La scelta di Paolo

15 ottobre 2016 | Di | Rispondi Di più

Solitamente c’è poco di cui discutere durante la sosta per le Nazionali: dieci giorni di quiete e noia a volte interrotti esclusivamente da dichiarazioni al vetriolo di qualche calciatore. In un periodo di transizione come quello che stiamo vivendo, invece, anche la consueta pausa di inizio autunno è animata da polemiche, editoriali, parole e scoop vari, e in questi giorni nell’occhio del ciclone ci è finito Maldini. Il Capitano ha rifiutato la proposta avanzatagli dal futuro AD Fassone: non sarà lui il Direttore Tecnico del Milan cinese. Ha fatto bene? Ha fatto male? Se la sua scelta sarà stata saggia o meno lo si potrà giudicare solo in futuro, ma per il momento non si può non comprendere.

Come voi anche io spero che i futuri proprietari del Milan si rivelino, oltre che ricchi, i più competenti investitori del panorama calcistico nazionale e internazionale. Al momento non possiamo però avere certezze in tal senso, non sappiamo neppure con esattezza da chi la cordata sia composta (giustamente, aggiungo io). Mi rendo conto che dopo questi anni in cui abbiamo a forza ingollato letame in continuazione ci sia la legittima speranza che le sorti del Milan cambino radicalmente, ma nessuno di noi può mettere la mano sul fuoco garantendo che ciò possa accadere. Ecco, la “discesa in campo” di Maldini avrebbe fatto esattamente questo, e la sua chiamata da parte di Fassone era mirata proprio a ciò: Maldini sarebbe stato una sorta di bollino di qualità all’intera operazione. I tifosi avrebbero pensato “beh, se lui ha deciso di collaborare questa non può che essere gente seria”. Il Capitano avrebbe dunque speso la propria credibilità guadagnata in 25 e più anni di onorata e fedele carriera milanista per garantire per uomini che al netto di qualche incontro esplorativo non conosce, esponendosi in caso di operazione fallimentare non solo a una figura barbina, ma anche al tradimento della fiducia dei tifosi. Non posso, in questo senso, dar torto a Maldini. Probabilmente nessuno di noi al suo posto avrebbe agito come lui, ma nessuno di noi è Paolo Maldini, nessuno di noi avrebbe avuto così tanto da perdere in una situazione simile.

C’è poi il lato operativo della questione. I ben informati (nel senso di coloro che vengono informati egregiamente da chi vuole condizionare l’opinione del tifo) ci hanno fatto sapere che al Capitano fossero stati offerti ruoli di primissima importanza. Da quello di DT a quello di ambasciatore del Milan all’estero, passando per quello di custode del mos maiorum del Fu Grande Milan e quello di chioccia per i neo acquisti. Parafrasando Cyrano de Bergerac, sarebbe stato tutto e niente. Come affermato in precedenza, sono dell’idea che l’unico motivo per cui Fassone ha contattato il Capitano sia stato quello di volere in società una Bandiera che potesse garantire per il consorzio cinese. Evidentemente Maldini non è stato rassicurato abbastanza sull’importanza e il peso che il suo ruolo avrebbe avuto, temendo di far la fine di Zanetti, Nedved o lo stesso Baresi, dirigenti sì, ma totalmente marginali, figure che se anche non fossero presenti nelle rispettive società nulla cambierebbe nei fatti.

Infine la questione economica, che secondo Ordine “è sempre stata importante nella carriera di Maldini” (cito a memoria un suo pezzo della scorsa settimana). Anche qui non ho dalla mia parte ricostruzioni che possano descrivere con dovizia di particolari come si siano sviluppate le trattative, ma ho la parola di Paolo Maldini contro quella di Franco Ordine, e tanto mi basta. Oltre la sua parola ci sono i già citati 25 anni di carriera milanista a parlare per lui, anni in cui si è sempre sudato ogni centesimo del suo certamente ricco compenso annuale (che, chissà, a Madrid, Monaco o Manchester sarebbe anche potuto essere superiore). Il volgare insulto, perché senza prove di questo si tratta, va infine contestualizzato: se l’imbeccata a “il Giornale” dovesse essere arrivata dall’attuale management sarebbe “solo” l’ennesima amenità aggiunta al mucchio, se invece dovesse essere giunta da quello che subentrerà, beh, cominciamo proprio col piede sbagliato. A onor del vero in questo caso siamo tra i “bene informati” e qualche idea precisa ce la siamo fatta, ma per signorilità taciamo.

Concludo. Non avrei voluto Maldini DT nel mio Milan. Lo avrei voluto, ma non con quel ruolo. Gli avrei forse proposto un incarico che avrebbe arrogantemente (e lo dico senza critica alcuna: un gigante assoluto come lui può, anzi, deve essere arrogante, anche se in questo paese è più apprezzata la finta umiltà d’ispirazione cattolica) rifiutato, e in tal caso avrei proceduto dritto per la mia strada, facendomene una ragione. Se il Milan cinese sarà vincente o meno non dipende da Maldini, e tutti noi sopravviveremo a questa vicenda, ma è solo avvilente come la comunicazione sia stata anche in questo caso, e nonostante l’avvicendamento in corso, ancora scadente. La strategia? La solita: dividere i tifosi. Peggio, dividerli strumentalizzando due Bandiere come Baresi e Maldini, infangando il secondo definendolo un piccolo uomo attaccato al denaro e incapace (e allora perché fargli un’offerta?). Se questa è la nuova comunicazione rossonera, allora non ci siamo. Speriamo si tratti solo di un piccolo passo falso. Dal momento che però pare sia così necessario schierarsi io, nel dubbio, sto con Paolo Maldini. Sempre.

Fabio

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Categoria: Comunicazione

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.