Respect for the Rossoneri

22 settembre 2016 | Di | Rispondi Di più
Questo il pubblico dell'Emirates per la partita contro il Milan Legends. C'è un mondo che ci vuol bene

Questo il pubblico dell’Emirates per la partita contro il Milan Legends. C’è un mondo che ci vuol bene

Martedì notte alla ricerca di una registrazione potabile di Milan-Lazio mi sono imbattuto in una puntata di European Football Show della BT Sports dedicata al Milan e ho provato una magnifica sensazione di orgoglio, positiva, illuminante. In mezz’ora il conduttore, James Richardson, e i suoi ospiti fissi (uno per la Serie A, uno per la Bundesliga e uno per la Ligue1) hanno riassunto il Milan, quello che fu e quello che è diventato, molto meglio di tanti espertoni di canili e legulei del Condor regalando ad un tifoso come me una soddisfazione sottile, un senso di appartenenza verso i colori rossoneri, un senso di giustizia. C’è ancora verso il nostro Milan un rispetto vero e profondo, che non ha bisogno di menzogne e falsi idoli. Per l’Europa, come per i nostri cuori e nelle nostre speranze, il Diavolo è ancora la Leggenda che conosciamo.

Il Milan è ancora Rocco e Sacchi, le difese impenetrabili d’acciaio e gli attacchi formidabili. I geni e i lavoratori del centrocampo. Il Milan è un portiere normale perché quando pensi al Milan non pensi certo ad un portiere ma capace di stare dietro la Difesa delle Difese, Seba Rossi il recordman; incredibile non sia mai stato convocato dalla Nazionale, ma era uno col suo bel carattere. E’ Nesta, è Maldini la Leggenda come suo padre, 25 anni al meglio. Ed è stato permesso che diventasse un estraneo al club, magari questo potrebbe presto cambiare. In Europa, sai com’è, se ne fottono delle opinioni di quattro soldi dei quaqquaraqquà. E’ Baresi il Capitano che è sceso in serie B, l’esempio, l’eleganza; nelle parole di Paolo Di Canio (a manica lunga…) tutta l’ammirazione british per il Piscinin: “Al primo allenamento […] ricordo che saltando per prendere un pallone mi trovai il corpo ribaltato sopra la testa…perchè Baresi da dietro BUM! Mi diede un calcione! E atterrai sul coccige. Gli chiesi ‘Ma…Franco?’. E lui mi guardò in faccia e mi disse ‘Forza. Alzati. Benvenuto Paolo Di Canio, al MILAN!’. E in quel momento capii perchè questi avevano vinto tutto”. E’ Marcel Desailly, il miglior difensore francese che a Milano divenne il miglior interditore d’Europa davanti alla miglior difesa d’Europa. Sai quanti gol presero quell’anno? 15. Nella ‘formazione tipo’ sono costretti a commettere l’eresia di mettere solo 3 difensori perchè bisogna avere almeno 5 centrocampisti…sai fra tutti quelli da scegliere! Pensare a come siamo messi oggi lì in mezzo fa star male. Il Diavolo è Rijkaard il cervello dietro tutto, versatile, un’intelligenza tattica superiore, è Pirlo il Maestro che è morto gobbo ma da noi è stato leggenda (e se se lo scorda peggio per lui), the iconic Gattuso; è Schiaffino, è Liedholm che non sbagliò passaggi per due anni, e quando lo fece San Siro si alzò in piedi ad applaudirlo per 5 minuti; e da allenatore vinse lo Scudetto della Stella, poi tornò prima dell’arrivo di Sacchi, fu fondamentale perchè introdusse la marcatura a zona, le fondamenta del lavoro di Sacchi. Un legame unico che tanti soloni tendono a spezzare. Il Milan è Gianni Rivera anche per gli inglesi, the top Bandiera, il simbolo. E’ Weah che salta tutti, Shevchenko che batte Buffon (col tiro da fuori dopo essersi bevuto la juve), persona eccezionale con tante storie incredibili sul Milan che era casa sua, il miglior marcatore dei derby. Il Milan è Marco Van Basten, il metro di paragone di tutti i campioni di oggi; è Nordhal. C’è anche il tempo per raccontare cosa il Milan non dovrebbe essere: un branco assortito di pippe, di Mesbah, di Senderos, di Constant e di Ricardi Oliveri; ma è un batter d’occhio.

Il Milan meriterebbe una posizione in classifica ben migliore di quella che ha avuto in questi due anni. Montella ha dato un’impronta di gioco, ho visto una squadra con meno preoccupazioni; la stagione scorsa si giocava con preoccupazione, giocare a San Siro non è facile e i tifosi non erano contenti. Per chi non ha un carattere forte e freddo non è facile scendere in campo”. E’ Cristian Abbiati ad introdurre la discussione sul Milan ‘di oggi’. Il Milan è anche il suo Presidente, un padre per Cristian, per Di Canio, e pure per Ibrahim Ibou Ba pescato dalla BT Sports nel team Milan Glorie…va beh dicono tutti che è simpatico, perchè non crederci. Papà Silvio che dava la forza di entrare in campo, la fiducia con semplici gesti e parole, un motivatore unico…poi un giorno ha smesso. Abbiamo martellato i coglioni per anni sull’importanza della mentalità, quell’input fondamentale che ti da il capo, che parte dall’altro. E’ la logica delle cose, è perfino banale. E’ rimasta comunque tanta ammirazione per Berlusconi (io aspetto di vedere a chi ci ha venduti), ma il rispetto e la leggenda del Milan sopravvivono già ora alla sua caduta.

Non mi ha colpito tanto la storia o l’analisi di questo sunto sul Milan fatto da estranei osservatori, neutrali, che ne sanno certamente meno di noi sul Diavolo; ma l’ammirazione e l’affetto che traspare verso non tanto i titoli quanto gli uomini che hanno reso grandi i rossoneri e l’importanza che il Milan ha nel calcio. Una domanda ha aleggiato nello studio fin dall’inizio della trasmissione: e il futuro sarà ancora rossonero, riusciranno a tornare fra i grandi? E come? Emblematico Cristian Abbiati: “La qualità sicuramente si è abbassata. Io so per certo avendo giocato anche 1 anno alla juve…che per ricominciare hanno rifatto tutto. Han cambiato tutto quanto, han detto ‘adesso svoltiamo’ e in pochi anni sono riusciti ad arrivare al top”. Punto.

Concludo traducendo l’ultimo scambio di battute che chiude il programma. Lascio a voi il confronto con gli opinionisti dei nostri pollai o canili televisivi, i loro pensieri accrocchiati, banali e svenduti ai potenti di turno, le lingue sempre pronte assieme alle pose boriose da fenomeni; la mia amara riflessione è che se per sentire parole ragionevoli sul calcio e trovare il vero rispetto che merita il Milan, e non quello falso dei leccapiedi, devo guardare un canale inglese allora c’è bisogno di una piazza pulita senza precedenti. Fassone e suoi managers prendano eventualmente nota se gliene frega qualcosa.

Richardson: “Quando pensi sia avvenuta la svolta (negativa) nel Milan, quando ha lasciato Ancelotti o quando Ibrahimovic e Thiago Silva vennero ceduti al PSG?”
Horncastle: “Io penso assolutamente in quel momento, anche se Paolo Maldini ha raccontato che sul podio ad Atene nel 2007, alzando quell’ultima Champions League disse a Galliani ‘Dobbiamo cambiare. Dobbiamo rinnovarci’. E non è mai successo. In ogni caso l’acquisto di Ibrahimovic è parso un modo per far andare avanti le cose nel breve, così da vincere l’ultimo titolo; poi quando se ne sono andati (Ibra e Thiago) non c’è stato più alcun progetto, nessuna strategia, si è cercato di far le cose al risparmio; parametri zero, prestiti…il club è andato alla deriva
Richardson: “Quanto di questo cambierà con la nuova proprietà, e chi esattamente sono i nuovi proprietari?”
Horncastle: “Non abbiamo nessuna idea di chi saranno i nuovi proprietari. E’ tutto avvolto nel mistero. Ciò è un po’ preoccupante sebbene siano stati messi 100 milioni di euro non restituibili come garanzia. Ma è probabile che stiano ancora cercando di mettere insieme i fondi, per completare ciò che sarà un grande investimento: 740 milioni di euro, più altri 350 milioni che è scritto dovranno mettere per la squadra”
Richardson: “Penso che per i tifosi, sia che siano in Italia o altrove, vedere il Milan come è messo in questo momento…sia molto deludente. Noi vorremmo che il Milan tornasse al suo meglio”
Laurens: “Si è triste quando vedi San Siro mezzo vuoto, quando li vedi soffrire contro piccole squadre come…Chievo, Bologna ad esempio…con giocatori che abbiamo persino visto nella Worst11 del Milan!…Un club come il Milan non dovrebbe proprio acquistare quel genere di giocatori. Speriamo per il calcio italiano, per Milano, per il calcio europeo che possano tornare al top il più rapidamente possibile”
Richardson: “Ci sono un paio di promesse nella squadra attuale però…pensiamo a Romagnoli in difesa, specialmente all’incredibile portiere di talento Gigi Donnarumma…”
Honigstein: “Si. Sono inoltre talenti italiani, alcuni usciti dal settore giovanile il che è qualcos’altro che ai tifosi mancava, dell’identità del Milan. La squadra è cambiata molto velocemente, ci vorrebbe sempre un gruppo di giocatori che possano rimanere per un periodo significativo di tempo; (ci sono stati) molti cambi, poca stabilità…e nemmeno qualità…Sono passati solamente 9 anni da quando furono Campioni d’Europa, ma è come se ci trovassimo a 1 milione di miglia da quel momento, dal miglior calcio europeo. Penso che qualunque neutrale vorrebbe vederli tornare un po’ più vicini a dove erano soliti competere”
Richardson: “Beh il crollo è stato precipitoso. Magari torneranno al meglio nello stesso modo”.

Magari!

Larry

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.