Semidei a San Siro

7 dicembre 2016 | Di | Rispondi Di più
Prendete esempio da Lapadula e Paletta

Prendete esempio da Lapadula e Paletta

Ho sempre pensato che nel tifare Milan ci fosse qualcosa di speciale, qualcosa di mistico e sovrannaturale che risale a tempi ormai lontani, qualcosa di mitico e trascendentale, e se contro l’Udinese tutto ciò mi sembrava solo un’allucinazione dovuta alla sconfitta ed al troppo caldo, domenica ho davvero visto la luce, domenica tutto mi è sembrato più chiaro e nitido come mai prima d’ora: il divino Eualla è con noi.
Alla fine noi della dea Eupalla, colei che protegge e ispira il gioco del pallone, che ce ne facciamo? Pensateci bene, neanche con le quattro cenerentole del campionato siamo riusciti ad esprimere un gioco divertente soffrendo spesso delle pene esagerate ed allora la dea, piuttosto di estinguersi a colpi di pallonate di Niangungol, ci ha inviato qualcuno che fa più al caso nostro, ossia il suo alter ego, il divino Eualla, colui che è già tanto se respira quando tocca un pallone.
Se osservate bene le immagini della partita noterete come il divino Eualla fosse circondato da un nimbo del diametro di 7,5 milioni di euro e via via che la partita scorreva, la sua immagine diventava sempre più diafana, tanto che alla fine è scomparso! Spettatori narrano di averlo visto benedire il pallone ogni volta che veniva toccato da Niangunostop, altri lo hanno scambiato per un T1000 che cammina sull’azoto liquido e per questo hanno temuto che fosse arrivato il giorno del giudizio, altri narrano di aver realizzato video in super fast motion per cercare imperfezioni nel mannequin challenge fallendo miseramente, altri ancora affermano che sia colui che protegge il nostro futuro, il nostro totem, ed in effetti date le movenze, forse ci han preso.
Il divino Eualla è venuto tra noi mandato dal re degli dei, colui che è uno e cretino, colui che allestisce squadre con la logica di un obitorio, ma Eualla se ne frega e va avanti (anche perchè se provasse a voltarsi indietro, minimo gli verrebbero il torcicollo e la sciatica) e continua a lottare per questa maglia cercando di raggiungere un pallone con la forza del pensiero, perchè per le gambe non c’è niente da fare, ormai è inverno e l’azoto non si liquefa più, e tocca aspettare la primavera. Eualla è il sovrannaturale che protegge il nostro futuro, quella divinità benevola che assiste lentamente alle goffe scarponerie di Nianguncontrollo.

Il divino Eualla non me ne voglia, ma effettivamente sembra un ectoplasma: un giocatore non può avere un’autonomia di 15 minuti e chiamare uno skilift ogni volta che un avversario accenna ad una corsetta. Sinceramente nemmeno mi sta sulle balle, ma già camminava a vent’anni, figurarsi a trentuno giocando in un ruolo non suo dove la gamba, non di legno, è necessaria. Nel caso del divino Eualla, appena è stato panchinato, la fanfara si è subito attivata per informarci che il giocatore è stato assolutissimamente voluto da Montella, dimenticandosi del suo arrivo a Milano ai primi di maggio e come durante la prima intervista fatta al tecnico dopo il suo acquisto, lo stesso facesse intendere di non sapere cosa farsene e dove collocarlo. E’ già strano che una tale stampa non abbia scritto di un Montella intento a fustigare pubblicamente in piazza Gino Valle l’imperatore e il suo manichino perchè questi volevano acquistare Modric, mentre lo scugnizzo voleva quel fuoriclasse del Besiktas per completare il presepe quasi vivente per Natale.
Ormai da un mese a questa parte assistiamo a lodi sperticate nei confronti del manichino, neanche fosse colui che ha scoperto cr7, messi, ibra, modric e iniesta, eppure così pare essere. C’è chi narra abbia anche predetto la vittoria del Leicester, di Trump e la brexit, insomma è un genio che tutte le società dilettantistiche e circensi vorrebbero avere. Ci rendiamo conto di cosa ci tocca sentire o leggere? Certa stampa è talmente asservita e priva non solo di spirito critico, ma anche di pudore, che pur di leccare tutto il leccabile, comprese le briciole sui piattini, sforna veline a profusione, ovviamente senza firma, per non beccarsi meritatissimi insulti, dato che dopo una sofferta vittoria in zona cesarini sono riusciti a partorire la genialata della gara vinta grazie al mercato estivo! Ma vergognatevi, siete roba da vomito, ignavi sempre pronti a soddisfare chi bussa alla porta, mai dalla parte della verità ma sempre al soldo del potente, a voi la pravda vi fa un baffo.

La partita disputata domenica è assimilabile a tutte quelle giocate contro le squadre per non retrocedere, ma in questa occasione una menzione speciale la merita Niangunpodiumilte’. Personalmente Niang non è un giocatore che mi fa impazzire, anzi, lo ritengo un legnosissimo atleta dotato di straripante forza fisica ed altrettanto straripante modestia tecnica. Chi vede in lui un potenziale gran giocatore pone giustamente l’accento sulla giovane età (22 anni), ma io in questo calciatore non riesco a vedere miglioramenti dal punto di vista del palleggio, dell’intelligenza tattica e del controllo, a me sembra mancare dei fondamentali nonostante abbia un fisico con cui potrebbe, volendo, spaccare tutto. Un’azione emblematica è quella attorno al 15° minuto: avanza indisturbato palla al piede fin quasi al limite dell’area in posizione centrale e tira andando direttamente in meta per la gioia dei Denver Broncos pronti ad ingaggiarlo come kicker. Se in una situazione così favorevole tiri una roba del genere, francamente ho moltissimi dubbi su coordinazione e tocco. Io spero vivamente di sbagliare su questo ragazzo e di cospargermi il capo di cenere il prima possibile, cosa che dovrebbe fare anche lui dopo le deliranti dichiarazioni sui tifosi.
Personalmente allo stadio non ho mai fischiato durante la partita (alla fine si), ma mai mi sentirei di dire al mio vicino di posto che un vero tifoso non fischia, soprattutto perchè la storia del momento di difficoltà è una balla colossale, così come una balla abnorme è quella per cui la gente va allo stadio per fischiare. Quando Niangunostop si è mangiato un gol nel primo tempo, nessuno lo ha fischiato così come nessuno ha fischiato il divino Eualla alla sua prima conclusione nello stadio (dire in porta è francamente esagerato). Come successo contro l’Udinese, i fischi sono arrivati perchè il pubblico era costernato dall’atteggiamento in campo e non dagli errori in sé e per sé, perchè in fondo Nianguncontrollo lo si conosce e non mi pare che la gente vada allo stadio appositamente per fischiarlo. La verità è che nonostante non capisse dove gli sbattesse la palla, neanche avesse i respingenti del flipper al posto dei piedi, si ostinava a lanciarsi in dribbling senza senso, dimenticandosi dei compagni per poi stramazzare al suolo agitando le braccia, cercando nella terna arbitrale un fischio inesistente. E’ questo che ha esasperato gli animi, mica balle! Basterebbe l’impegno ed il sacrificio per guadagnare gli applausi di San Siro, giocatori come Paletta e Lapadula sono lì a testimoniarlo, per cui caro Niangunostop datti una svegliata e fammi cospargere il capo di cenere.

Seal

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Categoria: Comunicazione

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Il mio primo sbiadito ricordo è Baresi che entra in scivolata e l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.