I coccodrilli nelle fogne, il closing e altre leggende metropolitane

28 marzo 2017 | Di | Rispondi Di più

Mio cuggino si è tolto il casco / mio cuggino si è aperto la testa

Mi ha detto mio cuggino che una volta è stato con una cinese che poi gli ha scritto sullo specchio “benvenuto nel closing”

I COCCODRILLI NELLE FOGNE

Tutto ha inizio quando alcuni cittadini di New York affermarono di aver visto dei rettili nel sistema fognario della città durante uno smercio illegale di una grossa partita di alcool. Forse per dissuadere la polizia ed avere campo libero durante le operazioni illegali, forse perché gli effetti dell’alcool – come riteneva Teddy May, il sovrintendente del sistema fognario della città – avevano portato ad allucinazioni. Ma fu proprio May a doversi ricredere quando dopo alcune ispezioni disse di aver visto numerosi coccodrilli, il più grande dei quali era lungo solo 61 cm, che vivevano all’interno dei tubi e attraverso quelli percorrevano le reti fognarie della città.
Nel febbraio del 1935 fu comunicato l’avvistamento un altro coccodrillo in uno scarico di New York. Un gruppo di giovani, spalando la neve caduta su un canale fognario si accorse di un coccodrillo, dalla lunghezza di 2 m che era rimasto incastrato nel ghiaccio e nella neve. Dopo che alcuni componenti del gruppo liberarono il rettile dal ghiaccio, il coccodrillo avrebbe morso uno di loro. Soccorrendo il compagno in pericolo, gli altri avrebbero ucciso l’animale con i badili da neve. Il coccodrillo sarebbe scappato da una nave che viaggiava nelle Everglades, quindi, nuotando nel fiume Harlem per 137 miglia, sarebbe stato costretto a rifugiarsi nei condotti fognari a causa di una tempesta. Si sostiene che successivamente alcuni coccodrilli acquistati da privati e poi gettati nelle fogne sarebbero sopravvissuti miracolosamente e si sarebbero riprodotti nella fogna in cui erano caduti, alimentandosi di ratti e rifiuti urbani.
Credit: Il Giornale dei Marinai

IL CLOSING

Si dice, si narra, si racconta che… il Presidente della seconda economia mondiale sia in fibrillazione per sapere se andrà o meno in porto l’affare Milan. Si dice, si narra, si racconta che… ci siano milioni di cinesi pronti a investire nella nuova società rossonera, e che il numero sia destinato a salire dal momento che proprio per aumentare gli azionisti e quindi la possibilità economica del nuovo Milan è stato deciso da Pechino di terminare la famigerata “politica del figlio unico”. Si dice, si narra, si racconta che… Yonghong Li, una misteriosa Dama Cinese, Jack Ma, quello delle energie rinnovabili, quell’altro che fa le soda cinesi, l’altro che ha creato twitter cinese, quell’altro ancora che ha inventato le Crostatine del Mulino Bianco cinesi, più tutto l’Esercito di Terracotta e la squadra di pallanuoto femminile cinese abbiano formato una cordata che è lì lì per comprare il Milan una volta per tutte, e che tornerà più forte di prima.
Si dice, si narra, si racconta che… “Sul mercato c’è l’idea di partire forte con degli investimenti di un certo livello. Difficile azzardare ora una previsione precisa sul budget, però si parte con delle ambizioni. Un altro aspetto fondamentale è che il treno Champions – i primi quattro posti in campionato daranno automaticamente accesso ai gironi della competizione – dell’anno prossimo è un treno imperdibile, perchè si rischia di accumulare un distacco grande in termini economici. Dovremmo essere di fronte a una nuova proprietà che ha strutturato un’operazione finanziaria complessa non diversissima da quella che ha fatto Thohir nell’Inter. E’ impossibile dire se sarà un successo o un fallimento, siamo agli albori”. (Arianna Ravelli su Milan News).

IL GOLEM

Secondo la leggenda chi viene a conoscenza della Qabbalah, e in particolare dei poteri legati ai nomi di Dio, può fabbricare un golem, un gigante di argilla forte e ubbidiente, che può essere usato come servo, impiegato per svolgere lavori pesanti e come difensore del popolo ebraico dai suoi persecutori. Può essere evocato pronunciando una combinazione di lettere alfabetiche.
Il Golem era dotato di una straordinaria forza e resistenza ed eseguiva alla lettera gli ordini del suo creatore di cui diventava una specie di schiavo, tuttavia era incapace di pensare, di parlare e di provare qualsiasi tipo di emozione perché era privo di un’anima e nessuna magia fatta dall’uomo sarebbe stata in grado di fornirgliela.
Nell’opera di Ahimaaz ben Paltiel, cronista medievale del XII secolo, si narra che nel IX secolo un rabbino, Ahron di Bagdad, scopre un golem a Benevento, un ragazzo a cui era stata donata la vita eterna per mezzo di una pergamena. Sempre alla fine del IX secolo, secondo la cronaca di Ahimaaz, nella città di Oria risiedevano dei sapienti ebrei capaci di creare golem, i quali smisero di praticare questa attività dopo una divina ammonizione.
Si narra che nel XVI secolo un sapiente europeo, il rabbino Jehuda Löw ben Bezalel di Praga, cominciò a creare golem per sfruttarli come suoi servi, plasmandoli nell’argilla e risvegliandoli scrivendo sulla loro fronte la parola “verità” (in ebraico אמת [emet]). C’era però un inconveniente: i golem così creati diventavano sempre più grandi, finché era impossibile servirsene: il mago decideva di tanto in tanto di disfarsi dei golem più grandi, trasformando la parola sulla loro fronte in “morto” (in ebraico מת [met]); ma un giorno perse il controllo di un gigante, che cominciò a distruggere tutto ciò che incontrava. Il Golem si racconta operasse anche per la difesa di alcune comunità ebraiche dell’Europa orientale. Ripreso il controllo della situazione, il mago decise di smettere di servirsi dei golem che nascose nella soffitta della Sinagoga Vecchia-Nuova, nel cuore del vecchio quartiere ebraico, dove, secondo la leggenda, si troverebbero ancora oggi.
Credit: Wikipedia

LU SCAZZAMURRIEDDHRU

Lo Scazzamurrieddhru è un dispettoso folletto del folklore meridionale. Il nome “Scazzamurrieddhru” viene utilizzato in particolare nell’area ionico-salentina. Nel foggiano è noto come Scazzamurrill, mentre a Napoli come Munaciello. È descritto come un omino brutto e peloso, con un abito color tabacco, scalzo e un cappellino in testa, ed ha l’abitudine di sedersi sulla pancia o sul petto di chi dorme, guastandogli il sonno (si riferiscono a questo fatto, nomi come Carcaluru, da “calcare”, “fare pressione”). Non appare mai di giorno. Per ingraziarselo gli si possono donare un paio di scarpe, o si possono lasciare dei sassolini nelle proprie pantofole la notte; lo Scazzamurrieddhru ripaga queste gentilezze con monete d’oro, o indicando al suo benefattore il luogo dov’è nascosto un tesoro. Lo si può invece ricattare, rubandogli il cappello. Oltre a tormentare i dormienti fa altri dispetti, come rompere i vetri delle finestre, far chiasso con le pentole in cucina.
Con gli animali domestici ha un rapporto particolare; talvolta li cura e li nutre, talaltra li tormenta (per esempio annodando le criniere e le code dei cavalli). Capita anche che mostri di odiare un certo animale e amarne un altro e, per esempio, sottragga il cibo dal primo per darlo al secondo.
È benevolo con le fanciulle, e le protegge dalle angherie delle matrigne e delle padrone, giungendo a fare i lavori di casa al posto loro. Ama anche i bambini, e regala loro dolcetti e monete. Alcuni racconti lo rappresentano come particolarmente burlone; quando domanda “Vuoi cocci o soldi?”, se si risponde “cocci” porta soldi, e viceversa.
Credit: Giardino delle Fate

Fabio

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Categoria: Cazzeggio

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.