Vomitoriali, analfabeti e prossime vedove del Condor

9 ottobre 2016 | Di | Rispondi Di più

imagesMarco Fassone ci ha creduto tanto in Paolo Maldini. E che il nulla di fatto di oggi non sia positivo per entrambe le parti, lo conferma il nuovo proposito dell’ad incaricato. Dopo Maldini, meglio congelare, più opportuno non proseguire. I piani B possono essere interpretate dalla critica come scelte B e questo non porterebbe nulla di buono, sia al prescelto che a chi lo presceglie. A meno che, anche se non è lo scenario in corso, al piano B non vengano aggiunte altre lettere.  Piano B…aresi. Ha una voglia pazza di calcio, è già presente a tempo determinato nel Milan e il 16 Dicembre 1999 è stato eletto direttamente dai tifosi Rossonero del Secolo. La rosa delle bandiere sondate fino ad oggi, Demetrio Albertini a parte che ha da dirigente tanto duttile quanto esperto e consolidato visioni alternative ma non antitetiche, ha fatto parte di un gruppo di opposizione ad Adriano Galliani strutturato e vissuto quasi come una diretta emanazione dei social. Nell’ottica di chi si appresta ad arrivare, era doveroso partire da lì, un passo necessario per riavvicinare i tifosi al linguaggio e al mood della Società Milan. Ma questo non esclude altri ambiti e altri possibili metodi di scelta. Segnaliamo, all’insaputa dell’interessato evidentemente, che il carisma e il prestigio di Franco Baresi sono intatti. Agli occhi dei dirigenti avversari, della squadra e dei tifosi. Il Rossonero del Secolo non è contaminato, ha sempre coniugato la sua disponibilità professionale per il Club con il rispetto delle proprie idee di calcio e di Milan.

(Fonte Milan News)

Mi aggiungo ai post di Seal e Pier per stigmatizzare il momento comunicativo rossonero, anzi gianninesco, che sta gettando nel più assoluto sudiciume questi colori deturpati. Mi aggiungo perché abbiamo deciso di non dare tregua, di non farla passare, di non lasciar perdere. Voglio radere al suolo l’ennesimo vomitoriale dell’esperto di editoria sportiva nei giusti toni, neo valletto a Milan Tv, quello che rimane del defunto Milan Channel. Adesso è un canale più inutile di quello precedente (e ce ne vuole…) che almeno aveva la logica di proporci il Muezzin di Casa Milan in tutto il suo splendore (si fa per dire). Inoltre voglio commentare questo vomitoriale proprio perchè la parola “vomitoriale” da fastidio a qualche cretino del web…, e che vuoi farci, quando scrivi tu ti leggono al massimo nel tuo condominio, io faccio 7000 visite e questo mi fa ridere fino alle lacrime, specie quando apri la pagina di Google Analytics e risulta essere prossima allo zero, come il gradimento. Zero, zero su tutta la linea, zero spaccato.  Ritirati e chiudi. Ma torniamo al vomitoriale telecomandato dal suo padrone, uno dei peggiori di sempre, secondo solo a quel Piano Marshall che è ancora in atto e che è il testamento di uno che può solo partorire simili scempi! Chi era quello? Ah si quello del Piano Marshall…

Ha temuto di brutto che arrivasse Maldini, praticamente non ha respirato per tutta la settimana, andando avanti ad Imodium, riso in bianco e mela grattuggiata. Adesso però fa le sue proposte, propone e decide lui chi sono le bandiere, quelle che vanno bene e quelle che non vanno per niente. Il metro di giudizio? Beh, chi sta zitto e si accoda al Condorasino è bandiera, chi invece non si accoda non merita. E questo sarebbe il depositario del tifo rossonero? Questo sarebbe quello che comunica con i tifosi? Beh per i cretini va benissimo, con loro si trova alla grandissima e a menadito, con loro può bivaccare e svernare, il liquido amniotico è quello.

La rosa delle bandiere sondate fino ad oggi, Demetrio Albertini a parte che ha da dirigente tanto duttile quanto esperto e consolidato visioni alternative ma non antitetiche, ha fatto parte di un gruppo di opposizione ad Adriano Galliani strutturato e vissuto quasi come una diretta emanazione dei social.

E che vuol dire? Ma l’italiano messo sotto i piedi e pestato a sangue? Ne vogliamo discutere? Qui urge matita rossa e blu e dato un bel due in italiano; ma chi era questo professore della prima avviamento agricolo? Ma tornate sui libri che è meglio, tornate a mettervi di “buzzo buono” sulla grammatica e lasciate perdere i massimi sistemi. Il giochino però è subdolo, il giochino è il solito messaggino trasversale, il solito pizzino per far capire che Maldini e Albertini non vanno bene a Don Vito Corleone e Sauron S.p.A… Il giochino è talmente perverso che lo porta nell’anticristo, lo porta a bestemmiare ripetutamente con un intero caricatore di affermazioni blasfeme; ci si scandalizza per Buffon che chiama i santi a testimonianza delle proprie malefatte e non si muove un dito su queste aberrazioni. Il giochino vomitevole, da cui vomitoriale per il solito cretino, lo porta a far capire che Baresi va opposto a Maldini e Albertini, uno merita e gli altri due no. Tra l’altro i social vengono ancora chiamati in causa dal Muezzin, ma quando si tratta di esaltarsi per i miliardi di seguaci sui social, per lo più storditi giapponesi e affini, i social vanno sempre bene. Ma se i cinesi compreranno tutto, chi dirige o no (non si capisce) il canale servatico e fa da avvocato in trasmissioni farsa…perchè dovrebbe avere voce in capitolo su chi dovrebbe scegliere Fassone? Non lo sapete? Mettersi contro quel dinosauro mignon di Tavecchio è un atto di viltà! Significa sputare sui colori rossoneri, peggio di quanto hanno fatto in campo tutti quei crestati e bigodinati che ha sempre difeso! Non lo sapete? E’ sempre colpa dei tifosi che non vanno allo stadio, è colpa di quelli che ci vanno e fischiano, è colpa di quelli che non ci vanno e fischiano da casa, è colpa di quelli che non vanno allo stadio e che scrivono sul web che questa società fa vomitare, da cui vomitoriale per il solito cretino. Del resto Franco non è contaminato, tutti gli altri hanno la peste…, ma vergognati, ti dovresti solo vergognare. Questa non passa, stiamo scomodando anche i santi, stavolta lo scontro sarà durissimo.

MADE IN MILAN. Anche l’approdo di un imprenditore come Franco Rosso, che non ha certo bisogno di farsi pubblicità, a Casa Milan dimostra come la nostra storia, sempre e comunque, debba essere frequentata e alimentata solo dai milanisti. La fede rossonera è e deve essere una sola. Non per questo deve essere limitata da confini territoriali o di altro genere, ma
il concetto deve essere molto chiaro. Per tutti. L’entusiasmo e l’emozione di Franco Rosso che ha voluto pubblicizzare ufficialmente, dopo molti anni, la devozione milanista della sua famiglia svelano che il pianeta rossonero non è popolato solo da affaristi e presenzialisti. Il made in Milan deve diventare un marchio. Da estendere anche oltre i confini dei
calciatori. Essere milanista è una fede che, come ha dimostrato la sfida contro il Sassuolo, a San Siro semi-vuoto può scatenare 30.000 persone come fossero 100.000.

(Fonte Milan News)

E qui veniamo al Neisecolifedele: provate tutti a far scrivere gli stessi concetti ad un bambino delle elementari, direi che una terza va bene, e ditemi se fa gli stessi errori; l’utilizzo delle virgole è qualcosa di sconosciuto, ma questi dove hanno imparato il mestiere? Mestiere…, parolone…, il “cazzeggio”, perchè qui di giornalismo non c’è proprio nulla, nemmeno la curiosità di vedere come si scrive, di vedere come si fa, di vedere come verrebbe in italiano. E poi questo qui si offende, lo insultano via mail alcuni cafoni e lui che fa? Se la prende con noi, ci fa arrivare le sue minacce! Allora, riesci a collegare gli insulti che ti arrivano a noi? Ci riesci? Ne hai cognizione? Uno mi prende a calci per strada e io che faccio? Denuncio uno che gli ha venduto le scarpe! E questi la logica dove la tengono? Nel frigorifero… Ma uno che viene qui, si registra e ci confuta razionalmente, uno che ha la capacità dialettica, sorretta dalla forza delle ragione, si riesce a trovare? Noi siamo qui, possono venire, prendere i loro attributi e metterli sul tavolo, così li misuriamo e vediamo se sono competitivi con i nostri. In un giornalismo sano, vero e competente sono gli stessi giornalisti che vengono querelati, nel mondo dei cosiddetti giornalisti di casa Milan sono loro che querelano. Strano vero? In ultimo, così…tanto per dimostrare che ho ragione, come al solito…, il proprietario della Diesel si chiama Renzo Rosso, non Franco. Capito? Franco Rosso è quello dei viaggi! Adesso, a beneficio della precisione:

Franco Rosso – Nasce a Torino nel 1953, con sede in via Giulio Cesare, come “Ufficio Turistico Franco Rosso”. Nei primi anni l’attività della “Franco Rosso” è di rivendere prodotti di altre agenzie turistiche, in particolare della Chiariva, prima agenzia turistica italiana, fondata a Milano nel XIX secolo.[1] Durante il boom economico si sviluppa offrendo tour estivi organizzati in Europa, cataloghi con le proposte di crociera delle compagnie italiane ed estere, viaggi aerei intercontinentali (inaugurati nel 1967). Negli anni settanta Francorosso amplia la propria offerta con le destinazioni in Africa e, nel 1973 il brand diventa Francorosso International, con una ulteriore specializzazione verso le destinazioni internazionali. La programmazione di Francorosso negli anni Ottanta si basa sulle proposte “all inclusive”, in particolare con le strutture SeaClub, che si dividono in Seaclub, SeaClub 5Sensi e SeaClub Diamond. Ancora oggi, queste offerte rappresentano il 50% del fatturato del brand. Nel 1996 il tour operator torinese inaugura il proprio sito web, che propone in versione virtuale i cataloghi e le offerte. Negli anni seguenti vengono inaugurati i “virtual tour”, che offrono una panoramica visiva della struttura che si desidera visitare.Nel 1998 Francorosso è acquisita dal gruppo Alpitour.

Renzo Rosso – Definito il “genio dei jeans”[2] da Suzy Menkes, è il presidente di Only The Brave, la holding che controlla i marchi di moda Maison Martin Margiela, Marni, Viktor & Rolf, Diesel e Staff International (produttore e distributore di Dsquared², Just Cavalli, Vivienne Westwood e Marc Jacobs Men)[3] e il fondatore dell’organizzazione no-profit Only The Brave Foundation. Presiede altresì la società Red Circle, la Diesel Farm di Marostica, il Pelican Hotel di Miami, ed è proprietario del Bassano Virtus 55, la squadra di calcio della città di Bassano del Grappa Nato da una famiglia di agricoltori, Renzo Rosso ha studiato all’Istituto Tecnico Ruzza di Padova, scuola superiore specializzata nella formazione di tecnici per l’impresa tessile. In questa sede, all’età di 15 anni, produsse il suo primo indumento auto-progettato: un paio di jeans a vita bassa ed a zampa di elefante realizzati con la macchina da cucire Singer di sua madre. Iniziò poi a produrre diversi modelli di jeans per darli agli amici o venderli a scuola[4][5]. Finita la scuola, si iscrisse alla facoltà di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; tuttavia, pochi mesi dopo, a seguito di un colloquio con Adriano Goldschmied (allora alla guida del Genius Group, importante holding italiana nel campo dell’abbigliamento), lasciò gli studi per diventare tecnico di produzione alla Moltex, società controllata dal gruppo Genius. Nel 1978, a 23 anni, fondò il marchio Diesel, da principio in società con Goldschmied, per poi assumerne completamente il controllo nel 1985. In precedenza aveva già creato il marchio Goldie.

Adesso minaccerà di querela Franco Rosso per il solo fatto che esiste e lo ha tratto in inganno. Ma è in buona compagnia…il telecavallino aveva scritto che “Si fossi focu” era una poesia di Cavalcanti. Ma se non sapete scrivere lasciate perdere, non basta il contenuto vomitevole, da cui vomitoriale per il cretino del web, ci mettete anche erroracci e figuracce.

“E’ doveroso registrare entrambe le posizioni. Nel senso che Paolo ha detto ufficialmente che non sono arrivati a parlare di cifre e quindi non ne fa un problema economico. Però è altrettanto vero che la Sino-Europe Sports fa sapere che Paolo avrebbe chiesto un ingaggio pari a quello di Adriano Galliani e avrebbe detto io non posso accettare di guadagnare meno di alcuni calciatori. Quindi vuol dire che qualcuno non la racconta giusta”…La storia comunque ci insegna che, quando Paolo veniva invocato in passato dai tifosi come salvatore della patria, si è dimostrato che nessuno degli attuali dirigenti al Milan (da Galliani a Barbara) ha alzato le barricate nei suoi confronti”.

(Fonte Milan News)

Chiudiamo in gloria con la Condorvedova, una giornalista del Corriere della Sera… Una volta si diceva che scrivere per il Corriere era il massimo. Mah…sarà, ma questa qui non ha mai alzato alcun polverone contro questa società, anche lei brava nel minuetto, al suono del clavicembalo ben temperato,  con questa dirigenza. La cosa bella e folkloristica è che gira la storiella secondo la quale Maldini non avrebbe le capacità per gestire il Milan; scusate, ma che capacità avrebbe un geometra esperto in antenne e abbuffate, dedito al gozzoviglio e al karaoke? Se fosse un problema di soldi Maldini ha ragione, dovrebbero dargli il doppio rispetto al Condorasino. Pensate se da Pjaca si fosse presentato lui anziché un imbolsito goloso di barbagianni piumati! Maldini è riconosciuto ovunque come campione indiscusso ed assoluto, carismatico e rossonero. E qui stiamo pure a metterne in dubbio le capacità, del resto questi giornalisti esaltano un tizio che, nonostante milioni di euro per gli osservatori, prende un cadavere come Adriano e gli da 3,5 netti per 5 anni e non parliamo degli ultimi due mercati che fanno vomitare, da cui vomitevole…, da cui vomitoriale…

Sarà necessario prendere una bella navicella e imbottirla di questi fenomeni di giornalismo gallianesco e spedirli su Urano. Devono rimanere lì, fondare una loro colonia e suicidarsi di buffet mentre ricordano i bei tempi in cui il loro idolo partiva per Madrid e ci rimaneva una settimana ad ingozzarsi fino all’implosione dell’esofago; e poi concludono il racconto tra le lacrime mentre ripensano alla teoria dei secondi posti, dove vengono calcolate le finali perse di Supercoppa, praticamente è come equiparare ad una grande notte di sesso…una semplice seduta di autoerotismo…

Gianclint

Tags: ,

Categoria: Comunicazione, Giornalisti, Sermoni

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.