecchio Cuore Rossonero e tanta testa, una partita da Milan finalmente; servirà anche una carica che a Milano non si vede da molti anni, servirà l’orgoglio, servirà essere il Milan e non solamente vestirne la maglia. Servirà dimostrare qualcosa al di là dei limiti e la Storia ci dice che si può fare: il Giannino contro la juve parte battuto, ma il Milan, qualsiasi Milan, MAI.
A voi ragazzi!

Larry

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.