La trimurti: l’origine

13 agosto 2017 | Di | Rispondi Di più

Ecco il forte di cui qualcuno era a guardia…

Nel Milan è cambiato tutto, e per Milan intendo la società. Nuova la proprietà, nuova la dirigenza sia per quel che riguarda la gestione amministrativa e sia per quel che riguarda (grazie a Dio!) la parte sportiva. Nuova la comunicazione e se ne sono visti immediatamente i benefici; senza fare cose astruse, ma basandosi su cose semplici e dirette, con un linguaggio concreto e senza prese per il culo, l’intesa e l’unione tra società e tifosi si è letteralmente cementata. Non ci voleva molto, la comunicazione mistificatoria, irritante e oltraggiosa di questi anni è stata la peggior trasposizione del Giannino, cioè il surrogato societario che aveva preso indegnamente il posto del grande Milan. Naturale conseguenza di questo cambiamento è stata una campagna acquisti trionfale, straordinaria, impensabile ai limiti del sogno e pare che non sia nemmeno finita. Leggo di gente di nuovo incazzata perché non è ancora arrivato un grande attaccante; ma per la miseria, lo scorso anno erano tutti intenti ad aspettare gli ultimi tre giorni del Condorasino per vedere arrivare i soliti rottami strapagati, adesso che hanno rifatto praticamente una squadra con operazioni mirate, sensate e sportivamente logiche…, tutto viene messo in discussione? Non ripeterò la solita frase “vi meritereste Galliani” perché una cosa così terribile non si augura a nessuno…, però…

In questo quadro così ameno e sportivamente confortevole, con la prospettiva di rivedere presto una squadra decente, una squadra che sappia portare i colori della maglia al posto che gli spetta, con giocatori funzionali ad un gioco piacevole ed un impegno agonistico da Milan, ecco in questo quadro infastidiscono alcuni pezzi della cornice. Ho appena scritto che è cambiato tutto, ma quelli che non sono cambiati sono i giornalisti e c’era da immaginarselo; il cambiamento prevede un certo sforzo mentale e a livello di qualità intellettiva la sala stampa ne è quasi totalmente priva. Io metterei, durante le conferenze stampa, un bel cartello con la frase di Flaiano: “Se nella vita non sai cosa fare, fai il giornalista (sportivo rossonero)”; dispiace generalizzare e non sto qui ad elencare le eccezioni, ma parliamo di esseri inutili che non rileggono nemmeno quello che scrivono. Ogni giorno nella chat interna del Night ci sbudelliamo dalle risate a leggere gli errori e orrori che questi somarelli producono in quantità industriale, roba che ci vorrebbe una fabbrica di matite rosse e blu per le correzioni.

Nella religione induista la Trimurti indica tre aspetti dello stesso essere, della stessa divinità. Trasferendo questo concetto a certi elementi della stampa, si potrebbe affermare che la divinità in questione è il Giannino con il suo fiero condottiero da ristorante e i tre aspetti di questo essere sono i tre “editorialisti”che ancora campeggiano sulle pagine di Milan News. Chiaramente parlo del Neisecolifedele, dell’Elfogiornalista  e del Muezzin di Casa Milan. Per quali assurdi e reconditi motivi questi tre ancora annoino il prossimo rossonero sulle pagine del portale, rimane un mistero. Perché fanno visite e portano click? E gli insulti che si portano dietro non contano? Quale qualità esprimerebbero costoro? Quella del gattopardismo più evoluto? Si badi, non li critico perché contrari al nuovo corso, li critico perché sempre a favore di chi comanda. E’ diverso! Dopo che hanno avuto la faccia tosta di esaltare, raccontare, illustrare, favoleggiare ed idolatrare il Giannino, adesso stanno ancora lì ad esaltare chi fa l’esatto contrario di chi c’era prima? Come cazzo si fa a dire che il Condorasino era uno spettacolo vederlo al lavoro, era eccezionale nello scegliere i parametri zero ed imbottirli di denari fino a renderli invendibili ed esaltare le gesta di Fassone e Mirabelli? Come cazzo si fa! Come, come, comeeeee! Parliamo dell’antitesi, del contrario, parliamo dell’esatto opposto. Un’indecenza. Milan News li dovrebbe tagliare, prendete tre giovani di belle speranze e create una nuova classe giornalistica capace di avere un senso di critica, capace di emettere giudizi sinceri e capaci di raccontare la verità sugli accadimenti. E’ necessario creare nuovi giornalisti, quelli vecchi vanno spediti su Urano e di corsa.

Partiamo dall’Elfogiornalista, quello che a Gran Burrone scivolò e finì proprio nel burrone di testa, avendone dei seri problemi sia di altezza che di comprendonio. Leggiamone gli ultimi deliri, prodotti in lunghe notti in preda al delirium tremens mentre fumava l’erba-pipa, quella buona, quella prodotta da Tobaldo Soffiatromba.

Ora Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli hanno venti giorni non per metter la ciliegina sulla torta, serve lievito. Ingrediente fondamentale per amalgamare lo Zucchero Bonucci, la Farina Conti, l’Uovo Ricardo Rodiguez, il Sale Kessie, il Latte Borini, il Burro Calhanoglu. Altrimenti la torta non “cresce”, non può essere servita in tavola. Lievito Croato, Gabonese o, a sorpresa, Uruguaiano? 

AHAHAHAHAHA l’Elfopanificatore parla di lievito, ma dei nostri coglioni che sono lievitati in maniera naturale e ai limiti della mongolfiera, leggendo che Pato era meglio di Messi, che Galliani al lavoro era uno spettacolo, che se arrivava Emerson il mercato era sontuoso e centinaia e centinaia di altre sciocchezze? Ne vogliamo parlare? E rimanendo in tema gastronomico, dei “bolliti” che comprava la divinità di cui sopra…, non ha mai avuto nulla da dire? Credibilità zero, ridicolaggine 1000000000! Basta, è patetico leggere certe scemenze…e questo qui fa l’editorialista? Ma in nome di che e di che cosa? Fastidioso come un campo di ortiche. Tornasse a Gran Burrone a scrivere sui derby cestistici tra hobbit ed nani.

Poi abbiamo il recordman della fedeltà, quello capace di scrivere 52 editoriali consecutivi senza mai citare Adriano Galliani. Ahahahah ragazzi miei questo è un fenomeno che lotta contro i nemici che quotidianamente lo vogliono distruggere: la grammatica e la punteggiatura. Queste due belve feroci lo ossessionano da sempre, fin da quando in seconda elementare era l’unico a parlare bene della maestra cattiva. Ma vediamo gli ultimi scritti dell’acritico.

IN ALTO I…KALINIC. Il croato della Fiorentina sembra il candidato più probabile per il posto di attaccante. Forse non il più affascinante. I tifosi del Milan non aumenteranno la media-abbonamenti (già notevole) perchè arriva Kalinic.

In alto i Kalinic ha vinto il premio del Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera, all’unanimità i giurati hanno votato questa perla dopo essersi rotolati a lungo a terra ed essersi anche graffiati la pancia. Inarrivabile.

Del resto Bacca aspetta una chiamata dal Siviglia che, però, non è in grado di garantirgli i 3,5 milioni di euro a stagione che il colombiano dovrebbe incassare per le prossime 3 stagioni. È inutile, comunque, andare a bussare alla porta di Casa Milan per sperare in una buonuscita. Giustamente, gli è stato fatto notare, il rischio d’impresa esiste per tutti, è un pericolo concreto non solo per le aziende e per le società ma anche per gli stessi calciatori…

E parlando proprio di buonuscita, non ricordo alcun editoriale dell’acritico che parlasse di quelle prebende che la sua divinità elargiva per mandar via bestie, pippe, sciancati, rottami, puttanieri, mignottari, cazzoni, mesciati, bigodinati, crestati, pantagonnati, bonghisti e piloti da strapazzo. Mai una riga! Adesso però sono bravi Fassone e Mirabelli che non le danno. La coerenza messa sotto i piedi e presa a calci e pugni.

Saranno, saremo almeno in 60.000 domani sera sugli spalti di San Siro. Rizollato a nuovo, sempre in sospeso fra la fretta interventista di Suning e le giuste riflessioni di Marco Fassone, nel teatro rossonero andrà in scena un’altra incredibile lezione di Milanismo. Una dottrina, una fede che non conosce età e che, finalmente, è tornata in voga dopo un quadriennio denso si delusioni.

Qui raggiunge l’apoteosi, la standing ovation e una menzione nel discorso alla nazione del Presidente della Repubblica a Capodanno. Ci parla di lezioni di milanismo e questo è assolutamente inaccetabile, ma ancor peggio è che parla di un fantomatico quadriennio denso di delusioni. Premesso che i prodromi dello sfascio si possono rilevare molti anni addietro, ma io non ricordo e non trovo traccia di questo presunto quadriennio negli scritti dell’acritico. Non ha mai criticato, non ha mai mosso accuse, non ha mai citato i veri e il “vero” responsabile dello schifo e sudiciume che abbiamo dovuto sopportare e adesso parla di milanismo e di quadriennio ricco di delusioni? O ci prendeva in giro prima o lo fa adesso. Ma basta, lascia perdere. Flaiano dove sei?

E a chi ci accusa di aver diviso o accusato negli anni scorsi, ogni critica è legittima quando fatta senza volgarità, rispondiamo che bisogna saper stare a guardia del forte nel momento bello come in quello brutto, nella buona e nella cattiva era. Ma non è questo il problema, mancherebbe. La cosa vera, l’unica davvero importante, è che il Milan oggi è fra il forte e il molto forte. Da qui a fine Agosto potrebbe anche diventare fortissimo.

Poi c’è lui, il Muezzin di casa Milan, l’autoproclamatosi “guardiano del forte”, colui che detiene le chiavi del Santo Graal del tifo rossonero e le chiavi del carro. Strano che parli di forte e non del carro, forse perché quello stramaledetto carro è rimasto popolato da qualche ebete totalmente alienato dalla realtà. Qui la questione è semplice, chi ha detto che lui era il guardiano del forte? Dove sta scritto? Al massimo è stato il guardiano di Forte Giannino d’inverno e Forte dei Marmi d’estate… Tralasciando il plurale maistatis su cui è meglio sorvolare, noi (inteso come Night) siamo stati i guardiani del Milanismo, noi abbiamo tenuto acceso la fiammella del tifo e del ricordo, non certo chi incolpava i tastieristi se quella pippa schifosa di Balotelli non segnava e giocava di merda. Certo, non lo abbiamo fatto nei giusti toni…, ma lo abbiamo fatto gridando la nostra rabbia, voce che qualcuno, come sua abitudine e cultura, ha cercato di soffocare in tutti i modi, ma la nostra (intesa come Night) intelligenza è stata nettamente superiore. Una cosa è difendere i valori del tifo rossonero, un’altra è quella di difendere i propri interessi e lo stipendio. In cavalleria non passa nulla, qui non dimentichiamo (inteso come Night) nemmeno le virgole. Voltagabbana e gattopardi li teniamo segnati sul nostro (inteso come Night) cartellino. Alla prossima settimana con il sermone e poi con un’altra puntata della Trimurti. Buon Ferragosto a tutti.

Gianclint

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Categoria: Comunicazione, Giornalisti

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.