Il gran rifiuto

12 ottobre 2016 | Di | Rispondi Di più
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Secondo alcune voci ecco il prossimo CDA…

MILANO – Paolo Maldini rifiuta il ruolo di direttore tecnico del Milan proposto dai cinesi. Lo annuncia su Facebook spiegando di non aver “mai chiesto un ruolo ‘alla Galliani'” e parlando di “sogno svanito”. “Avrei dovuto condividere qualsiasi progetto, acquisto o cessione di calciatore con il mio parigrado ds – ha scritto -. A mia precisa domanda su cosa sarebbe successo in caso di disaccordo, mi è stato detto dal Sig. Fassone che avrebbe deciso lui. Detto questo, non credo ci fossero le premesse per un team vincente”.

LA SPIEGAZIONE – Paolo Maldini ha spiegato di aver rifiutato il ruolo di direttore tecnico proposto dai futuri proprietari cinesi del Milan anche per rispetto ai propri valori. «Il Milan è sempre stato per me un affare di cuore e passione, la mia storia, quella di mio padre e quella dei miei figli lo dimostrano e nessuno potrà cancellare questo nostro legame con i colori rossoneri – è l’esordio del lungo post su Facebook con cui l’ex capitano rossonero ha annunciato la propria decisione -. Proprio questo forte legame mi impone di essere attento, preciso e professionale nell’accettare l’incarico che mi è stato offerto; certo, sarebbe molto più facile seguire l’emozione della proposta e dire di sì, senza pensare alle possibili conseguenze e partire a testa bassa in questa nuova avventura. Invece no, non posso, devo rispettare i valori che mi hanno accompagnato durante tutta la mia vita, devo rispettare i tanti tifosi che si sono negli anni identificati in me per passione, volontà e serietà, devo rispettare il Milan e me stesso».

LA REPLICA – “Siamo dispiaciuti della decisione di Paolo Maldini in merito alla nostra proposta, poiché crediamo fermamente che presto si renderà conto di quanto il nostro progetto per AC Milan sia vincente”: lo dichiara in una nota Sino-Euro Sports, la capofila della cordata cinese in procinto di acquistare il Milan, commentando la decisione dell’ex capitano rossonero di rifiutare il ruolo di direttore tecnico.

(fonte Corriere dello Sport)

Altro importante membro del prossimo CDA...

Altro importante membro del prossimo CDA…

Parliamoci chiaro, adesso non è che se Maldini rifiuta l’incarico,  il progetto non potrà attuarsi lo stesso! Se ci saranno le giuste competenze, le giuste motivazioni e gli investimenti necessari si potrà ricostruire una società ridotta ad un cumulo di macerie, causa l’incuria del suo proprietario e l’incompetenza del suo amministratore (alle abbuffate). La nostra lenta agonia ci ha portato in questi anni a sentire la mancanza dei valori rossoneri, impoveriti dal sudiciume e dal vergognoso comportamento di un Ad dedito al gozzoviglio, al divertimento e al sollazzo personale; il tutto con un dispendio di risorse per comprare una masnada infinita di giocatori di merda, di pagliacci, di puttanieri, mignottari, sciancati, bonghisti, piloti da strapazzo, ballerini, tatuati, mesciati, bigodinati e cazzoni inutili che si sentono campioni. Ecco allora il nostro lavoro storico, la nostra quotidiana ricerca di milanismo rossonero vero e non da menù di uno scadente ristorante.

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un CDA di spessore…

La società, il tifo, le prospettive sono a pezzi, serviva un qualcosa che facesse rialzare l’orgoglio, che ci urlasse “alzatevi e seguitemi!”, un qualcosa che ci unisse. Serviva Maldini. Fassone è stato tardivo, se aveva il piano di puntare su Mirabelli doveva proseguire, doveva tener duro nonostante la pressione di tutto ciò che circonda il Milan per far tornare una bandiera. La cosa è nata male ed è finita peggio. Fassone si è fatto condizionare, ma chi conosce Maldini sa che non può essere un comprimario: lui è sempre stato un titolare fisso, dappertutto. Per me è stato un grave errore di Fassone, errore di percorso e di scarsa conoscenza di quello che è il mondo rossonero. Nulla è perduto, ma ora può essere più difficile. Non commento i comunicati, ognuno tira acqua al suo mulino, commento però che è stato commesso un grave errore di forma e quindi di sostanza.

Adesso riprenderanno fiato i vari ventriloqui che sbavano rabbia da settimane, quei ventriloqui ripugnanti e ributtanti che sono arrivati a distinguere tra Baresi e Maldini. Quelli che belano di pozzi avvelenati e di contaminazioni. Meno male che questi empi hanno un seguito di poche unità di decerebrati, un manipolo di talebani asserragliati nella difesa di questi ventriloqui. La cosa bella è che come Night, da mission, lottiamo per rovesciare l’attuale dirigenza e proprietà che critichiamo ferocemente da anni con fatti che ci danno ragione al 100%. Bene, coloro che difendono questi asini incompetenti, adesso che i loro beniamini sono marchiati in fronte con il simbolo del somaro, dicono di aver vinto, sono diventati cinesi e noi avremmo perso. La stupidità dell’affermazione si commenta da sola. Il Night ha la sua coerenza, coerenza che ci viene riconosciuta dai nostri incalcolabili utenti. Sono numeri inconfutabili.

Gianclint

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Categoria: Mondo Milan, News

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.